Elezioni 2016

Trump straccia Clinton, è il nuovo presidente:
lo speciale Usa 2016

A otto anni dalla vittoria di Barack Obama, Donald Trump è il nuovo presidente americano: batte Hillary Clinton e conquista la Casa Bianca. Il Super-foglio de iDiavoli per sapere tutto sulla campagna elettorale

14 ottobre 2016

9 NOVEMBRE 2016 – Sembrava impossibile, ma ora è realtà: Donald Trump, il detonatore della rabbia Usa in salsa populista, è il nuovo presidente, il 45esimo della storia americana: ha conquistato gli Stati chiave, ottenendo 289 grandi elettori contro i 228 della rivale democratica Hillary Clinton (qui e qui tutti gli aggiornamenti).  Erano da poco passate le 7 del mattino in Italia quando, dopo la vittoria in Pennsylvania e in Alaska, il repubblicano ha superato la soglia dei 270 grandi elettori necessari per conquistare la presidenza. Intanto Wall Street accusava il colpo. «E’ una grande notte per l’America», ha commentato subito lo staff del tycoon. «È una notte storica. Gli americani hanno parlato, e hanno eletto il loro campione», ha dichiarato il vice di Trump Mike Pence. Poi è arrivato Trump sul palco: «Avremo un grande piano economico. Il nostro tasso di crescita aumenterà (…) Cercheremo alleanze, non conflitti, nel mondo», ha detto, sottolineando che gli Stati Uniti «andranno d’accordo con tutti coloro che vorranno andare d’accordo con noi». E ancora: «Vi prometto: non vi deluderò mai. La campagna è finita, ma il lavoro di questo movimento continua».

UNA LUNGA CAMPAGNA ELETTORALE A contendersi la poltrona dello Studio Ovale sono stati il repubblicano Donald Trump e la democratica Hillary Clinton (qui tutti i nomi di chi era ed è in corsa, e di chi ha lasciato la campagna elettorale). Dopo mesi di dibattiti, primarie e caucus per scegliere i delegati, due Super Tuesday e due convention, i candidati sono stati nominati ufficialmente (per conquistare la nomination servivano rispettivamente 1237 e 2382 delegati). 

8 NOVEMBRE: IL GIORNO DECISIVO Per la prima volta dal 1944, quando vinse Roosevelt, sia la candidata democratica che il rivale repubblicano hanno trascorso l’Election Day a New York: Clinton al Javits Center e Donald Trump all’Hilton. Il tycoon ha promesso che «le elezioni saranno una Brexit all’ennesima potenza», mentre Hillary ha dichiarato che «le elezioni sono ”test” con cui si sceglierà il futuro. Saremo più uniti come Paese o ci separeremo ancora di più. Fisseremo degli obiettivi che potremmo centrare insieme o ci gireremo le spalle gli uni con gli altri».

LE ULTIME (vedi anche “Cronologia selezionata dei fatti” in fondo a questo post): L’Fbi ha aperto una nuova indagine sul server di e-mail della candidata democratica a pochissimi giorni dal voto, salvo poi chiuderla ancora prima dell’8 novembre. Intanto con 57 milioni di dollari negli ultimi 19 giorni è stato un record di donazioni per Clinton contro i 28 milioni raccolti da Donald Trump. Mentre verso la fine della campagna i due candidati sono stati praticamente testa a testa, i primi di ottobre, Clinton staccava il suo avversario di 9 punti con il 47% delle preferenze contro il 38% di Trump, secondo un sondaggio “Cbs”, con un vantaggio netto in 9 dei 15 Stati chiave.  A metà mese era avanti di 12 punti sul suo competitor, secondo i numeri di un’indagine commissionata da “Abc”.

In piena campagna elettorale Wikileaks ha messo in imbarazzo Hillary e diffuso le trascrizioni delle sue conferenze dai toni accomodanti e amichevoli con i banchieri di Goldman Sachs, tenutesi tra il 2013 e il 2015.  Sul fronte repubblicano, mentre l’ombra delle accuse di molestie sessuali a diverse donne si allungava su Trump, cresceva la lista dei politici che lo abbandonano. Aumentavano le pressioni perché si facesse da parte. Secondo “Usa Today” su un totale di 331 esponenti, 87 erano e sono in aperta opposizione a Trump: una situazione senza precedenti.

FACCIA A FACCIA: Il 19 ottobre alla University of Nevada, Las Vegas, c’è stato l’ultimo faccia a faccia prima del voto al vetriolo tra i due candidati che si sono reciprocamente accusati e i veri temi elettorali sono passati in ombraIl terzo e ultimo round è stato uno show senza esclusione di colpi. Trump è andato subito alla sfida contro le «elezioni truccate». Poi ha attaccato la sua rivale che lo ha definito il «candidato più pericoloso della storia». Lei ha vinto il duello, secondo la “Cnn”, con il 52% contro il 39% dello sfidante. Il dibattito del 9 ottobre alla St. Louis University in Missouri è finito quasi alla pari: molti gli attacchi sul piano personale, ma la candidata democratica non è riuscita a mettere al tappeto l’immobiliarista ora in corsa con il GOP. Il 26 settembre c’è stato il primo round nella hall della Hofstra University di Hempstead (Long Island, New York). Trump è stato sbugiardato su diversi temi, dal suo (presunto non) sostegno alla guerra in Iraq al legame tra la dislocazione delle aziende Usa all’estero e la perdita di posti di lavoro, passando per il piano fiscale e la sicurezza nazionale. Clinton si è dimostrata più preparata secondo la maggior parte degli analisti.

I piani economici a confronto, chi appoggia chi, una cronologia selezionata degli ultimi mesi, il futuro Usa: tutta la campagna elettorale raccontata da “i Diavoli”.

LA DISCESA IN CAMPO

DONALD TRUMP: 16 GIU 2015 – «Signore e signori, sono ufficialmente in corsa come presidente», così Donald Trump davanti alla folla della Trump Tower a New York. Con un discorso di circa 45 minuti ha lanciato anche il suo slogan: «Make the America great again». Leggi qui

HILLARY CLINTON: 12 APR 2015 Annuncia la candidatura alle presidenziali 2016: «Ogni giorno gli americani hanno bisogno di un campione. Ed io voglio essere quel campione». Dopo due anni di rumors, correrà per la seconda volta verso la poltrona più importante d’America alla Casa Bianca.  Lo ha fatto sapere con un video di due minuti. Leggi qui 

POLITICHE ECONOMICHE A CONFRONTO – IN BREVE

DONALD TRUMP
(14 giugno 1946) – Grand Old Party

  • Protezionismo-isolazionismo
  • Anti-globalizzazione
  • Contro gli Usa nella World Trade Organization
  • Stampare più moneta come strategia per risanare il debito
  • Sfida alla Cina
  • Rialzo delle tariffe commerciali
  • Rinegoziazione singola dei trattati: ritirare gli Stati Uniti dal Nafta, il North America Free Trade Agreement, (o modificarne i termini), e feroce critica del TPP, Trans-Pacific Partnership
  • Penalizzazione delle aziende che spostano le loro attività all’estero
  • CONTRO il reddito minimo federale
  • CONTRO l’immigrazione illegale propone: il rimpatrio forzato di 11 milioni di persone e la costruzione di un muro al confine con il Messico
  • Agevolazioni fiscali per la classe media
  • Eliminazione dell’Obamacare
  • Politica energetica pro-crescita
  • Energia: fonti fossili
  • Potenziamento dell’industria
  • Stop al tetto di spesa per la Difesa

HILLARY CLINTON
(26 ottobre 1947) – Democratic Party

  • Piano da 275 miliardi per infrastrutture e grandi opere
  • Tasse più alte per i ricchi
  • Reddito minimo federale
  • Agevolazioni per i piccoli imprenditori
  • Difesa dei diritti degli immigrati (per la crescita Usa)
  • Energia: sostegno allo sviluppo delle fonti rinnovabili
  • Nessuno stop alle fonti fossili
  • Pro-nucleare
  • Finora pro-trattati internazionali (NAFTA e TPP), prende le distanze dalle aperture sul libero commercio in passato: maggiori controlli
  • Accesso facilitato alla sanità per i minori
  • College gratuito
  • Redistribuzione del reddito
  • Piano casa: alloggi accessibili per i più poveri

VISTI DA I DIAVOLI

  • “No way”. Incubo americano – Leggi qui
  • Clinton e Trump all’esame di economia – Leggi qui
  • Dov’eri quando Donald Trump ha ucciso il partito repubblicano? –Leggi qui 
  • La biofinanza contro la rabbia e il dissensoLeggi qui
  • Chi, cosa, dove: la «rivoluzione Usa» oltre Sanders – Leggi qui
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PER APPROFONDIRE

