Decodificare il presente, raccontare il futuro

RECENSIONI

Il testo narrativo è un atto socialmente simbolico.

UN ALTRO PRESENTE

Le aziende non hanno un capo, non esistono più banche, nessuno possiede terre e immobili, non si pagano tasse dirette. Questo è l’universo ucronico a cui accedono i personaggi di “Un altro presente”, l’ultimo libro di Yanis Varoufakis. E tuttavia, ben lungi dall’essere un’utopica e consolatoria theory fiction, l’opera del falco greco è l’ennesimo invito – ora più attuale che mai – a ripensare radi

INVENTING ANNA: OVVERO DI UNA TRUFFA CHE DICE LA VERITÀ

Creata e prodotta dall’inarrestabile Shonda Rhimes e ispirata ai racconti di Jessica Pressler, la serie “Inventing Anna” è la storia di una truffa che dice la verità.

FASCISMO MAINSTREAM

«Un nuovo fascismo sarà la forma di governo che ci accompagnerà dal nostro presente fino alla catastrofe ecologica?». Se lo chiede Valerio Renzi nel suo ultimo libro “Fascismo Mainstream”. E considerando le risposte reazionarie dei governi globali a crisi sociale e catastrofe climatica, la domanda appare lecita.

C’È SEMPRE UNA CHANCE

Il quarto capitolo della serie culto del duo Whachowski conferma la loro incredibile capacità di trafiggere il presente e immaginare altri futuri. Benvenuti nell’inquietante neo-allegoria di “Matrix Resurrections”, benvenuti nell’odierno presente in cui il capitale ha riconfigurato la sua matrice estrattiva. Bentornati al bivio della scelta tra soccombere o ri(n)sorgere.

CRONACHE ANTICAPITALISTE

A dispetto del titolo, “Cronache anticapitaliste” di David Harvey è un gioiello argomentativo attualissimo e necessario, capace di traghettare le battaglie contro lo sfruttamento dell’essere umano e del pianeta in una cornice pratica e tutt’altro che ideologica, radicale, sì, ma calata nella più assoluta contemporaneità.

“LIBERI DI OBBEDIRE”

L’ultimo saggio di Johann Chapoutot, “Nazismo e management – Liberi di obbedire”, ci racconta come una determinata concezione dell’organizzazione sociale e del lavoro dominante oggi, basata sulla fine del conflitto tra capitale e lavoro, prenda piede e si diffonda durante il Terzo Reich.

CARLOTTO, L’ERETICO DEL NOIR ITALIANO

Massimo Carlotto è l’autore più radicale ed estremo del noir italiano: un eretico. Per venticinque anni si è mosso tra gli schemi della letteratura crime senza rimanere invischiato nella rete di tic, cliché e stereotipi propri del genere. “E verrà un altro inverno”, il suo ultimo romanzo uscito per i tipi di Nero Rizzoli, ne è l’ennesima conferma.

RICONOSCERE IL DOMINIO, RIPRENDERSI LA VITA

“Dominio”, l’ultimo libro di Marco D’Eramo, racconta di come la nuova guerra di classe – quella dichiarata dai ricchi contro i poveri, e vinta dai ricchi contro i poveri – sia stata una guerra combattuta sul piano dell’ideologia, volta a imporre la ragione neoliberale sul mondo e nella mente di ognuno di noi, lasciandoci credere all’impossibilità di un’alternativa.

THE SERPENT

“The Serpent” racconta la storia vera di Charles Sobhraj, criminale che alla fine degli anni Settanta, in Thailandia, ha irretito, ucciso e occultato un numero ancora oggi imprecisato di hippie occidentali. È una serie su una vicenda strana e inquietante, forse l’ennesima, ma che in questo caso per risvolti e cifra stilistica apre una serie di riflessioni inedite su crisi d’identità e rimossi di m

LO SPECCHIO DELLA VALLE OSCURA

Il memoir di Anna Wiener non è certo l’attacco incendiario ai dispositivi della Silicon Valley che molti si aspettavano. Forse, proprio per questo, riesce in un’impresa ancora più spaventosa: ribaltare il noto esperimento della robotica e raccontarci che nella “Valle Oscura” ci siamo anche noi.

