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TREDICESIMO-PIANO


Sun, March 15, 2020

CARA EUROPA

Una nuova guerra divampa, e il nemico sembra invisibile: un virus estremamente piccolo e silenzioso, ma che irrompe nelle nostre vite come una pioggia di granate. Per vincere questa guerra, cara Europa, devi mettere al centro solidarietà e fratellanza, altrimenti crolleremo. Riflettici bene, cara Europa. Se non agisci, avrai tradito i sogni, le aspettative, i bisogni di tutti noi. Sarà l’ennesima volta, sarà anche l’ultima.

Cara Europa,
sei nata da un patto, e i patti si cementano con la fiducia. Sei nata da noi, noi tutti: dai sogni, dalle aspettative, dai bisogni che ciascuno di noi – cittadini dei Paesi membri – ha investito per il bene comune. Milioni di persone che ti hanno immaginata e di cui, specularmente, hai trasformato l’immaginario. Da trent’anni viviamo con l’idea che saremmo diventati cittadini europei.

Anche le nostre esistenze hai trasformato. Le nostre abitudini, le regole che seguiamo nella quotidianità. Ci hai permesso di viaggiare liberamente tra i Paesi che ti compongono. I trattati firmati in tuo nome hanno avuto più forza di qualsiasi legge locale. Un’intera generazione di giovani non ha avuto altra moneta all’infuori dell’euro.

Non ci sono piaciute molte delle leggi che hai imposto. Abbiamo considerato inaccettabile l’opacità con cui le hai prese. Ci siamo disperati di fronte alla poca autorevolezza che hai mostrato al livello geopolitico, la colpevole assenza nel grande scacchiere del digitale. Abbiamo detestato l’ottusa rigidità con cui hai imposto il rispetto di parametri contorti. Ci ha fatto orrore come hai violato il popolo greco, l’ umiliazione a cui l’ hai costretto – la pretesa insensata di fargli pagare responsabilità che non aveva.

Eppure, cara Europa, siamo rimasti. Per difendere il nostro sogno collettivo e perché crediamo che i problemi non si risolvono in modo individuale: vale per le persone, vale per gli Stati. Siamo rimasti contro chi ti vorrebbe far crollare. Abbiamo votato partiti politici che non ci piacciono, partiti a cui non apparteniamo e che non avremmo mai votato altrimenti. Abbiamo rinunciato alle nostre convinzioni, anche al nostro amor proprio, cara Europa, pur di aiutarti ad affrontare le sfide e risolvere i problemi in modo collettivo. Insieme. Era questo il patto.

Tu ci hai deluso, più e più volte: non sei stata in grado di agire, di rispondere a quelle sfide secondo il mandato che avevi – il nostro. Via via hai indebolito la nostra fiducia. Ed è la fiducia a cementare i patti.

Quando nacque l’ idea di un’Europa unita, nelle nostre città si contavano i morti di una guerra. Se ne volevano scongiurare altre – il futuro doveva essere tutt’altra cosa. Ci si voleva difendere da quel pericolo in modo collettivo.

Ora una nuova guerra divampa, e non ha le sembianze che ci si aspettava: è un virus, qualcosa di estremamente piccolo e silenzioso. Irrompe nelle nostre vite come una pioggia di granate. In prima linea non c'è la fanteria, ma infermieri e medici. La guerra è arrivata, in una forma nuova. Le vittime sono sempre i più deboli tra noi.

Siamo smarriti, preoccupati, cara Europa. Siamo spaventati. Se non agirai, crolleremo tutti, insieme. Se non agirai, crollerai tu stessa: la tua rigidità allora non sarà ottusa ma suicida. E se crollerai, avranno vinto le pulsioni distruttive di chi pensa di salvarsi in modo individuale – chi non crede a soluzioni collettive. Per vincere questa guerra nuova devi avere la solidarietà come motore, la controffensiva dev’essere comune. Il debito di un Paese deve diventare il debito di tutti, perché quel Paese è un laboratorio per sconfiggere lo stesso, unico nemico.

Se non agirai, nessuno si fiderà più, nessuno farà più quelle rinunce che ti hanno permesso di resistere fin qui. Il contrario della fiducia è il tradimento. Rifletti bene, cara Europa. Avrai tradito i sogni, le aspettative, i bisogni di tutti noi. Sarà l’ennesima volta, sarà anche l’ultima.

Massimo Ruggero
#tredicesimo piano#europa#coronavirus

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