CRONOLOGIA SELEZIONATA DEI FATTI

9 NOV 2016 – Donald Trump è il nuovo presidente Usa, il 45esimo della storia americana: ha vinto negli Stati chiave, conquistando almeno 276 grandi elettori contro i 218 della rivale democratica Hillary Clinton (qui gli aggiornamenti in tempo reale).  Erano da poco passate le 7 del mattino in Italia quando, dopo la vittoria in Pennsylvania e in Alaska, il repubblicano ha superato la soglia dei 270 grandi elettori necessari per conquistare la presidenza. Intanto Wall Street accusava il colpo. «E’ una grande notte per l’America», ha commentato subito lo staff del tycoon. «È una notte storica. Gli americani hanno parlato, e hanno eletto il loro campione», ha dichiarato il vice di Trump Mike Pence. Poi è arrivato Trump sul palco: «Avremo un grande piano economico. Il nostro tasso di crescita aumenterà (…) Cercheremo alleanze, non conflitti, nel mondo», ha detto, sottolineando che gli Stati Uniti «andranno d’accordo con tutti coloro che vorranno andare d’accordo con noi». Leggi qui 

8 NOV 2016 – Il giorno decisivo. Per la prima volta dal 1944, quando vinse Roosevelt, sia la candidata democratica che il rivale repubblicano trascorrono l’Election Day a New York: Clinton al Javits Center e Donald Trump all’Hilton. Il tycoon ha già promesso che «le elezioni saranno una Brexit all’ennesima potenza», mentre Hillary ha dichiarato che «le elezioni sono ”test” con cui si sceglierà il futuro. Saremo più uniti come Paese o ci separeremo ancora di più. Fisseremo degli obiettivi che potremmo centrare insieme o ci gireremo le spalle gli uni con gli altri».

7 NOV 2016 – Mentre l’Fbi chiude l’indagine sulle email di Hillary Clinton, Trump attacca. «Ora tocca agli americani fare giustizia nelle urne l’8 novembre. Clinton è colpevole. Lei lo sa, l’Fbi lo sa e la gente lo sa. È incredibile, non si possono esaminare 650 mila email in otto giorni. C’è un sistema totalmente falsato», ha dichiarato in Michigan.

3 NOV 2016 – A cinque giorni dal voto lo scarto tra Trump e Clinton è praticamente nullo, almeno secondo le rilevazioni di Abc-Wp sulle intenzioni di voto. I due candidati alla Casa Bianca sarebbero entrambi al 46%, mentre due giorni fa il tycoon repubblicano era in testa di un punto. I riflettori sono accesi sui cosiddetti “swing states”, gli Stati chiave dove molti elettori sono indecisi. I punti di differenza sarebbero così distribuiti secondo riporta RealClearPolitics a questo link.

Ecco la lista:

Florida
Ohio
Virginia
Colorado
North Carolina
Iowa
Nevada
Georgia
Wisconsin
Michigan
Georgia
Michigan
Pennsylvania

31 OTT 2016 – Testa a testa Clinton-Trump. Secondo un sondaggio Abc/Washington Post, il primo realizzato dopo il nuovo emailgate che coinvolge Hillary Clinton e l’annuncio di una nuova indagine da parte dell’Fbi, la candidata democratica ha il 46% delle preferenze, mentre il repubblicano Trump solo un punto in meno. Leggi qui

29 OTT 2016 – Nuovo emailgate per Hillary Clinton: l’Fbi apre una nuova indagine su un corpus di messaggi della candidata democratica e Wall Street incassa il colpo. I mercati finanziari americani risentono delle ultime notizie legate al caso, secondo quanto riferisce Reuters. Già lo scorso luglio il Federal Bureau of Investigation aveva scavato nel server di posta di Clinton, escludendo però responsabilità di natura penale. La diretta interessata si è detta «certa che le nuove mail non muteranno le conclusioni già raggiunte dall’Fbi» in quel caso.

28 OTT 2016 – Clinton raccoglie 57 milioni di dollari in diciannove giorni: è record di donazioni. Secondo quanto riporta il “Washington Post”, la candidata democratica avrebbe raccolto una media di 2,8 milioni di dollari al giorno, solo nei primi diciannove giorni di ottobre. A pochi giorni dalle elezioni sono usciti anche i dati sulle spese riguardanti la pubblicità: Hillary spende 16 milioni di dollari a settimana in pubblicità. Trump avrebbe messo insieme solo la metà dei fondi in donazioni: ovvero 28 milioni di dollari nello stesso periodo. Leggi qui

24 OTT 2016 – Hillary in testa di 12 punti. Fino alla settimana scorsa, Clinton staccava il suo avversario di 9 punti con il 47% delle preferenze contro il 38% di Trump, secondo un sondaggio “Cbs”, con un vantaggio netto in 9 dei 15 Stati chiave.  Adesso è avanti di ben 12 punti sul suo competitor, secondo i numeri di un’indagine commissionata da “Abc”. La candidata democratica ora ha dalla sua il 50% delle preferenze, contro il 38% del candidato repubblicano. Guadagna consensi tra le donne con il 55% contro 35% di Trump.

19-20 OTT 2016Il terzo e ultimo dibattito presidenziale prima del voto dell’8 novembre è uno show al vetriolo. Trump va subito alla sfida contro le «elezioni truccate» e dice: «Non so se accetterò l’esito del voto». Poi attacca la sua rivale, ribattezzandola «la disonesta Hillary», che replica definendolo il «candidato più pericoloso della storia» e «un bugiardo». Secondo le rilevazioni a caldo della “Cnn”, al faccia a faccia alla University of Nevada (Las Vegas), Clinton batte Trump  con il 52% contro il 39%. I temi veri della campagna elettorale passano in ombra, rispetto alle continue battute velenose tra i due. Il tycoon repubblicano parte alla carica sull’immigrazione citando «quattro donne» che «hanno perso i loro figli ammazzati da criminali immigrati». La candidata democratica risponde raccontando la storia di una ragazza che teme la deportazione dei genitori nell’ipotesi che Trump diventi presidente. Poi il magnate si definisce anti-abortista, contro il parere della sua rivale. Su Vladimir Putin, Trump non rimangia le sue sparate pro-russe, mentre Hillary tuona: «Putin vuole un burattino» alla Casa Bianca. Leggi qui

18-19 OTT 2016 – Clinton in vantaggio su Trump nell’ultimo sondaggio Cbs con il 47% delle preferenze contro il 38% del suo avversario. È avanti anche sui grandi elettori in 9 dei 15 Stati chiave. Solo tre settimane fa la candidata democratica staccava il tycoon repubblicano di quattro punti, ma dopo gli scandali legati alle frasi misogine di Trump e alle accuse di molestie sessuali contro diverse donne, Hillary guadagna consensi. Anche sul fronte grandi elettori, Clinton guadagna terreno sul suo avversario nei quindici Stati chiave per la vittoria. Per arrivare alla Casa Bianca ne servirebbero 270. Secondo le rilevazioni di Survey Monkey Poll per il “Washington Post”, la candidata è in vantaggio di 11 punti in Virginia e in New Hampshire, di 8 in Michigan e New Mexico, di 7 in Colorado, 6 in North Carolina e Pennsylvania, 5 in Wisconsin e 4 in Georgia. Il candidato repubblicano, invece, è avanti in Iowa di cinque punti, in Nevada di quattro, in Arizona e Ohio di 3 e in Florida e Texas di 2. Leggi qui e qui

17 OTT 2016 – Hillary Clinton fu “morbida” con Wall Street durante i suoi discorsi per Goldman Sachs tra il 2013 e il 2015.

