Chicago sotto
le luci della
gentrification

Nell’arco di tredici anni, fra 2000 e 2013, diecimila abitanti ispanici lasciano Pilsen, il principale quartiere del Lower East Side, a Chicago. La maggior parte di loro non è in grado di vivere in una zona che ha visto bruscamente crescere i prezzi degli immobili. La presenza ispanica a Pilsen nella seconda metà del Novecento era stata schiacciante. Un displacement spaventoso, tanto per le dimensioni quanto per la rapidità del fenomeno. Che sembra avere le sue principali radici poco lontano, in un paio di decisioni amministrative che hanno trasformato il volto della zona. Perché l’anno uno della trasformazione contemporanea di Pilsen si direbbe il 1997. Quando l’amministrazione municipale avvia il Pilsen Industrial Tax Increment Financing District, con l’obiettivo di dare il via all’industria della zona. E quando l’Università of Illinois at Chicago, proprio l’istituzione dietro lo studio di Betancur e Youngjun, espande il proprio campus di trenta acri a ridosso di questa area, e inevitabilmente la modifica. Da vent’anni, dunque, Pilsen subisce attacchi speculativi e violente trasformazioni della sua dimensione socio-economica. E quindi della composizione. In un gioco di espulsioni e sostituzioni dove vincono i più forti. Porta d’accesso agli Stati Uniti per migranti irlandesi e tedeschi nell’Ottocento. Terra d’elezione dei cecoslovacchi, poi, che le assegnano il nome in omaggio a Plzeň, la città boema dove anni dopo sorgerà la Škoda. Per estensione il quartiere diventa l’enclave est-europea di Chicago, fino agli anni Sessanta.

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Finsbury Park
il punto di
non ritorno

Il terrorismo bianco colpisce la capitale britannica. Attacca una moschea. Questa volta succede in Europa e non negli Stati Uniti. Il bersaglio sono i musulmani, dopo anni che titoli di giornale e fake news invadono autorevoli testate e meno autorevoli social network, fomentando l’odio anti-islamico. Quando la guerra tra poveri è l’unico diversivo possibile per evitare che la rabbia dei ceti medi impoveriti si diriga verso l’ideologia dominante, lo scontro di religione diventa l’ultimo rifugio di una società frantumata. L’orizzonte degli eventi d’Europa accade a Londra. “Voglio uccidere tutti i musulmani” avrebbe gridato, secondo testimoni, l’uomo prima di lanciarsi con il suo camioncino sul marciapiede antistante la moschea di Finsbury Park. Ne ha ucciso uno solo. Quanto basta. È l’orizzonte degli eventi di Europa. Il punto di non ritorno. Non è il primo attacco contro i musulmani e i luoghi del loro ritrovo. Negli Stati Uniti il numero di attacchi terroristici perpetrati – e di morti causati – da estremisti di destra è di gran lunga superiore ai morti causati dal cosiddetto terrorismo islamico. Con la campagna elettorale di Donald Trump, il numero di organizzazioni di estrema destra è triplicato, gli atti di violenza contro musulmani cresciuti del 67 percento. L’ultima vittima è una ragazza di 17 anni che usciva da una moschea nella contea di Fairfax, Virginia. E’ stata uccisa tre giorni fa.  La prima differenza è che in un caso lo spazio sui media si esaurisce in un breve ritratto del lone wolf, il singolo individuo con problemi mentali che ha compiuto la strage.

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Dark Data. Viaggio nella cyborg finanza – pt. 8

La strategia che sta dietro il flash crash dell’oro. Il profitto non è il suo obiettivo. Qualcuno o qualcosa sta mandando giù il prezzo dell’oro, senza che sia possibile rifugiarsi in beni collegati. Non c’è altra possibilità che continuare a vendere oro, e contribuire così a far precipitare il su…

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Le altre sette tappe del viaggio quiquiquiquiquiqui e qui

“Dobbiamo inventare una nuova saggezza per una nuova era. E nel frattempo, se vogliamo fare qualcosa di buono, dobbiamo apparire eterodossi, problematici, pericolosi e disubbidienti”

Entropia fiscale in India: arriva la riforma

È il progetto più ambizioso dell’India indipendente in materia di tasse: è la riforma della Goods and Services Tax (Gst), l’imposta unica che sostituirà le tante imposte indirette che popolano l’ecosistema fiscale del Paese. Luci e ombre di un passaggio venduto dal primo ministro Modi come “storico”. Ecco come funzionerà e che impatto avrà su commercianti e lavoratori.

