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Wed, July 19, 2017

DARK DATA. VIAGGIO NELLA CYBORG FINANZA – PT. 9

Ogni dato è un remix. Un pezzo d’informazione il cui stato originario è stato modificato aggiungendo, togliendo o cambiandone una parte. L’arte del remix digitale, come ripete Lawrence Lessig, è il cuore della cultura del XXI secolo. E ogni remix digitale si basa su due semplici operazioni. ‘Copia e Incolla’.

ARTICOLO

di N3xuZ
Ogni dato è un remix. Un pezzo d’informazione il cui stato originario è stato modificato aggiungendo, togliendo o cambiandone una parte.
L’arte del remix digitale, come ripete Lawrence Lessig, è il cuore della cultura del XXI secolo. E ogni remix digitale si basa su due semplici operazioni. ‘Copia e Incolla’.
Copiare: separare un pezzo d’informazione dal contesto o dal significato originario in modo che possa essere libero di funzionare in altro modo.
Incollare: re-inscrivere, posizionare il pezzo in una nuova catena di significato.
È il potere performativo del remix. La capacità di riorganizzare ciò che è dato in modo virtualmente infinito per far emergere significati sempre nuovi. Un software può catturare qualsiasi cosa e, come dice DJ Spooky (al secolo Paul D. Miller), renderla “qualcosa che puoi editare, ottimizzare e trasformare mediante tecniche digitali. Tutto diventa un file editabile”.
Sì, tutto. Anche un mercato finanziario. Perché non c’è nulla di nuovo dentro i dati finanziari. Sono un remix digitale, una ricombinazione. Di liquidità, valutazione di un’azione, e sentimentdegli investitori.
Liquidità. La presenza d’investitori attivi sul mercato in un certo intervallo di tempo.
Valutazione di un’azione. Il rapporto che il prezzo di un’azione ha con i principali indicatori delle performance economiche di un’impresa. Un’azione può essere sopravvaluta o sottovalutata. Nel primo caso la dottrina dice che dovremmo venderla, perché il suo prezzo scenderà, nel secondo che dovremmo comprarla, per il motivo opposto.
Sentiment. L’attitudine generale degli investitori verso un’azione o un intero mercato. Quando i prezzi si muovono verso l’alto, ossia molti investitori immettono ordini di acquisto, diciamo che è in controllo un sentiment rialzista. Quando i prezzi si muovono verso il basso, diciamo che è in controllo un sentiment ribassista.
Non serve sapere. Solo eseguire. Copiare e Incollare.
‘Copia’. Ctrl+C. 6 maggio 2010.
Sciami di ordini di acquisto appaiono e scompaiono a velocità della luce sul mercato, come meteore che solcano la notte di San Lorenzo, e innescano un veloce movimento, sentiment, rialzista dei prezzi. I prezzi si allontanano da una valutazione ragionevole delle azioni sottostanti e raggiungono livelli sempre più alti. Quando è chiaro che non ci sono abbastanza compratori per assorbire gli ordini di acquisto a quei prezzi (in gergo, la liquidità è scarsa), qualcuno inizia a vendere. Qualcun altro lo vede. E lo imita. E così via. Massici ordini di vendita si abbattono sui mercati. I prezzi iniziano a scendere, attivano gli ordini stop loss, e la corsa alla svendita raggiunge velocità vertiginose finché molti investitori, spaventati dall’incertezza dei prezzi e dal brusco crollo, escono dal mercato, diminuendo ancora più la liquidità. In poco più di 5 minuti 750 miliardi di euro scompaiono dai mercati finanziari. L’indice Dow Jones va già del 9%. Il mercato viene fermato per dieci secondi (stop logic funtion).
Veloce sentiment rialzista dei prezzi. Sopravvalutazione delle azioni. Scarsa liquidità. Ecco a voi lo pseudocodice del celebre Flash Crash.
‘Incolla’. Ctrl+V. Lunedì 24 Agosto 2015.
Sciami di ordini di vendita solcano le borse americane all’apertura delle contrattazioni a seguito delle notizie provenienti dai mercati asiatici. Gli ordini sono immessi proprio nel momento di liquidità più bassa: buona parte delle contrattazioni è avvenuta nelle ore pre-apertura e le ultime due settimane di Agosto, in piena vacanza, sono tipicamente quelle in cui gli scambi sono meno intensi. I prezzi iniziano a scendere, attivano gli ordini stop loss, e la corsa alla svendita raggiunge velocità vertiginose finché molti investitori, spaventati dall’incertezza dei prezzi e dal brusco crollo, escono dal mercato, diminuendo ancora più la liquidità.
L’indice Dow Jones va giù del 5.3% nel corso dei primi 5 minuti di contrattazione. Il mercato viene fermato per i canonici dieci secondi.
Scarsa liquidità. Sopravvalutazione delle azioni. Veloce sentiment rialzista. Ecco a voi lo pseudocodice del flash crash del ‘Black Monday asiatico’.