Ecco come sono andate le cose: Wikileaks diffonde 800 email del capo campagna di Clinton (il 15 ottobre), e ci sono anche le trascrizioni delle tre conferenze tenute per Goldman Sachs. Non arriva nessuna conferma né smentita dallo staff democratico. Ma è vero che, prima di annunciare la sua candidatura alla Casa Bianca, Hillary parla in tre diversi incontri davanti a una platea di banchieri e potenziali “big donors”. Si tratta del periodo compreso tra la fine del 2013 (quando già non è più Segretario di Stato) e l’inizio del 2015. Nell’ottobre 2013, quella che è oggi la candidata democratica affermava di avere «grandi relazioni» con i banchieri. Rispondendo a uno di loro mostrava empatia e confidenza: «Siete i più intelligenti». Riferendosi alla crisi del 2008, nella stessa occasione diceva: «Cosa è successo, come è successo e come evitiamo che succeda di nuovo? Voi ci aiutate a capire come e facciamo in modo che questa volta vada bene». Poi Clinton lasciava intendere – riporta la “Cnn” che fosse necessario intervenire e frenare le esagerazioni di Wall Street «per ragioni politiche». E ancora: «Non ammazziamo né mutiliamo ciò che funziona, ma concentriamoci a trovare il modo più efficace per andare avanti con il potere intellettivo e finanziario che esiste qui». Leggi qui e qui

14 OTT 2016 – I “big donors” vogliono fare fuori Trump e fanno pressioni sul GOP: «Non si può più giustificare il sostegno a personaggi del genere». Intanto il candidato repubblicano continua a farsi terra bruciata intorno: attacca lo speaker della Camera, Paul Ryan, reo di averlo criticato dopo la diffusione del video misogino del 2005. Ryan, però, sceglie un profilo basso e al momento non scarica ufficialmente il magnate. «Non mi importa del suo appoggio. Sono stanco del non sostegno, in realtà non lo voglio. Questo accade sistematicamente. Se fai uno starnuto, lui fa la chiamata e annuncia “non è una cosa terribile?”. Quindi non mi importa», si sfoga Trump durante un’intervista a “Fox news”. In ballo, però, c’è la maggioranza alla Camera. Ryan, repubblicano del Wisconsin, durante un discorso a Brookfield, sposta l’attenzione sull’agenda repubblicana e sulla necessità di battere i democratici alle urne. Dal suo staff fanno sapere – riporta “Abc News” – che il suo endorsement a Trump non è cambiato. Leggi qui, quiqui e qui

13 OTT 2016 – Terremoto repubblicano: mentre l’ombra delle accuse di molestie sessuali si allunga su Trump, un quarto dei rappresentanti del partito e anche 13 membri dell’amministrazione Bush scaricano il candidato repubblicano e sostengono Hillary Clinton. Mentre sempre più senatori, deputati e governatori si smarcano definitivamente dal magnate, tredici pezzi grossi dell’amministrazione di George W. Bush scelgono la candidata democratica. O meglio, abbandonano il concorrente repubblicano alla Casa Bianca. Lo fanno con una lettera si smarcano dal magnate e dalle sue affermazioni, dal suo stile di vita e dalla sua condotta pubblica, lontana dai valori di civiltà e onestà che stanno a cuore al partito repubblicano. Tra i firmatari compaiono l’ex ministro ai Trasporti, Mary Peters, e Christine Todd, che è stata a capo dell’Agenzia federale per l’Ambiente (Epa). Secondo “Usa Today” in 87 (tra senatori, governatori e deputati) sarebbero contro la candidatura di Trump, ma alcuni sarebbero sulla via del ritorno sui loro passi – scrive il “New York Times” – a causa delle ripercussioni che avrebbero alle urne. Leggi qui e qui

9-10 OTT 2016 – Secondo round, secondo faccia a faccia: è ricco negli attacchi personali, povero nei contenuti. La “Cnn” diffonde un sondaggio che dà Hillary Clinton in testa con il 57% contro il 34% di Trump.  A St. Louis i due candidati arrivano già nervosi, a causa del clamore mediatico che si è generato venerdì per un video del 2005 che svela, una volta per tutte, l’anima sessista e misogina dell’ex immobiliarista, adesso in corsa per il GOP alla Casa Bianca. Clinton gioca la carta femminista quasi subito, Trump le risponde attaccando il marito Bill: «Non sono orgoglioso [delle parole sessiste, ndr], me ne scuso con la mia famiglia e con il popolo americano. Ma erano chiacchiere da spogliatoio. Non c’è mai stato nessuno nella storia della politica che abbia abusato delle donne come Bill Clinton». La rivale democratica non risponde alle accuse, dice che quanto affermato dal tycoon sia falso. Poi usa una citazione di Michelle Obama per venire fuori dall’angolo: «Quando gli altri volano basso, noi voliamo alto». E ancora, riferendosi al video, taglia corto: «Dimostra esattamente chi è Trump», «cosa pensa e cosa fa alle donne». A quel punto il repubblicano attacca la sua avversaria sullo scandalo email: «Menti, dovresti vergognarti» e ancora: «Se fossi presidente nominerei un procuratore speciale per indagare l’uso del server privato» da segretario di Stato e «tu, [Hillary, ndr] saresti in galera», perché «sei un diavolo», «piena di odio». Verso il finale i due candidati parlano di terrorismo e Russia. Clinton accusa Trump di sostenere la Russia e di voler fare «un regalo all’Isis» con le sue campagne islamofobe. Leggi qui e qui

9 OTT 2016 – Sessismo? Cresce la lista dei repubblicani che abbandonano Donald Trump. Aumentano le pressioni perché si faccia da parte. Succede che l’8 ottobre sui media americani rimbalzi una registrazione di undici anni fa in cui il candidato repubblicano vanta le sue avances nei confronti di una donna sposata e si abbandona a frasi sessiste e volgari riguardo ai suoi metodi di approccio al sesso femminile. Subito dopo, il diretto interessato prova a rimediare: «Ho sbagliato e mi scuso», aggiungendo che le frasi riportate dal “Washington Post” e poi finite su tutti i giornali «non rispecchiano l’uomo che» è «adesso». L’avversaria democratica Hillary Clinton critica ferocemente le parole di Trump e si appella alle donne «che possono fermarlo».

Vista la misoginia già nota di Trump, la vera notizia sta nelle conseguenze di questo boomerang mediatico. Almeno 150 repubblicani decidono di abbandonare il tycoon e il candidato alla vicepresidenza Mike Pence prende le distanze, decidendo di non presenziare un evento elettorale programmato in Wisconsin. «Non posso tollerare o giustificare le parole di Donald Trump sulle donne e non posso difenderlo. Come marito e come padre mi sento offeso dalle parole e dalle azioni descritte da Trump. Prego per la sua famiglia e per l’opportunità che avrà davanti al Paese di mostrare cosa c’è realmente nel suo cuore [si riferisce al secondo dibattito presidenziale, ndr]». Altri leader del GOP, che in precedenza avevano appoggiato la nomina del magnate nella corsa alla Casa Bianca, si smarcano. John Thune, senatore del South Dakota, dice: «Donald Trump deve ritirarsi e Mike Pence dovrebbe essere il nostro nuovo candidato con effetto immediato». John McCain, senatore dell’Arizona e candidato alla presidenza nel 2008, afferma: «Il comportamento di Trump e la divulgazione dei suoi commenti avvilenti sulle donne e il fatto che si sia vantato della sua aggressività sessuale, rendono [per me, ndr] impossibile offrire ogni sostegno anche condizionale». E ancora, Kelly Ayotte, senatore del New Hampshire, dichiara: «Non posso e non voglio sostenere un candidato alla presidenza che si vanta di denigrare e aggredire le donne». Come ricorda il “Guardian”, Ayotte aveva precedentemente definito Trump «un modello», salvo poi trovarsi costretta a ritrattare. Leggi quiqui e qui 

7 OTT 2016 – Aspettando i prossimi faccia a faccia tra i due candidati, ecco le date. Prima della sfida elettorale sono in agenda due confronti pubblici tra Clinton e Trump. Uno è programmato per il 9 ottobre alla St. Louis University in Missouri, l’altro per il 19 alla University of Nevada, Las Vegas.

5 OTT 2016 –  Duello dei vice: Pence contro Kaine, va meglio il repubblicano. Secondo un sondaggio della “Cnn”, il confronto tra i numeri due della corsa alla Casa Bianca è finito con la vittoria del vicepresidente repubblicano Mike Pence sull’avversario democratico Tim Kaine. Il primo si è aggiudicato il 48% dei consensi contro il 42% del rivale. Pence si è rivolto in modo poco cortese ai messicani, chiamandoli «quella cosa». Leggi qui

3 OTT 2016 –  Un ufficio a New York, affittato a una banca di Teheran dal 1998 al 2003, è l’ultima grana di Trump. L’istituto bancario era nella “black list” statunitense durante il periodo delle sanzioni all’Iran: si tratta della Bank Melli, la banca nazionale iraniana. A inserirla nella lista nera era stato il Dipartimento del Tesoro nel 1999. Il tycoon avrebbe continuato ad affittare l’immobile nonostante fosse vietato. Leggi qui

3 OTT 2016 –  «La Trump foundation deve interrompere la raccolta fondi a New York». La richiesta arriva dal procuratore di New York Eric T. Schneiderman che in una lettera ha spiegato che il candidato repubblicano non avrebbe l’autorizzazione necessaria. Trump non avrebbe, infatti, fornito i documenti richiesti. Leggi qui

