La recensione

Matchmaking. Dare a ciascuno il suo (?)

Perché i mercati falliscono? Il libro del già premio Nobel per l’Economia, Alvin E. Roth, da poco in libreria per i tipi di Einaudi, è un'indagine sui processi di “matching”, cioè di “allocazione” ragionata delle risorse. Tutto in un contesto di libero scambio e libero mercato, praticamente onnipotenti. Pur insistendo sulla possibilità di miglioramento progressivo del mercato nella sua declinazione del matching, l'autore non riesce neanche per una riga a svincolarsi dal presupposto che il mercato possa auto-regolarsi, rimanendo fedele a una scuola orientativo-ideologico che ha i suoi natali con von Hayek e prosegue con tutti i suoi epigoni.

19 giugno 2017

Il Talmud racconta di un rabbino a cui viene chiesto a che cosa si fosse dedicato il Creatore dell’universo una volta terminata la creazione. La sua risposta fu: «stava combinando matrimoni». Making matches.

[Matchmaking di Alvin E. Roth]

Per “matchmaking” si intende un procedimento volto a scovare le offerte – o risorse –  che meglio combaciano con le aspettative del soggetto richiedente, di chi cioè pone delle richieste – query – da soddisfare. Ancora: per “matchmaking” si intende un processo atto a fornire una lista ordinata delle suddette offerte in base al loro grado di “match”.

Il libro Matchmaking – La scienza economica di dare a ciascuno il suo del premio Nobel per l’Economia (2012) Alvine E. Roth, da poco in libreria per i tipi di Einaudi, è un’indagine sui processi di “matching”, cioè di “allocazione” ragionata delle risorse, e su come questi si applichino e possano essere ottimizzati rispetto alle declinazioni odierne di lavoro, consumo, mercato ma, soprattutto, assistenza e libero scambio.

Tuttavia è proprio in questa accezione di “libero scambio” e, per estensione, di “libero mercato”, considerate entrambe in una sorta di loro propria onnipotenza, che si scorge la matrice liberista del pensiero dell’autore. Roth, pur insistendo sulla possibilità di miglioramento progressivo del mercato nella sua declinazione del matching, non riesce neanche per una riga a svincolarsi dal presupposto che il mercato possa auto-regolarsi, rimanendo fedele a una scuola orientativo-ideologico che ha i suoi natali con von Hayek e prosegue con tutti i suoi epigoni.

matchmaking

Mercati dappertutto

«Le scienze economiche studiano l’allocazione efficiente di risorse scarse, e cercano il modo di renderle meno scarse», scrive l’autore nel capitolo di apertura in cui, partendo da esempi che si rifanno a filiere quotidiane, cerca di catturare l’attenzione rispetto al banale – ma non scontato – dato di fatto che i mercati sono, oggi, dappertutto.

Nelle prime pagine Roth ricostruisce l’iter, e le singole componenti di “matching” dell’iter stesso, che soggiacciono a un trapianto di reni: dal trasporto aereo dell’organo – e quindi le trattative legate all’autorizzazione per un varco d’emergenza dello spazio-aereo alla contrattualizzazione di piloti e personale di bordo – all’arrivo dello stesso in ospedale e all’operazione sostenuta da medici e infermieri – i quali, andando a ritroso nel tempo, anche loro sono stati soggetti al vicendevole processo di “scelta” tra loro e la struttura ospedaliera –, fino ad arrivare al paziente – neanche lui escluso da un’articolata e complessa fase di “matchmaking”, sulla quale l’autore tornerà più avanti nel libro, con un capitolo dedicato.

Attraverso questa dettagliata ricostruzione Roth vuole spiegarci che tutte queste filiere e reti sono, solo in apparenza, banalmente determinate. In realtà sono tutte legate insieme, e oggi più di prima, da dinamiche di tipo concorrenziale, anche se non strettamente nell’accezione speculativa del termine.

Ad ogni modo il paziente riceve l’organo in un regime di concorrenza, come chi lo opera ha raggiunto quella posizione in un regime di concorrenza, come anche l’aereo che trasporta quegli organi vola in un regime spazio-aereo di concorrenza. Insomma «un rene, una scuola esclusiva, un posto di lavoro invidiabile […], in ciascun caso dev’esserci un “match”, cioè un abbinamento di due controparti», che definiamo “match-making”, scrive Roth. Il “matching”, allora, è la modalità con cui otteniamo molte cose che nella vita scegliamo e che a loro volta ci scelgono.