‘Copia’. Ctrl+C.6 Gennaio 2014.
La vendita effettuata in pochi secondi di circa 4.200 contratti, ossia oltre mezzo miliardo di dollari, manda giù il mercato dell’oro: il prezzo cala di 30 $ (da 1.245 $ a circa 1.215 $ l’oncia) nel giro di decimi di secondo. Il crollo è così repentino che il mercato viene fermato per i canonici dieci secondi. L’ordine viene piazzato a seguito di un veloce sentiment rialzista e proprio in uno dei periodi di maggior calma del mercato dell’oro, quando ci sono pochi compratori attivi. Contemporaneamente ordini di vendita di magnitudo simile si abbattono sul mercato dell’argento che vive quasi simultaneamente un suo flash crash. E così anche il platino. I metalli preziosi, i beni rifugio del mondo, non sono più investimenti sicuri.
Scarsa liquidità. Veloce sentiment rialzista. Sopravvalutazione dell’oro. Ecco a voi lo pseudocodice del flash crash dell’oro.
‘Incolla’. Ctrl+V. 26 Giugno 2017.
La vendita in pochi secondi di circa 2,2 miliardi di contratti manda giù il mercato dell’oro: il prezzo cala di 19 dollari (da 1.255 a 1.236 dollari l’oncia). L’ordine viene piazzato a seguito di un veloce sentiment rialzista e in un momento di calma del mercato dell’oro, quando ci sono pochi compratori attivi: New York è chiusa, così come anche molti mercati arabi per le festività del Ramadan. Contemporaneamente ordini di vendita di magnitudo simile si abbattono sul mercato dell’argento che registra un brusco calo dei prezzi.
Scarsa liquidità. Veloce sentiment rialzista. Sopravvalutazione dell’oro. Ecco a voi lo pseudocodice di un crash dell’oro.