2 OTT 2016 –  Il “New York Times” pubblica la dichiarazione dei redditi di Trump: «Potrebbe aver evitato di pagare le tasse per quasi vent’anni». Diciotto anni senza rispondere al fisco: secondo gli esperti del Nyt, che hanno analizzato quanto dichiarato dal candidato repubblicano nel 1995, un cavillo legale avrebbe esentato Trump dal pagamento delle imposte federali per circa diciotto anni. Quell’anno il tycoon dichiarò perdite pari a quasi 916 milioni di dollari e avrebbe beneficiato di una indennità «straordinaria» ottenuta dallo sfascio finanziario che si lasciò alle spalle nei primi anni Novanta con la cattiva gestione di tre casino ad Atlantic city». Trump replica sui metodi e non entra nel merito della questione sollevata dal quotidiano: «L’unica notizia qui è che un documento fiscale di oltre vent’anni fa è stato ottenuto illegalmente». A detta sua, il Nyt non sarebbe altro che il braccio dei democratici, strumentale alla campagna di Hillary Clinton e ai loro particolari «interessi globali». Leggi qui

 

29 SET 2016 –  Yellen (Fed) si difende dalle accuse di Trump: «Non ho mai visto la politica in un dibattito della Fed». Durante un’audizione a Capitol Hill la numero uno della Banca centrale americana è costretta a dover chiarire la posizione della Federal Reserve rispetto alla Casa Bianca. Negli ultimi tempi è circolato il nome della governatrice Lael Brainard, in contatto – stando alle indiscrezioni – con Hillary Clinton per un’eventuale poltrona da segretario al Tesoro. Parlando davanti alla Camera e incalzata dai repubblicani, Yellen afferma: «Non ho mai visto la politica in un dibattito della Fed» e «non sono a conoscenza di alcun contatto» tra Brainard e Hillary. Ergo: nessun conflitto d’interesse, almeno apparentemente. Leggi qui

28 SET 2016 –  L’effetto positivo del primo dibattito regala a Hillary Clinton un +3% nei sondaggi. Secondo un’indagine pubblicata da “Politico/Morning Consult”, la candidata democratica avrebbe il 41% dei consensi a fronte del 38% di Trump. Intanto Michelle Obama continua a fare campagna a tappeto per Hillary e non risparmia frecciate al tycoon repubblicano: «Serve un adulto» alla Casa Bianca, «una persona che prenda le cose con serietà», perché «è un lavoro duro», «c’è bisogno di una persona preparata». Leggi qui

26 SET 2016 – Clinton e Trump al primo dibattito televisivo: chiara e composta lei, più volte smentito lui. Un sondaggio “Cnn” incorona Hillary vincitrice del confronto con il 62% delle preferenze contro il 27% del rivale. In novanta minuti di botta e risposta, di proclami e di frecciate all’avversario nella hall della Hofstra University a Hempstead (Long Island, New York) e davanti a milioni di telespettatori, i due candidati superano la prima prova con risultati molto diversi. Secondo la maggior parte degli analisti, Clinton si dimostra più preparata, mentre Trump viene più volte sbugiardato in diretta. Il tycoon repubblicano dice che il dislocamento della Ford in Messico causerà la perdita di posti di lavoro, ma è falso. Argomenta così: «I nostri posti di lavoro sono in fuga, vanno in Messico e in tanti altri Paesi. Centinaia di aziende stanno facendo questo». Non è vero neanche che il deficit commerciale è di 800 miliardi l’anno, come sostiene. Afferma che con Clinton alla Casa Bianca aumenterebbero le tasse, ma nel piano democratico non sono toccate le aliquote che riguardano la classe media, bensì è previsto un incremento del 4% per gli ultraricchi. Inoltre, il candidato repubblicano distorce la verità in tema di sicurezza e omicidi in aumento. «Gli afroamericani e gli ispanici vivono nell’inferno perché è troppo pericoloso. A Chicago ci sono state migliaia di sparatorie dal 1 gennaio». Secondo i dati del “Chicago Tribune” e del “Guardian” quest’anno ci sarebbero stati più di 500 omicidi. Le bugie di Trump (ultima quella di non aver mai sostenuto la guerra in Iraq) giocano solo a favore di Hillary per quasi tutto il faccia a faccia, davanti all’abile moderatore di “Nbc”, Lester Holt. Leggi qui, qui, qui e qui. Il video completo

25 SET 2016 – Mentre il Nyt si schiera con Clinton, nessuno dei più grandi CEO d’America sostiene Trump. Il New York Times sceglie la candidata democratica «for president» perché – si legge in un editoriale – «è una dei politici più tenaci della sua generazione». Il quotidiano considera l’avversario repubblicano «il peggior candidato sostenuto da un grande partito della storia moderna». Il “Wall Street Journal”, invece, fa il punto sugli amministratori delegati delle cento maggiori aziende nella classifica di Fortune, scoprendo che nessuno appoggia il tycoon del GOP. Fino ad agosto, infatti, non è stata registrata alcuna donazione alla campagna elettorale di Trump. Si tratta di «un’inversione di tendenza rispetto al 2012, quando un terzo dei CEO delle società di Fortune 100 votò per il nominato del GOP Mitt Romney», scrive il WSJ. Leggi qui e qui

23 SET 2016 – «Ferma e perquisisci»: Trump spinge per estendere la pratica che dà maggiori poteri alla polizia. Mentre a Charlotte, in North Carolina, continuano le proteste e gli scontri in strada per un altro nero ucciso dalla polizia, il candidato repubblicano fa un appello perché venga estesa a tutti gli Stati Uniti la controversa pratica usata dagli agenti di New York, sotto il sindaco Rudolph Giuliani. Si tratta dello “stop and frisk”, che consente ai poliziotti di fermare e perquisire le persone senza un mandato. La tecnica è stata definita incostituzionale e discriminatoria, in quanto nella maggior parte dei casi era stata utilizzata nei confronti di afroamericani e ispanici. Per Trump, invece, «ha funzionato incredibilmente bene a New York e così si aiuta la gente a cambiare mentalità automaticamente». Leggi qui

22 SET 2016 – Sei punti separano Hillary Clinton da Donald Trump: a pochi giorni dal primo faccia a faccia, il margine di vantaggio si allarga. Secondo un sondaggio realizzato da “Wall Street Journal-Nbc”, lo stacco tra i due candidati alla Casa Bianca aumenta. La democratica è in testa con il 43 per cento delle preferenze, contro il 37 per cento del suo avversario. Al di là dei numeri – precisa il WSJ -entrambi i candidati sono visti negativamente dall’elettorato. Leggi qui

21 SET 2016 – «Il mio piano per aiutare i poveri d’America». Dalle colonne del “New York Times”, Hillary Clinton presenta il suo programma per fare ripartire anche le fasce del Paese che vivono in condizioni più disagiate. Snocciola dei numeri preoccupanti: quasi il 40 per cento delle persone tra i 25 e i 60 anni potrà attraversare un periodo di povertà. Parla di un piano di alloggi più accessibili per quelle famiglie che spendono più della metà dello stipendio in affitto. Auspica collaborazione politica. Poi accusa il suo rivale: «Trump divide l’America in vincitori e perdenti e non si preoccupa di chi è in difficoltà». La candidata democratica si rivolge agli americani che «a novembre si troveranno a scegliere tra un’economia che funziona per tutti e un’economia che funziona per pochi a scapito degli altri». Leggi qui

20 SET 2016 – La sicurezza nazionale torna al centro della campagna elettorale: Trump gioca sulla paura e punta sull’equazione immigrazione uguale terrorismo, mentre Clinton resta cauta. Dopo le bombe a New York e in New Jersey, e l’attacco in un centro commerciale in Minnesota durante il weekend, il candidato repubblicano incendia il dibattito e fomenta il timore tra gli elettori americani. Tutto questo accade a sei giorni dal primo faccia a faccia tra i candidati, previsto per il 26 settembre. In seguito all’arresto di un cittadino afghano, sospettato di aver piazzato gli ordigni a New York, Trump commenta: «Non possiamo permetterci che questo male continui». Poi su Facebook aggiunge: «I terroristi non vedono l’ora che Hillary diventi presidente». Clinton si è limitata a commentare i fatti, facendo riferimento alla sua esperienza da Segretario di Stato: «So come gestire tutto questo». Leggi qui e qui

19 SET 2016 – Barack Obama invita i giovani neri a votare per Hillary Clinton, perché – se così non fosse – sarebbe «un insulto personale». «Il mio nome non può essere sulla scheda elettorale, ma il nostro progresso è su quella scheda»: con queste parole, davanti alla platea del Congressional Black Caucus Foundation di Washington, il presidente americano cerca di portare i consensi dell’elettorato afroamericano (che consacrò la sua vittoria nel 2008 e nel 2012) dalla parte della candidata democratica. Rivolto al pubblico che ascolterà anche Clinton, dice: «La tolleranza è sulla scheda elettorale. La democrazia è sulla scheda. La giustizia è sulla scheda». Leggi qui

