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TREDICESIMO-PIANO


Sat, January 9, 2021

MAKE AMERICA VIRGIN AGAIN

L’America si risveglierà indignata e vergine. Il pubblico si illuderà, davanti al palcoscenico libero, di prepararsi ad assistere a qualcosa di nuovo. Dominic Morgan lo sa, e sorride sapendo che tutto ricomincerà da capo: una replica dopo l’altra, un loop continuo di rinnovamento e restaurazione.

Dominic Morgan, il faustiano Ceo della NYL nella serie tv Diavoli – liberamente tratta dall’omonimo romanzo di Guido Maria Brera –, contempla sardonico le immagini dell’assalto a Capitol Hill. E sorride, perché sa che il sipario è pronto a riaprirsi sull’ennesima messinscena.

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L’America è un teatro e noi siamo i suoi custodi.
L’uscita di scena di Donald Trump, la più spettacolare di sempre scortata dall’assalto a Capitol Hill, è anche la più scontata: si annunciava da settimane, mesi. Il 6 gennaio 2021 diventerà una data memorabile per le coscienze sporche. Le sue vittime sono un danno collaterale, inevitabile, di qualcosa iniziato quattro anni prima. Ciò che resta sul palcoscenico dopo l’ultimo atto.

Trump poteva uscire di scena solo così. Con la standing ovation dei suoi accoliti che allestiscono un golpe sudamericano, attori inconsapevoli di un grande spettacolo. Ha fatto il lavoro sporco nella politica statunitense. Ha radicalizzato e accelerato i processi, ha spinto la dialettica fino al paradosso. Ha indossato con naturalezza la maschera del nemico dell’establishment, per rimettere l’establishment al centro del villaggio.

L’America è un teatro e noi siamo i suoi custodi.

Chi verrà dopo, i salvatori della patria, godranno di un gran credito con la collettività moderata. I bifolchi del complotto, i paranoici della bandiera confederata, torneranno ai loro deliri individuali. Convinti di aver avuto un ruolo da protagonisti nella Storia.

Il sistema è più saldo che mai. Parola di Dominic Morgan. Parola di chi si muove dietro le quinte e conosce il teatro nella sua interezza. Chi è invisibile al pubblico e ha il potere su tutto ciò che il pubblico vedrà. Chi decide quando lo spettacolo ha inizio, chi tira il tendone quando è tempo di chiudere.

Il sistema è più saldo che mai, e noi siamo sempre più in grado di manipolarlo. La nuova politica monetaria ci consente di tenere in vita chi vogliamo. Le sacche di povertà sono funzionali alle nostre manovre: ne abbiamo bisogno come abbiamo bisogno delle diseguaglianze, perché il sogno di ricchezza deve rimanere intatto.

C’è un’espressione abusata, «Deep State», che non si sostanzia in nulla, non esiste davvero. Il nostro è invece un network fluido che controlla tutto, anche quelle realtà marginali che sono le istituzioni. Abbiamo nuovi, grandi alleati: le piattaforme digitali. È con loro che spartiremo il potere. Insieme a loro gestiremo la transizione alla moneta digitale, al nuovo dollaro. Perché il vero campo di battaglia è detenere il potere globale della moneta.

Il sistema è più saldo e manipolabile che mai.

L’America si risveglierà indignata e vergine. Il pubblico si illuderà, davanti al palcoscenico libero, di prepararsi ad assistere a qualcosa di nuovo. Invece tutto ricomincerà da capo: una replica dopo l’altra, un loop continuo di rinnovamento e restaurazione.

Uscirà rafforzata, l’America. Si avrà l’impressione che il sistema immunitario nazionale abbia retto all’urto di questi ultimi anni. Si avrà l’impressione che il mandato di Trump non sia stato altro che un incidente di percorso.

Mentre il golpe fasullo si prendeva la ribalta, le borse salivano verso nuovi record. Perché i mercati guardano avanti, si focalizzano sugli effetti della restaurazione, e avanti c’è una nuova presidenza che avallerà ogni misura economica di Trump. Senza cambiare nulla di sostanziale, senza alcuna variazione se non un greenwashing effimero sulle politiche ambientali.

La guerra alla Cina proseguirà per anni. La Fed insisterà a stampare monete con il suo approccio neo-keynesiano. Il Medio Oriente resterà sospeso in un conflitto infinito. I neri continueranno a essere uccisi dalla polizia e i bifolchi delle province continueranno a credere a teorie astruse.

«Make America Virgin Again»

Il mondo ci giudicherà, proverà a ridicolizzarci ma questo è il nostro metodo per rinnovarci. Ed è infallibile. A volte facciamo guerre aperte, a volte guerre segrete. Abbiamo organizzato golpe a distanza, abbiamo generato mostri ed eroi. Abbiamo ucciso Kennedy e lo abbiamo reso immortale. Abbiamo fatto cadere Nixon con il Watergate.

Siamo noi a orientare i riflettori di questo teatro. Siamo noi ad aver creato Donald Trump. Noi, ad averlo legittimato e scaricato. Noi, ad avergli offerto il proscenio per uno spettacolo di quattro stagioni. E ora è il momento, per noi, della moderazione di Joe Biden e Kamala Harris.

«Make America Virgin Again»: sarà questo il motto della nuova amministrazione, e noi ci adegueremo.

Saremo la finanza etica, quella buona, quella che mette la collettività al centro. Ci autotasseremo, daremo più spazio alle minoranze e aumenteremo le retribuzioni delle donne. Faremo corpose emissioni di green bond per ripulire il pianeta. E sembreremo tutti migliori grazie a Donald Trump, grazie allo spettacolo di questi ultimi quattro anni.


La nuova edizione de I diavoli, il romanzo di Guido Maria Brera da cui è liberamente tratta la serie tv sky.
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