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Tue, May 3, 2016

LA BCE DICHIARA GUERRA AGLI INSIDER

Uno studio dell'Eurotower rivela che in 7 casi su 21 i prezzi iniziano a spostarsi mezz'ora prima della diffusione ufficiale dei dati macroeconomici

«Io l’ho chiamato il triangolo delle Bermude, a proposito di Caraibi» dice Wade. «È bene che non vi avventuriate in quelle acque, Bruno. Lì comandano le banche centrali. E diciamo che hanno dei metodi molto dissuasivi per scoraggiare certe… speculazioni» – Tassi a zero, I Diavoli
3 MAGGIO 2016 – Qualcuno conosce in anticipo i risultati dei principali indicatori macroeconomici statunitensi. Secondo uno studio dell’Eurotower in 7 casi (su 21 indicatori market mover) i prezzi iniziano a spostarsi nella giusta direzione circa trenta minuti prima della diffusione ufficiale dei dati. L’accusa proviene direttamente dalla Bce che ha analizzato i future sui listini USA e sui Tresury evidenziando anomalie di sistema. «Questi risultati – spiegano gli autori del paper – implicano che alcuni trader dispongono di informazioni riservate sui fondamentali macroeconomici». L’analisi è stata condotta da diversi economisti tra cui Alexander Kurov (West Virginia University), Marketa Halova Wolfe (Skidmore College), Alessio Sancetta (University of London) e Georg Strasser (Bce) che si sono concentrati in particolare su vendite di immobili, numeri preliminari sul Pil e sulla produzione industriale, invitando le autorità competenti a indagare «per determinare in modo definitivo la fonte di tale trading informato».

Intanto, intervenendo ieri all’Assemblea annuale dell’Asian Development Bank a Francoforte, il presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi ha dichiarato che nonostante i tassi di interesse bassi non siano innocui, essi rappresentano solo il sintomo di uno squilibrio e non la malattia. «Il problema di fondo – ha spiegato il governatore – è l’insufficiente domanda di investimenti in tutto il mondo, che non riesce ad assorbire tutti i risparmi disponibili nel sistema economico». E’ la “risparmiocrazia” a spingere i tassi verso livelli così bassi, «dunque – ha concluso Draghi – il modo giusto per rispondere alle sfide sollevate dai tassi bassi non è cercare di sopprimere i sintomi ma affrontare le cause di fondo» e quindi la mancanza di domanda.
«I tassi a zero, Bruno, sono l’altra faccia della compressione salariale e dello smantellamento dei diritti. Il sistema produttivo è troppo grande per la consistenza dei consumi. I prezzi scendono. L’aumento della produttività serve a poco, se crea accumulazione invece di ricchezza, rendita invece di reddito. Chi si illude che sia un evento momentaneo, una congiuntura di breve periodo, sbaglia. E di grosso. Questo è un nuovo paradigma, questo è un inferno fuori da qualsiasi cartografia che conosciamo. Stagnazione, sfiducia, disconnessione tra universi sociali, astensionismo di massa, e odio. Tanto odio, che si accumula come energia in una pila.» Phil si ferma, affannato. Indica una bottiglia d’acqua, in equilibrio incerto su un libro. Bruno si alza e trova un bicchiere in cui versare il liquido. Wade beve un sorso e conclude: «I tassi a zero sono un premio per chi ha svalutato il lavoro, e un’illusione di ricchezza per chi lavora. Sono la trappola delle riforme, come le chiamano pervertendo perfino il linguaggio. E sono l’essenza stessa dell’austerità.» «Amen» recita Bruno rimettendosi seduto. Se ne sta in silenzio, e tiene lo sguardo lontano da Philip. Infine, con fermezza dice: «Non ho tempo per preoccuparmi delle questioni sociali» – Tassi a zero, I Diavoli

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