19 SET 2016 – Trump ha più volte detto che vorrebbe «prendere il petrolio iracheno come bottino di guerra». Che significa? Il Brookings Institute prova a immaginare i diversi scenari che potrebbero seguire alle affermazioni del candidato repubblicano, qualora diventasse presidente. In una lunga analisi firmata da Bruce Riedel, si spiega come un simile intervento influenzerebbe (in modo negativo) i fragili equilibri politici in Medioriente e minerebbe gli sforzi fatti negli ultimi anni nella lotta al terrorismo. Leggi qui

18 SET 2016 – “Not too big to Jail” ovvero non troppo grandi per il carcere.  Il gioco di parole è di “Fortune” e il riferimento è alle ultime richieste contro i responsabili della crisi del 2008, avanzate dalla senatrice democratica Elizabeth Warren, la grande paladina delle lotte contro Wall Street che proprio in questi giorni sta facendo campagna per Hillary Clinton in Ohio. Warren si è prima rivolta al dipartimento di Giustizia e poi al Federal Bureau of Investigation. In una lettera al Dipartimento di Giustizia scrive che è “vergognoso e sconcertante” che, dopo otto anni, i veri responsabili del collasso finanziario non siano stati perseguiti. Sollecita il Dipartimento a muoversi affinché venga avviata un’azione legale sui singoli banchieri. All’Fbi, la senatrice chiede invece che siano resi pubblici i documenti delle indagini degli ultimi otto anni. Leggi qui e qui

16 SET 2016 – Trump attacca la Fed e presenta il suo piano fiscale all’Economic Club di New York. Mentre la sua rivale, Hillary Clinton, ritorna in campagna elettorale dopo il malore a Ground Zero, il tycoon repubblicano spara sulla Banca centrale americana: «La Federal Reserve è troppo politica, molto più di quanto potessi immaginare». Poi si lancia in una previsione: «I tassi resteranno bassi fino alla fine dell’anno». Annuncia che riporterà negli Stati Uniti il denaro investito dalle aziende americane all’estero e, se eletto, abbasserà l’aliquota per i rimpatri dal 35% al 10%. Nel programma repubblicano è prevista una riforma fiscale che dimezzerà le aliquote a tre. Leggi qui e qui

15 SET 2016 – Tra Clinton e Trump è una gara testa a testa. Mancano meno di due mesi alle presidenziali e la sfida è ancora tutta da decidere. Secondo un sondaggio New York Times/CBS, la candidata democratica ha il supporto del 46 per cento dei potenziali elettori, contro il 44 per cento dell’avversario repubblicano. Leggi qui

 

14 SET 2016 – La Trump Foundation finisce sotto inchiesta. Ad annunciarlo alla “Cnn” è il procuratore generale di New York Eric Schneiderman, che ha aperto un’indagine per verificare se la fondazione del tycoon repubblicano rispetta le regole per la beneficenza. Il sospetto è che ci possano essere state delle donazioni e delle transazioni non conformi alla legge: «Temiamo che la Trump Foundation possa essere stata coinvolta in operazioni inappropriate», ha detto Schneiderman. Leggi qui

13 SET 2016 – Trump presenta il suo piano per la famiglia e i servizi per l’infanzia. Dopo le sparate misogine dei mesi scorsi, il candidato repubblicano prova a conquistare l’elettorato femminile e annuncia un congedo di sei settimane completamente pagato per le neomamme e la possibilità di detrarre dalle tasse le spese per la cura dei bambini. Mentre ha al suo fianco la figlia Ivanka, dice: «Le madri che lavorano devono essere pagate correttamente e devono poter usufruire di servizi accessibili e di qualità per i loro figli». Leggi qui

11 SET 2016 – Hillary Clinton ha un malore a Ground Zero: «Si tratta di polmonite». Stop di qualche giorno alla campagna elettorale. La candidata democratica si è sentita mala durante la commemorazione delle vittime dell’attacco terroristico dell’11 settembre 2001 alle Torri Gemelle di New York. Il suo medico, Lisa Bardack, ha fatto sapere che si è trattato di un problema di disidratazione dovuto alla polmonite. È stato, perciò, annullato il viaggio di due giorni di Clinton nella West Coast. La candidata dovrebbe ritornare al lavoro entro la settimana. Leggi qui

8 SET 2016 – Spese militari senza limiti, ovvero «pace attraverso la forza»: sono queste le promesse di Trump (che elogia anche il «leader» Vladimir Putin). Secondo il candidato repubblicano la sicurezza nazionale deve essere in cima alla lista delle priorità del prossimo presidente degli Stati Uniti. Dalla Union League di Philadelphia snocciola il suo piano per la Difesa: più armamenti, più soldati, più pace. Basta, dunque, al tetto per le spese militari arrivato con il sequester (budget sequestration, tagli automatici). «Propongo la pace attraverso la forza (…). Le politiche di Hillary Clinton da Segretario di Stato hanno lasciato il Medioriente in un disastro, peggiore di quanto fosse prima», dice Trump, dimenticando che il suo partito ha appoggiato gli interventi militari in Iraq e Afghanistan. Leggi quiqui e qui

7 SET 2016 – Trump in vantaggio di due punti nei sondaggi. Secondo un’indagine “Cnn”, condotta subito dopo il Labor Day, il tycoon repubblicano è al 45% di preferenze contro il 43% di Clinton. Gli uomini si schierano con Trump (54% – 32%), mentre le donne con la sua concorrente (53% – 38%). I giovani sostengono maggiormente i democratici (54% – 29%), al contrario dei più anziani che preferiscono il candidato repubblicano (54% – 39%). Leggi qui

7 SET 2016 – Trump attacca la Fed: con i tassi bassi «crea una falsa economia».  Il candidato repubblicano prende di mira la Federal Reserve, la banca centrale Usa: «Crea una falsa economia. Mantiene i tassi bassi perché non vuole che il resto cali. L’unica cosa che è forte è l’artificiale mercato azionario». La sua rivale, Hillary Clinton, prende la palla al balzo e risponde aspramente: «Quello che dice Trump dimostra che non dovrebbe essere presidente. Non dovrebbe aggiungere la Fed alla lista di istituzioni che attacca o su cui maligna». Leggi qui e qui

6 SET 2016 – Elizabeth Warren scende di nuovo in campo per Hillary ed è già pronta a fare battaglia sulle nomine di un’eventuale amministrazione Clinton.  Venerdì 9 sarà a Philadelphia, in Pennsylvania, a sostenere la candidata democratica. Ma c’è molto di più. Secondo quanto scrive “Politico”, Warren, accademica ed economista di sinistra vicina a Bernie Sanders, nonché senatrice democratica in Massachusetts, avrebbe già pronta una lista di tipologie di persone da evitare quando si sceglieranno i pezzi grossi dell’amministrazione. In primis niente nomi legati alle grandi banche. Leggi qui

6 SET 2016 – «Per il Labor Day due candidati, ma un solo argomento: Trump».  Il titolo è del “Los Angeles Times” e riassume i discorsi di Hillary Clinton e Donald Trump durante la giornata dedicata al lavoro, il 5 settembre. Da un lato c’è la candidata democratica che ha concentrato quasi tutta la sua campagna sulle critiche al rivale e ha sempre avanzato le sue proposte in contrapposizione alle dichiarazioni di Trump. A Cleveland per il Labor Day, Clinton non ha fatto alcuna eccezione. Anzi, ha scherzosamente attribuito al tycoon anche un improvviso e prolungato attacco di tosse durante il suo discorso. Dall’altro lato c’è proprio lui, Trump, che ha parlato (quasi) solo di sé anche nella giornata dedicata al lavoro. Leggi qui

5 SET 2016 – Hillary rassicura miliardari, vip e banchieri. E raccoglie fondi (e consensi). In un lungo articolo apparso sull’edizione domenicale, il New York Times ricostruisce la rete di contatti che sta intessendo la candidata democratica alla Casa Bianca. Tra feste private ed eventi solo per pochi fortunati a Beverly Hills, Hamptons e Silicon Valley, l’ex segretario di Stato ha rassicurato i big donors che lamentano il pugno duro di Obama e regole eccessive a Wall Street: si potrà sempre discutere, ma le regole servono. Clinton, ricorda ancora il Nyt, ha raccolto 143 milioni di dollari nel mese di agosto, incassando 50 milioni con due soli eventi. Leggi qui