Dov’è, quindi, il bandolo della matassa e primo snodo di questo discorso?

Che, sempre secondo Roth, se fino a poco tempo fa gli economisti non dedicavano attenzione ai mercati basati sul matchmaking, per concentrarsi invece su quelle delle materie prime – in cui soltanto il “prezzo” e la legge imperante della domanda e dell’offerta conducevano il gioco –, oggi, alla luce della pervasività, liquidità e informatizzazione del mercato, urge spostare l’attenzione sui processi di matching.

Lo fa il market-design – di cui Roth è uno degli esponenti e promotori – che si affaccia al mondo globalizzato come nuova disciplina volta a studiare questi processi, che cioè adotta un approccio scientifico nella gestione del matchmaking e, più in generali, dei mercati che prevedono un’allocazione ragionata e scambievole di risorse in un regime di scarsità.

Ecco, quindi, il contenuto del volume di Roth:

«Il market design aiuta a risolvere problemi che gli attuali mercati e marketplaces, i mercati online, non sono riusciti a risolvere autonomamente. Il nostro lavoro consente uno sguardo nuovo su ciò che davvero garantisce ai “liberi mercati” la libertà di operare nel modo migliore».

Il market-design e i suoi obiettivi

Come far combaciare al meglio risorse e query? Studiando, meglio: “disegnando”, un sistema progressivo – basato su regole condivise – in cui i mercati possono agire migliorandosi. Questo è l’oggetto di studio del market-design.

E l’applicazione di questi studi, argomenta Roth, diventa tanto più necessaria quanto più pervasiva è la presenza di mercati, e mai come oggi questo si può dare per assodato: quando esistevano solo tv e radio il le premesse erano diverse, oggi invece, ogni volta che siamo on-line con i nostri device, anche semplicemente a leggere qualcosa per diletto, siamo all’interno di mercati e processi di matching, perché stiamo scegliendo e ci stiamo facendo scegliere. Per provare a ridurre la passività e l’incoscienza di questi dati di fatto, ma anche e soprattutto per ottimizzarne le dinamiche e sprigionarne il potenziale di mutuo scambio di necessità e desideri, il market design si pone due principali obiettivi.

Il primo è riunire un alto numero di partecipanti affinché ciascuno possa optare per la transizione a lui più vantaggiosa.

Il secondo è ridurre la necessità di “aggirare” un sistema, per permettere a chi deve compiere una scelta di concentrarsi su quella e cioè sui propri bisogni e desideri reali. Il primo obiettivo si raggiunge facendo anche fronte al problema di tempistiche e modalità di contrattazione, cosa fondamentale per evitare scorrettezze, saturazioni e congestioni di quel mercato. Questo perché, come anticipato, nei mercati di materie prime – produzione, acquisto del tale prodotto – il fattore prezzo riesce quasi sempre a orchestrare tutto. Mentre nei mercati basati sul matching – tipo quello del lavoro, o dell’accessibilità a educazione e istruzione – ogni offerta dovrebbe essere esaminata singolarmente, ogni candidato valutato individualmente: le persone non sono “merci” o “prodotti”, sembra volerci dire – con prospettiva insieme scientifica e umanistica – Roth. Ma per far sì che questo accada si devono evitare, nei processi di matching, saturazioni e congestioni di sorta. Ecco allora che la branchia economica del market-design cerca di centrare il duplice obiettivo – di allentare la congestione e rendere la partecipazione semplice e sicura – attraverso lo studio e la realizzazione di sistemi informatici, algoritmici, basati sulla “teoria dei giochi” ma volti a una continua e progressiva messa a punto e ottimizzazione dei processi.

Dobbiamo immaginare, insomma, un enorme calcolatore le cui stringhe e i cui codici siano determinate da operatori che, sulla scorta di una lista di varie controparti, studiano meccanismi efficaci di incastro e mutua allocazione.