THE UNDOING SVELA QUELLO CHE SAPEVAMO GIÀ [NO SPOILER]

Non c’era bisogno di riportare l’America alla sua grandezza passata, perché l’America è sempre stata e sempre sarà prigioniera delle sue manie di grandezza. Questo è stato l’errore più grande di Donald Trump. Questo sembra dirci, involontariamente e suo malgrado, una serie tv come “The Undoing”.

MANK: IL CINEMA È UNA BUGIA

Girato in un bianco e nero digitale tanto splendido quanto falso, “Mank”, l’ultimo film di David Fincher rilasciato da Netflix, sembra essere un omaggio alle vecchie pellicole, ai proiettori e alle sale per la visione collettiva. In realtà è un film contro il cinema, inteso come apparato ideologico nell’epoca in cui, sotto il dominio del capitalismo delle piattaforme, il cinema stesso muore.

“ETHOS” È UNA TERAPIA COLLETTIVA

Ambientata in una Istanbul cupa e malinconica, in cui i minareti e il lungomare da cartolina sono relegati ai margini delle inquadrature, la serie turca “Ethos” prodotta e distribuita da Netflix è già considerata un caso internazionale, soprattutto a partire dalla forte componente psicoanalitica che caratterizza regia e sceneggiatura.

ECONOMIA SENTIMENTALE

L’ultimo libro di Edoardo Nesi è una sorta di viaggio a riveder le stelle tra i meandri del proprio passato e gli spiragli di un futuro che non è mai stato così incerto. Ma ben oltre la dimensione intima, il discorso diviene corale e si staglia su un orizzonte di condivisione collettiva di dubbi, paure e urgenti alternative.

LA REGINA DEGLI SCACCHI

“The Queen’s Gambit”, la miniserie Netflix tratta dall’omonimo libro di Walter Tevis, è una perfetta allegoria dell’indeterminatezza in cui ci troviamo intrappolati, come pedine in balìa di una scacchiera infinita. L’amore, il successo, la libertà rappresentano tutti bisogni che non sono e saranno mai soddisfatti perché, come dice Karl Marx, la società occidentale dei consumi non lo permette.

DIETRO L’IPOCRISIA DEL “PROCESSO AI CHICAGO 7”

“The Trial of the Chicago 7”, scritto e diretto da Aaron Sorkin, racconta il processo istruito in seguito ai riot di Chicago del ‘68, epilogo violento di un’imponente mobilitazione di piazza. Ma le scelte autoriali del regista, tarate sull’ottimismo dell’ultimo mandato Obama, nell’odierno 2020 targato Black Lives Matter risultano drammaticamente fuori fuoco.

PRIMA CHE QUALCUNO VOLASSE SUL NIDO DEL CUCULO

“Ratched”, l’ultima fatica di Ryan Murphy (“American Horror Story”), racconta la genesi della spietata infermiera di “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, tra grandi rimossi sul tema della salute mentale e rovesci oscuri dell’american dream. E se nella messinscena della serie tutto è perfetto, logico, misurato e intellegibile anche nella sua crudezza, là fuori, nella realtà che si racconta sana ed

NELLA FANTASCIENZA CINESE LA SOCIETÀ È “PIEGHEVOLE” E I SENTIMENTI SONO EQUAZIONI

Il mondo si prepara a fare i conti con un’invasione aliena: c’è chi vorrebbe imbracciare le armi e chi invece si auspica la fine dell’umanità, in favore di una specie tecnologicamente superiore. La stessa società, nelle pagine di un altro libro, è un gigantesco ingranaggio pieghevole in cui i settori che ospitano le classi subalterne vengono aperti solo per “produrre” e soddisfare il fabbisogno de

LES MISÉRABLES – NEL PAESE DEI CATTIVI COLTIVATORI

Con il film “Les Misérables” Ladj Ly decostruisce in un colpo solo la spettacolarizzazione – diventata compiaciuta e apolitica – della violenza nel cinema e la narrazione – falsa e strumentale – di una Francia unita e pacificata, sempre pronta ad accogliere e integrare. Nella pellicola asciutta e sferzante di Ly nessuno si salva e tutti sono agenti attivi del disastro, ma forse soltanto attraverso