4 SET 2016 – Con Trump stop al programma di accoglienza per i rifugiati siriani. Lo annuncia il candidato repubblicano alla vicepresidenza Mike Pence. A detta sua, il programma metterebbe gli americani e la loro sicurezza in secondo piano rispetto all’agenda Onu. Il progetto era stato avviato nel 2015 dal presidente uscente Barack Obama, con l’obiettivo minimo di ospitare in territorio americano almeno 10 mila persone in fuga dal conflitto e dalle violenze in Siria. Leggi qui

3 SET 2016 – L’Fbi diffonde i documenti sull’emailgate di Hillary Clinton: cosa contengono? Il Federal Bureau of Investigation ha reso pubbliche le carte dell’indagine legata all’uso di server privati da parte dell’attuale candidata democratica, quando era Segretario di Stato. In 47 pagine di report e 11 di interrogatorio di Clinton a luglio, oltre a tanti «non ricordo», ci sono parecchi dettagli interessanti: 1) da ex segretario di Stato, Hillary non ha mai chiesto l’autorizzazione per occuparsi di affari pubblici attraverso il suo account email privato; 2) in quattro anni di incarico, ha usato tredici dispositivi mobili e cinque iPad; 3) ha detto di non sapere che “C” all’inizio di alcuni documenti significasse «confidenziale»; 4) temeva che il suo account fosse stato violato; 5) il Dipartimento di Stato aveva lanciato diversi avvertimenti sul rischio «sicurezza», legati all’uso di dispositivi personali. Leggi qui

3 SET 2016 – Nuovo sondaggio tra i “latinos”: Clinton straccia Trump con il 70% delle preferenze contro il 19% del suo avversario. Secondo i numeri, il candidato repubblicano sta comunque facendo meglio di qualche mese fa. C’è da notare, però, che l’indagine, diffusa venerdì negli Stati Uniti, è stata condotta prima del duro discorso sull’immigrazione («tolleranza zero» e «rimpatri di massa»), pronunciato da Trump a Phoenix, Arizona. Il “Washington Post” sottolinea che, nonostante Clinton abbia ottimi risultati rispetto al rivale, «non sta facendo meglio» di Obama per conquistare il favore – e i voti – degli ispanici, cruciali per aggiudicarsi la presidenza. Leggi qui e qui

2 SET 2016 – Hillary Clinton colleziona ben 143 milioni di dollari di fondi nel mese di agosto. Secondo quanto ha detto a “Politico” Robby Mook, responsabile della campagna, hanno contribuito 2.3 milioni di persone: «Grazie a loro ci stiamo dirigendo verso i mesi finali della sfida, con le risorse di cui abbiamo bisogno per mobilitare milioni di elettori nel Paese». Leggi qui

1 SET 2016 – Uno il tema comune: l’immigrazione. Due toni diversi, invece, quelli usati da Trump nei suoi discorsi in Messico e in Arizona: nel primo caso accomodante, nel secondo aggressivo. Durante la conferenza stampa congiunta con il presidente Enrique Peña Nieto, il candidato repubblicano elogia i messicani americani che «impiega», definendoli «persone straordinarie», che «lavorano sodo». Del muro anti-immigrazione che vuole costruire per sigillare il confine Usa-Messico dice semplicemente: «Ne abbiamo parlato, ma non abbiamo discusso di chi pagherà» per la sua costruzione. Propone al suo interlocutore messicano di collaborare su cinque obiettivi comuni: fermare l’immigrazione irregolare proveniente anche dagli altri paesi latini, mettere in sicurezza il confine con una barriera anti-clandestini, combattere il narcotraffico, rivedere e migliorare l’accordo Nafta (North America Free Trade agreement) contro i concorrenti cinesi, mantenere la ricchezza manufatturiera nel «nostro emisfero». A Phoenix, invece, il tycoon fa un vero e proprio show contro gli immigrati irregolari. Parla di «tolleranza zero» contro gli irregolari, afferma che «il Messico pagherà al 100%» la barriera alla frontiera, annuncia l’istituzione di una task force per la «deportazione» dei «criminali illegali», definiti da Trump «alieni». Non ci sarà «nessuna amnistia», aggiunge, verranno identificati e rispediti indietro: «Nessuno degli 11 milioni di immigrati irregolari sul territorio americano è immune»comunica di aver accettato l’invito del presidente Enrique Pena Nieto, che aveva chiesto un incontro anche ad Hillary ClintonIl candidato repubblicano ha proposto un muro lungo 3000 chilometri per bloccare l’immigrazione clandestina e sigillare i confini Usa-Messico (sarebbero coinvolti sei Stati americani e quattro messicani). Si tratterebbe di una grande opera da circa 8 miliardi di dollari che Trump vuole fare pagare al Messico. Leggi qui e qui

31 AGO 2016 – Donald Trump annuncia una visita a sorpresa in Messico. Su Twitter comunica di aver accettato l’invito del presidente Enrique Pena Nieto, che aveva chiesto un incontro anche ad Hillary Clinton. Il candidato repubblicano ha proposto un muro lungo 3000 chilometri per bloccare l’immigrazione clandestina e sigillare i confini Usa-Messico (sarebbero coinvolti sei Stati americani e quattro messicani). Si tratterebbe di una grande opera da circa 8 miliardi di dollari che Trump vuole fare pagare al Messico. Leggi qui

29 AGO 2016 – “Two Americas: Economy” è il nuovo spot di Trump. Nel video il tycoon attacca la rivale. A detta sua, con Hillary Clinton presidente la middle class soffrirà, centinaia di migliaia di posti di lavoro spariranno e le tasse verranno alzate. Leggi qui

28 AGO 2016 – Trump è pronto a «deportare gli immigrati illegali e criminali» se verrà eletto. Il suo piano economico prevede di rispedire a casa, fuori dai confini statunitensi, circa 11 milioni di persone, considerate attualmente «clandestine». Il tycoon ha più volte rimandato un discorso chiaro e articolato sulle sue politiche riguardo all’immigrazione, ora programmato per il 31 agosto. Leggi qui

24 AGO 2016 – Clinton si sarebbe fatta influenzare dai suoi grandi donatori quando era Segretario di Stato. Un’inchiesta dell’Associated Press svela le connessioni tra gli incontri della candidata democratica e le successive donazioni alla sua fondazione. La diretta interessata smentisce di aver fatto favoritismi. Leggi qui

23 AGO 2016 Hillary Clinton è avanti di 12 punti su Donald Trump, secondo un sondaggio Reuters/Ipsos. Stando all’indagine, il 45% degli americani voterebbe per la candidata democratica, contro il 33% che sceglierebbe il suo avversario. Leggi qui

18 AGO 2016«Presto mi chiameranno Mr. Brexit»: sono le parole twittate da Trump, ormai quasi due mesi dopo il voto al referendum che ha sancito l’uscita di Londra dall’Unione Europea. Da subito, Trump aveva guardato con favore al risultato delle urne britanniche. Leggi qui

15 AGO 2016Spegnere internet per bloccare il terrorismo e l’avanzata del sedicente Stato islamico: sarebbe questa la ricetta di Trump «per fare dell’America di nuovo un posto sicuro». Leggi qui

9 AGO 2016Trump promette una «rivoluzione fiscale» per gli Stati Uniti, la più grande dai tempi di Ronald Reagan. Tasse più basse e aliquote giù per consentire il rientro dei capitali negli Stati Uniti. Leggi qui

9 AGO 2016 – Secondo Hillary Clinton, Trump vuole solo agevolare i ricchi e ripristinare le regole a Wall Street pre Dodd-Frank Act (la riforma finanziaria del 2010). Inoltre, «vuole eliminare il Consumer Protection Bureau che ha permesso agli americani di risparmiare miliardi di dollari». Leggi qui

8 AGO 2016 – Evan McMullin, ex agente Cia e responsabile degli affari politici per il partito repubblicano alla Camera, si candida come indipendente alle presidenziali. Il suo slogan-hashtag è #NeverTrump. Ha scarsissime possibilità di successo. Leggi qui

7 AGO 2016 Hillary Clinton insinua che ci siano dei legami tra il suo avversario, Trump, e il presidente russo Vladimir Putin. Dalle colonne del New York Times, invece, l’ex capo della Cia, Michael Morell, parla del «fascino di Trump per Putin» e annuncia il suo appoggio alla candidata democratica. Leggi qui e qui

2 AGO 2016 – Meg Whitman, amministratore delegato di Hewlett-Packard e finora “big donor” dei repubblicani, dice no a Trump e sì a Hillary Clinton. A convincerla a scegliere la candidata democratica sono state le uscite xenofobe e la «demagogia» di Trump, considerata pericolosa perché «ha minato il tessuto del carattere nazionale» Usa. Leggi qui

2 AGO 2016 – Il presidente uscente Barack Obama esorta i repubblicani a scaricare Trump come candidato di punta del GOP alla Casa Bianca. Per tutta risposta, Trump replica: «Obama è stato debole e inefficace, un disastro, forse il peggior presidente della nostra storia». Leggi qui e qui