Copia e Incolla. Ctrl+C e Ctrl+V.
Datemi due tracce e costruirò un universo…” dice DJ Spooky. Ogni dato è un remix e danza al ritmo di un DJ finanziario.
Sì. Datemi due serie di dati e costruirò un mercato. E un crash. Bastano due leve per scatenare un crash. È sufficiente regolare il livello di due delle tre variabili—liquidità, valutazione delle azioni, e sentiment.
Perché ogni crash finanziario è un remix. Una ricombinazione di scarsa liquidità, sopravvalutazione delle azioni, e sentiment rialzista.
Traccia#1. Fai crescere il sentiment degli investitori, riduci la liquidità, e le azioni appariranno sopravvalutate. Ripeti l’operazione finché non raggiungi il livello critico. Immetti l’ordine giusto (vendi grandi quantità velocemente), premi ‘INVIO’ e otterrai un crash.
Traccia#2. Spingi la valutazione delle azioni, riduci la liquidità, e il sentiment degli investitori si invertirà. Ripeti l’operazione finché non raggiungi il livello critico. Immetti l’ordine giusto (vendi grandi quantità velocemente), premi ‘INVIO’ e otterrai un crash.
Traccia#3. Annacqua la liquidità, spingi la valutazione delle azioni, aiuta il sentiment rialzista. Ripeti l’operazione finché non raggiungi il livello critico. Immetti l’ordine giusto (vendi grandi quantità velocemente), premi ‘INVIO’ e otterrai un crash.
E poi c’è la traccia#4, quella pop, la più facile: la liquidità è scarsa, il sentiment rialzista. Immetti l’ordine giusto (vendi grandi quantità velocemente), ripeti l’operazione finché non raggiungi il livello critico, premi ‘INVIO’ e otterrai un crash. In pseudocodice:
1 INIZIO 2 Leggi l, la liquidità del mercato 3 Se l è = scarsa 3.1 Leggi S, sentiment del mercato 4 Se, S è rialzista 4.1 Vendi quantità q 5 Leggi p, il prezzo del mercato 5.1 Se p diminuisce di un fattore inferiore allo 0,5% e il tempo t per raggiungerlo è maggiore a k 6 Torna a 4.1. 7 FINE
Sì. Lo so, l’ho sentita anche io quella voce. Ragionevole. Salda. Promettente come uno spot elettorale. Farsi strada nel proprio buon senso con il suo mantra. Il mantra della complessità.
Questo pensiero è falso. L’idea che il mondo finanziario sia controllabile, programmabile, è falsa, per quanto questa idea possa essere a suo modo confortante. Il mondo non è controllato da nessun gruppo di persone e mai lo sarà. Il mondo è complesso: un grande, caotico disordine. Certo, esistono gruppi che manipolano persone e cose, ma lo fanno solo localmente, non a livello mondiale. Non sono in grado di controllare le cose in modo completo. Coloro che riescono ad arrivare a questo grado di controllo sono solo i pezzi più grandi di un mix globale.
Risposta euristica: quando leggi i dati, quando cerchi di discernere l’informazione (information) dai meri dati delle contrattazioni (trade data), di separare eventi critici da quelli ordinari, prova a fare l’ipotesi opposta.
Perché è proprio un controllo completo che forse non è necessario. Perché è proprio in quanto complessi che i sistemi finanziari forse non richiedono il controllo di ogni dettaglio, ma solo degli eventi critici, quelli che plasmano il comportamento del sistema in modo profondo. Il resto è una loro mera conseguenza. Il resto è trascurabile. Fino al prossimo evento critico.
E il fatto che forse non siano ancora controllati non significa che non lo possano diventare a breve.
Governare processi così grandi, regolare variabili come liquidità, sentiment e valutazione di un’azione sembra impossibile per gruppi di esseri umani. Prova a fare l’ipotesi opposta. Prova un nuovo remix. Prova questo.
Traccia#1. La liquidità di per sé non è né scarsa né abbondante. Lo è solo in relazione alla quantità e dimensione degli ordini presenti sul mercato. Posso distorcere la percezione che gli altri traders hanno della liquidità, e così anche il loro sentiment, con semplici mosse. Mi basta immettere ordini limite, e rimuoverli immediatamente, prima che siano eseguiti. Si chiama spoofing. E percezione e realtà, come ci ricorda zio George nel suo l’Alchimia della Finanza, nei mercati s’influenzano a vicenda. In alcuni momenti sono la stessa cosa. Così immetto e cancello ripetutamente ordini limite di acquisto. Aspetto per vedere la reazione degli altri trader. Se il loro sentiment segue il mio ordine, ossia diventa rialzista (i prezzi si muovono verso l’altro), aspetto un po’ affinché il prezzo salga ancora e poi piazzo un ordine di vendita al nuovo prezzo e traggo beneficio dal movimento da me surrettiziamente innescato (ossia dal falso ottimismo).
In pseudocodice:
1 INIZIO 2 leggi p, il prezzo 3 immetti o, ordine d’acquisto al prezzo limite n>p 4 cancella o 5 leggi S, sentiment del mercato 5.1 se S non è variato, torna a 2 5.2 altrimenti aspetta il tempo t e immetti v, l’ordine di vendita di quantità q al nuovo prezzo p* 6 FINE
Questa è solo una delle tecniche che si può implementare per modificare le variabili del sistema: quote stuffing, momentum ignition, e tante altre sono lì pronte a essere usate. E inventate.
Se stai pensando che sia facile stabilire quando una di queste tecniche è legale o no, se pensi che queste tecniche siano già tutte regolamentate, che siano in pochi a usarla e che le grandi istituzioni non le hanno incorporate, prova a fare l’ipotesi opposta.
La finanza del XXI secolo è un grande, globale remix digitale. Remix finanziario: la capacità di riorganizzare i dati in modo virtualmente infinito per oscurare gli stessi significati. Gli stessi esiti. Gli stessi DJ.
Un dark remix.
Non serve sapere. Solo eseguire. Processare i dati, conoscere le regole, e applicarle.
E alle macchine non serve sapere. Bastano solo un po’ di regole.
Possono copiare e incollare qualsiasi cosa: passato e presente, paura ed euforia, istinto e ragione, luce e oscurità.
Date loro due serie di dati e costruiranno un mercato. E un crash.
Le altre otto tappe del viaggio qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui e qui

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