Una cosa che oggi – e Roth cita molti esempi a riguardo: dall’intermediazione corrosiva delle agenzie immobiliari allo sviluppo delle piattaforme, ma col rischio di congestione, come Uber ed Airbnb e ancora altri servizi di vario genere – non accade come dovrebbe.

L’efficienza degli scambi che “salva” la vita

Ergo: migliorare i mercati, secondo l’autore, è migliorare la società. L’esperto di market-design è allora assimilato da Roth alla figura di un vigile del fuoco, ossia un operatore che soccorre un mercato di matching ogni qual volta esso dà segni di cedimento, tentando di ripensarlo o, se serve, di progettarlo ex-novo.

Capire perché i mercati falliscono e, di contro, renderli più intelligenti è il compito degli economisti di oggi, «perché essi sono manufatti umani, non fenomeni naturali. E il market-design rappresenta un’opportunità per preservare e migliorare alcune delle più antiche e cruciali invenzioni dell’umanità».

E se fin qui la prospettiva di Roth rischia di essere letta sotto un’ottica esclusivamente calcolatrice e scientista di questi complessi ingranaggi, ecco che l’autore si sforza di far emergere la prospettiva fortemente umana e socialmente utile della sua branchia di studi.

Il matching è un processo che soggiace al lavoro, all’istruzione, all’impresa, ma anche: alla salute.

Nel capitolo terzo Roth racconta di come i processi di matching siano scambi che salvano la vita, letteralmente. L’episodio narrato è quello del dottor. Michael Rees che, costernato dal vedere i suoi pazienti soffrire e morire, un giorno viene a conoscenza di un fatto a dir poco rivoluzionario. Al Rhode Island Hospital, nel 2000, accade che viene effettuato il primo scambio di reni: cioè l’equipe di turno si ritrova con due coppie di pazienti-donatori incompatibili e, tuttavia, si accorge che il rene di ciascun donatore sarebbe andato bene per l’altro paziente. Ergo, con l’assenso di tutti i pazienti, avevano operato lo scambio. Per Rees è una folgorazione, dopo aver portato a casa tonnellate di cartelle cliniche, decide di bypassare le infinite liste di attesa e lavorare tutta la notte al fine di intercettare qualche compatibilità e, alla fine, almeno una, la trova.

Questo racconto serve a Roth per spiegare come l’intuizione del dott. Rees si iscrive in un vero e proprio processo di matching, e il capitolo prosegue con l’articolata narrazione delle modalità con cui operazioni di market-design – e relative progettazioni informatiche – abbiano facilitato  e reso possibili le stagnanti trafile mediche legate a scambi e donazioni.

Criticare, ribaltare le premesse

L’indagine del volume di Roth ha il merito di divulgare i fondamenti del market-design, come nuova scienza economica del possibile, che mira a coniugare, evitando una sorta di caotico “butterfly effect”, efficienza e sostenibilità nelle problematiche legate ai mercati, proponendo strumenti utili al superamento delle policy di laissez-faire che molti delle élite applicano da troppo tempo.

Tuttavia l’autore si pone su una prospettiva fintamente apolitica, in quanto vuole migliorare il sistema del mercato – benché nella sua declinazione del matching – dall’interno, e quindi il suo peccato originale, come quello dei molti “soft liberal” rischia di sussistere all’origine.

Roth non ammette cioè, con scontatezza ideologica, e scartandosi dal problema macroeconomico, la possibilità di un ritorno a una politica che controlli e regoli il mercato dall’esterno, e di contro insiste nel proporre soluzioni utili sull’orizzonte di un mercato che – in tutte le sue sfaccettature e con un minimo di saggezza in più, certo – persista ad autoregolarsi.

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I Diavoli della nostra epoca dominano le variabili. Prevedono il futuro. Se è necessario lo determinano per influenzare il corso degli eventi. Non credono al caso o alla fortuna. Figure enigmatiche e ambivalenti – I Diavoli – tra inganno e prodigio, perseguono un ordine molto spesso volto al loro esclusivo interesse. In questi anni si sono mossi – decisi e sfuggenti – davanti ai grandi eventi della nostra epoca. Dalle pagine di questo sito proveremo a raccontare fatti e raccogliere testimonianze di uomini capaci di intercettare queste verità e forzare dunque la scatola dei segreti del potere finanziario, per mostrarne a tutti il contenuto.

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