1 AGO 2016 – Il guru della finanza Warren Buffett sostiene Clinton e sfida Trump a pubblicare la sua dichiarazione dei redditi. Buffett partecipa insieme a Hillary a un comizio in Nebraska, dove la candidata democratica presenta il suo piano sul mercato del lavoro. Clinton ha incassato anche l’appoggio del magnate Michael Bloomberg. Leggi qui e qui

1 AGO 2016 – Se Trump diventa presidente i prezzi dell’oro schizzeranno. Secondo Richard Hayes della Perth Mint, la vittoria del repubblicano innescherebbe timori negli ambienti economici e questo si ripercuoterebbe sui mercati. Leggi qui

1 AGO 2016È troppo presto per accusare la Russia di essere dietro alla fuga di notizie nel partito democratico americano? Se lo chiede Trevor Timm sul “Guardian”, ribadendo che al momento non esiste nessuna prova che gli hacker siano legati al Cremlino. Leggi qui

Luglio 2016

29 LUG 2016 – Soldi da hedge fund? Hillary Clinton ne riceve parecchi di più rispetto a Trump. Secondo il “Wall Street Journal”, i contributi elettorali arrivati dagli ambienti di Wall Street per la candidata democratica ammontano a circa 48,5 milioni di dollari, contro i 19 mila raccolti dal rivale repubblicano. Leggi qui

25 LUG 2016 – Inizia la convention democratica di Philadelphia: il programma. La kermesse viene aperta da Michelle Obama. Sul palco sale anche il senatore Bernie Sanders, feroce avversario di Clinton durante le primarie democratiche. Scendono in campo anche l’ex presidente e marito dell’attuale candidata Bill Clinton; poi Barack Obama. Leggi qui

24 LUG 2016 – Michael Bloomberg, già sindaco di New York per ben tre volte, è pronto a dare il suo appoggio a Hillary Clinton alla convention democratica di Philadelphia. Leggi qui

24 LUG 2016 – Trump contro WTO e delocalizzazione delle aziende Usa. Dopo aver attaccato la Nato, Trump prende di mira l’Organizzazione mondiale del commercio. «Quando sarò eletto presidente farò uscire gli Stati Uniti dalla World Trade Organization (Wto) se il mio piano per tassare le aziende americane che importano sarà bloccato». Il candidato repubblicano, intervistato dalla “Cnn”, ha definito il Wto «un disastro» e ha ribadito la sua intenzione di colpire le aziende Usa che si spostano all’estero, «togliendo posti di lavoro agli americani». Leggi qui

23 LUG 2016Fuga di email da parte di Wikileaks, democratici nel caos. Lo staff accusa la Russia. In una serie di messaggi di posta, scambiati tra i responsabili della campagna di Hillary Clinton e quelli del Democratic National Committee, si discute su come indebolire il senatore Bernie Sanders per favorire Clinton. La leader del partito, Debbie Wasserman Schultz, è costretta a dimettersi. Leggi qui

23 LUG 2016 «Somos todos americanos»: così Tim Kaine, candidato alla vicepresidenza degli Stati Uniti accanto a Clinton. Kaine parla perfettamente spagnolo e anche per questo è stato scelto dalla candidata democratica, vista l’importanza del voto degli ispanici per arrivare alla Casa Bianca. Leggi qui

21 LUG 2016 – Trump snocciola perle di politica estera in un’intervista al “New York Times”: nessuna difesa automatica degli alleati NATO (dei Paesi baltici in caso di attacco russo, ad esempio) e niente pressioni sulla Turchia, responsabile di purghe contro gli avversari del presidente Recep Tayyip Erdogan. «Se la Russia attaccasse i paesi baltici non interverrei automaticamente in loro difesa», ha detto il candidato repubblicano. Ha poi aggiunto: «Se sarò eletto presidente non farò pressioni sulla Turchia o su altri alleati autoritari che conducono purghe sugli avversari politici». Leggi qui

19 LUG 2016 – I “big donors” disertano la convention repubblicana. Di Sheldon Adelson, David Koch, T. Boone Pickens e Paul Singer neanche l’ombra al grande evento GOP per incoronare Donald Trump candidato ufficiale del partito alle presidenziali Usa. Hanno sfilato invece a Cleveland (Ohio) star della tv e ricchi uomini d’affari, perché per i più potenti «è socialmente troppo scomodo sostenere Trump», ha detto una fonte a “Politico”. Leggi qui

18 LUG 2016 – La Silicon Valley contro Trump.  In una lettera 140 imprenditori e manager della Silicon Valley criticano il candidato repubblicano e le sue scelte politiche su immigrazione e investimenti nelle infrastrutture tecnologiche. A firmare, fra gli altri, il co-fondatore di Twitter Evan Williams e il co-fondatore di Apple Steve Wozniak. «Crediamo in un paese inclusivo che favorisca le opportunità, la creatività e regole uguali per tutti. Donald Trump no» si legge. Mancano però le firme dei numeri uno delle maggiori società della Silicon valley, quali Apple, Google e Facebook. Peter Thiel, membro del consiglio di amministrazione di Facebook, invece, sostiene Trump e parlerà alla convention repubblicana. Leggi qui

18 LUG 2016Gli investitori preferiscono Clinton a Trump. Secondo uno studio ETradeFinancial riportato dalla “Cnn”, il 45% degli intervistati si fida di più della candidata democratica, mentre il 34% preferirebbe il candidato repubblicano per la salute dei mercati. Leggi qui

17 LUG 2016 – Tensione sulla convention repubblicana. Nodo odio razziale (diseguaglianze sociali) da sciogliere. Tre poliziotti sono stati uccisi a Baton Rouge, la città della Louisiana dove un agente ha freddato l’afroamericano Alton Sterling appena dieci giorni prima. La morte di Sterling, così come quella di Philando Castile in Minnesota, ha portato in piazza la rabbia di centinaia di persone. Ha la stessa origine la rabbia del killer di Dallas, Micah Johnson, che con i suoi colpi ha freddato cinque agenti. Leggi qui

17 LUG 2016Si apre a Cleveland (Ohio) la convention repubblicana. Trump verrà nominato ufficialmente candidato del Grand Old Party (Gop) alla presidenza Usa. Nella Quicken Loans Arena di Cleveland il partito cerca di rimettere insieme le diverse anime politiche che lo compongono. Leggi qui  

17 LUG 2016Secondo un sondaggio di “Wall Street Journal” e “Nbc”, Clinton è lievemente avanti rispetto a Trump, che però continua la sua scalata.  La candidata democratica conquista il 46% delle preferenze, contro il 41% del suo avversario. Leggi qui

16 LUG 2016Editoriale contro Trump e le sue scelte economiche sul “Guardian”. La domanda centrale è la seguente: avendo dichiarato quattro volte bancarotta e collezionato iniziative imprenditoriali fallite, come potrebbe curare i conti americani? Michael Paarlberg si chiede come potrebbe guidare l’America e risanare il debito un candidato che propone di stampare più moneta per superare i problemi finanziari. Leggi qui

15 LUG 2016 – I repubblicani chiedono aiuto finanziario a uno degli uomini più ricchi d’America, salvo poi scusarsi. Secondo quanto riporta “Politico”, la Republican National Convention ha scritto una lettera aperta al miliardari Sheldon Adelson e alla moglie Miriam chiedendo 6 milioni di dollari. Leggi qui 

15 LUG 2016Trump annuncia su Twitter chi sarà il suo vice. «Sono lieto di annunciare che ho scelto il governatore Mike Pence come il mio candidato vicepresidente». Leggi qui 

15 LUG 2016Taglio delle tasse a favore della middle class americana, abrogazione dell’Obamacare e politica energetica pro-crescita: sarebbero questi i temi cruciali in cui il candidato repubblicano farebbe meglio della sua rivale secondo il “Wall Street Journal”. Leggi qui

14 LUG 2016 – Trump il “raccontaballe”. Il 71 per cento delle sue affermazioni risultano false al fact checking di PolitiFact. Il team del sito internet ha passato al setaccio 163 affermazioni del candidato alla presidenza Usa e solo 3 risultano completamente vere. Leggi qui

13 LUG 2016Clinton chiarisce la sua posizione sulla gestione dei commerci nel Mare cinese del sud. Apre a un tribunale internazionale per la coordinazione dei rapporti commerciali. Il grande gioco è tutto territoriale. La Cina infatti rivendica sovranità sulle isole Paracel e Spratly. Gli Usa contestano questa posizione e cercano appoggi in Giappone e Vietnam. Leggi qui 

13 LUG 2016 – Wall Street snobba Donald Trump. Le principali banche d’investimento (JP Morgan e Goldman Sachs tra le altre) danno forfait e annunciano che non parteciperanno alla convention repubblicana del 18 luglio. «Ho chiesto in giro e non ho trovato una sola persona che ci andrà. Cleveland ha tutte le carte in regola per essere uno show del cavolo. È un vero problema per i dirigenti perché se ci vai offendi di sicuro le donne o altre minoranze che lavorano nella tua azienda», ha detto anonimamente un dirigente di Goldman Sachs a “Politico”. Leggi qui

13 LUG 2016 – Nel giorno in cui Bernie Sanders annuncia il suo appoggio a Hillary Clinton, la candidata democratica afferma che farà molto di più in tema di discriminazione razziale e disuguaglianze, contro «la tragedia di uomini e donne e bambini neri uccisi in incidenti con la polizia». Clinton ha in programma di sviluppare linee guida nazionali sull’uso della forza da parte della polizia.