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"Tutto è in frantumi e danza" - La presentazione del libro (video)

Cosa ne sarà
della Brexit
nel caos May

Che succederà ai cittadini europei con la Brexit? Quali sono le condizioni dopo il voto britannico? Theresa May prova a tirare dritto, ma è praticamente immobile. Dopo mesi di tracotante retorica per un’uscita in versione “dura” del Regno Unito dall’Unione europea, vacilla. I segnali (d’incertezza) ci sono tutti. E l’Europa guarda al controllo della City. 1) il tradizionale discorso della regina per “inaugurare” il nuovo Parlamento, fissato per lunedì 19, è ufficialmente sospeso; 2) i media riferiscono di segnali di un cambio di passo: da una “soft Brexit” a una “open Brexit” per un accesso (parziale) al cosiddetto “common market”; 3) le nomine di viceministri e sottosegretari.

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Matchmaking. Dare a ciascuno
il suo (?)

Perché i mercati falliscono? Il libro del già premio Nobel per l’Economia, Alvin E. Roth, da poco in libreria per i tipi di Einaudi, è un’indagine sui processi di “matching”, cioè di “allocazione” ragionata delle risorse.  Tutto in un contesto di libero scambio e libero mercato, praticamente onnipotenti. Pur insistendo sulla possibilità di miglioramento progressivo del mercato nella sua declinazione del matching, l’autore non riesce neanche per una riga a svincolarsi dal presupposto che il mercato possa auto-regolarsi, rimanendo fedele a una scuola orientativo-ideologico che ha i suoi natali con von Hayek e prosegue con tutti i suoi epigoni.

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Un esercito di giovani
Per una lunga notte

“Ricorda sempre cosa disse Jean-Luc Godard: ‘Non è da dove prendi le cose – ma dove le porti'”

London is burning:
rogo di classe

Londra è una città rigidamente divisa in classi sociali e bantustan etnici, compartimenti stagni tanto sovrapponibili quanto impossibili da esondare. Mentre l’inchiesta giudiziaria stabilirà quale è stata la scintilla che ha materialmente acceso il rogo alla Grenfell Tower, i motivi dell’incendio già li conosciamo. Il rivestimento, usato per rendere digestibile la visione di questo palazzone agli abitanti dei quartieri ricchi ha preso fuoco in meno di cinque minuti. È la legge che prevede che al proletariato urbano non siano concessa una vita dignitosa e una morte decente. Lo spiega David Collins, membro del Grenfell Action Group, il comitato di abitanti dell’edificio costituitosi oramai diversi anni fa. “Abbiamo avvisato più volte il KCTMO di come durante i lavori di abbellimento della facciata non siano state tenute minimamente in conto tutte le problematiche riguardanti la sicurezza dell’edificio in caso di incendio – dice Collins a The Guardian – Abbiamo consegnato una petizione firmata da oltre il novanta percento degli abitanti. Il dipartimento non ci ha mai risposto”. Sullo stesso quotidiano gli fa eco Judith Blakeman, consigliere di zona e membro del KCTMO. “Ho consegnato personalmente al dipartimento e al comune almeno 19 richieste di chiarimenti di singoli abitanti, e non mi è mai stato risposto, così come durante i lavori ho richiesto più volte un sopralluogo indipendente per verificare la qualità dei tubi del gas e della tenuta della facciata in caso di incendio. Ovviamente non mi è mai stato risposto”.

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Redeloos, radeloos, reddeloos: l’anno orribile che dobbiamo attraversare

Redeloos, Radeloos, Reddeloos, tre aggettivi traducibili dall’olandese in “irrazionale”, “disperato” e “senza speranza” e, rispettivamente riferiti a popolo, governo e nazione. Di fronte al futuro che impone la fine del lavoro dei servizi, di fronte alla capacità della…

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