12 LUG 2016Il partito repubblicano prepara la nuova piattaforma del partito. Fra i temi principali: sicurezza, matrimonio e immigrazione. Il GOP e Trump si schierano con la polizia, verso la quale ci sarebbe attualmente «mancanza di rispetto da parte della Casa Bianca». È da considerarsi valido solo il matrimonio tra uomo e donna: «Non accettiamo la definizione» della Corte suprema. Per quanto riguarda l’immigrazione, invece, sì a controlli a tappeto dei confini definiti «vulnerabili» per evitare ingressi illegali negli Stati Uniti. Leggi qui

6 LUG 2016Clinton sfida Trump sul terreno fiscale: «Renda nota la sua dichiarazione dei redditi». Finora il tycoon si è sempre rifiutato, dicendo che sono in corso accertamenti. Leggi qui

Giugno 2016

29 GIU 2016Le politiche di Donald Trump potrebbero innescare una «depressione globale», almeno secondo Paul Singer, uno dei maggiori finanziatori del partito repubblicano (al timone dell’hedge fund che ha innescato il default in Argentina). Singer fa riferimento all’ipotesi avanzata da Trump di ritirare gli Stati Uniti dal Nafta, il North America Free Trade Agreement, e dalla proposta di imporre dazi sull’import di prodotti cinesi. Leggi qui

29 GIU 2016 –  La fiducia in Trump è sotto il 10%, in almeno 15 Paesi esaminati al di fuori dagli Stati Uniti.  Secondo un sondaggio di Pew Research Center, il 92% degli svedesi non ha fiducia nella sua capacità di gestione della politica internazionale. Stessa impressione hanno l’89% dei tedeschi, l’88% degli olandesi e l’85% di francesi e inglesi. In Italia il 21% della popolazione intervistata (il 31% fra i sostenitori di Forza Italia) dice di avere fiducia nella capacità di Trump di gestire le questioni internazionali.  In Australia, l’87% non ha fiducia nel miliardario statunitense, contro l’80% dei canadesi e l’82% dei giapponesi. In Cina il 40% ha scarsa o nessuna fiducia in Trump. Leggi qui

28 GIU  2016«Clinton ha tradito i lavoratori americani», parola di Trump. Presentando il suo piano per il rilancio dell’economia statunitense, il candidato repubblicano ha poi accusato la rivale di voler chiudere le miniere, promettendo invece piena protezione del settore da parte sua. Leggi qui

28 GIU 2016Trump contro la globalizzazione che ha penalizzato il settore manufatturiero statunitense: «Signore e signori è il momento di dichiarare la nostra indipendenza economica, ancora una volta». Leggi qui

28 GIU 2016Trump presenta la sua ricetta in sette punti per rilanciare l’economia statunitense. Obiettivo numero uno è «riportare posti di lavoro in Usa». Feroce è la critica al TPP, Trans-Pacific Partnership, l’accordo commerciale con focus asiatico voluto da Barack Obama e  il Nafta, patto di libero scambio tra Usa, Messico e Canada. Trump si scaglia contro la Cina bollata come «manipolatore di valuta». Il programma economico del GOP viene anticipato da “Politico” qualche ora prima dell’annuncio ufficiale. Leggi qui

25 GIU 2016Effetto Brexit sui sondaggi americani. Dopo il referendum sull’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, che ha portato al divorzio Londra-Bruxelles, Trump subisce uno scossone in termini di gradimento. Secondo i numeri riportati dal “Washington Post” e da “Abc”, Clinton è avanti di 12 punti, con il 51% delle preferenze contro il 39% del rivale. Leggi qui

22 GIU 2016Al grido: «Lavoro, lavoro, lavoro. Dobbiamo rendere l’America di nuovo ricca», Trump annuncia gli obiettivi per i primi 100 giorni della sua eventuale presidenza: «riforma dell’immigrazione», niente più Obamacare in campo sanitario, riforma dell’immigrazione, «nomina di giudici che difendano la Costituzione». In agenda anche un giro di vite sulle politiche commerciali e la “rivoluzione fiscale”. Riferendosi a Clinton, il tycoon dice: «Non è solo il sistema politico ad essere corrotto, ma anche l’economia.» Trump replica a Hillary che lo ha definito «il re del debito»: «Ho fatto una fortuna sul debito, risolverò il nodo del debito americano»Leggi qui

21 GIU 2016Clinton attacca il suo rivale: «Donald Trump è un pericolo per l’economia americana, ci spingerà in recessione. Le sue idee, se attuate, sarebbero un disastro». Leggi qui

17 GIU 2016La Deutsche Bank ha versato a Hillary e Bill Clinton 1,25 milioni di dollari tra il 2005 e il 2014 per una serie di discorsi davanti ai dirigenti della Banca. L’ultimo degli interventi è dell’ottobre 2014 e sono stati versati circa 260 mila dollari. Leggi qui

10 GIU 2016 – «Trump non paga i dipendenti». Un’inchiesta di “Usa Today” ricostruisce che il candidato repubblicano sarebbe stato citato in giudizio per almeno sessanta volte da diversi lavoratori (camerieri, baristi, idraulici, avvocati) perché non avrebbe pagato i conti. Negli ultimi trent’anni sarebbe stato coinvolto in circa 3.500 cause legali. «Diciamo che fanno un lavoro che non va bene, un lavoro non finito o finito in ritardo e ovviamente io lo scalo dal contratto», si è difeso il diretto interessato. Leggi qui

6 GIUGNO 2016 Clinton ha i numeri per la nomination democratica alla Casa Bianca e batte Bernie Sanders. È la prima donna della storia Usa a partecipare a un’elezione presidenziale. Leggi qui

Maggio 2016

25 MAG 2016Un piano da 275 miliardi di dollari per infrastrutture e grandi opere negli Stati Uniti e riforma dell’immigrazione da realizzare nei primi 100 giorni alla Casa Bianca: parola della candidata Hillary Clinton. Leggi qui

25 MAG 2016I lavoratori del settore automobilistico sostengono Hillary. L’endorsement alla candidata democratica è arrivato dagli operai di United Auto Workers: «È la scelta migliore per noi e per la nostra nazione». Leggi qui

16 MAG 2016 Trump evoca il rischio di nuovi attacchi in stile 11 settembre. Accusa i rifugiati che «arrivano qui e hanno telefonini con la bandiera dell’Isis». Il candidato repubblicano aveva già attaccato i profughi siriani invitando gli americani a chiudere a chiave le porte di casa. Leggi qui

16 MAG 2016Clinton promette che suo marito Bill verrà «incaricato di ridare vita all’economia», qualora venisse eletta presidente. «Lui sa come farlo, specialmente in posti come quelli minerari o poveri o in altre parti del Paese che sono state escluse» (dalla crescita), ha spiegato, facendo riferimento ai risultati economici ottenuti dal consorte durante la sua presidenza. Leggi qui

3 MAG 2016 – Ted Cruz, principale sfidante di Trump alle primarie repubblicane, decide di ritirarsi. A convincerlo l’ultima sconfitta incassata in Indiana contro l’avversario, definito «un bugiardo patologico». Leggi qui

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I Diavoli della nostra epoca dominano le variabili. Prevedono il futuro. Se è necessario lo determinano per influenzare il corso degli eventi. Non credono al caso o alla fortuna. Figure enigmatiche e ambivalenti – I Diavoli – tra inganno e prodigio, perseguono un ordine molto spesso volto al loro esclusivo interesse. In questi anni si sono mossi – decisi e sfuggenti – davanti ai grandi eventi della nostra epoca. Dalle pagine di questo sito proveremo a raccontare fatti e raccogliere testimonianze di uomini capaci di intercettare queste verità e forzare dunque la scatola dei segreti del potere finanziario, per mostrarne a tutti il contenuto.

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