Trump-Brexit

La maggioranza silenziosa fa la rivoluzione

Dalla speranza in un futuro fatto di crescita e progresso, si è passati all’incertezza, alla paura, alla rabbia sociale, alla ricerca di un responsabile “altro” rispetto a noi. E la miscela è diventata esplosiva quando su questa situazione si sono innescate le ondate migratorie europee e i recenti fatti di terrorismo islamico. A quel punto, è stato facile per i movimenti populisti impugnare la spada del nazionalismo e convincere una classe media spaventata, stanca e silenziosa, ad abbandonare i governi moderati e andare alla rivoluzione. Una rivoluzione strana, che in realtà ha come obiettivo fermare il progresso e tornare al bel tempo che fu

11 novembre 2016

In considerazione della portata degli eventi che stanno rivoluzionando la scena politica occidentale, crediamo sia giusto esplorare questi processi aprendo uno spazio di dibattito a contenuti esterni.

La sconfitta del governo inglese nel referendum sulla Brexit e l’elezione di Donald Trump dimostrano che la maggioranza silenziosa ha cambiato verso, per usare un termine in voga.

Con questa espressione ci si è sempre riferiti, in Italia e all’estero, a quella fetta di popolazione, più o meno coincidente con la classe media produttiva, che non partecipa attivamente alla vita politica, non urla, non va in piazza, ma nelle urne si schiera compatta contro le posizioni troppo radicali e a favore della ragionevolezza, dell’equilibrio, della stabilità di governo.

Nel referendum inglese e nelle elezioni americane abbiamo invece assistito a una svolta: la maggioranza silenziosa ha… parlato. Anzi urlato. Ed è passata dalle posizioni moderate a quelle rivoluzionarie, facendo trionfare il Leave e Trump.

La spiegazione è ovviamente legata alla situazione economica.

Nella seconda metà del secolo scorso, la diffusione delle posizioni tipiche del “bon ton” politico occidentale (Europa, democrazia, libero mercato, diritti civili, innovazione, inclusione) è stata accompagnata da una costante crescita del benessere delle classi sociali che componevano la maggioranza silenziosa. Per dirla in modo un po’ brutale, essere moderati, democratici, aperti… conveniva.

Dall’inizio di questo secolo, con l’accelerazione della globalizzazione e della rivoluzione digitale, una parte delle classi medie di tutto il mondo ha iniziato a restare indietro, a perdere posizioni nella scala sociale, nella qualità del posto di lavoro, nel reddito reale. Questo fenomeno ha avuto un’accelerazione drammatica con la crisi finanziaria globale del 2008, che ha reso ancora più evidenti le disuguaglianze esistenti nelle società “del progresso”, che secondo alcuni studi sono tornate ai livelli della crisi del ’29.

Dalla speranza in un futuro fatto di crescita e progresso, si è passati all’incertezza, alla paura, alla rabbia sociale, alla ricerca di un responsabile “altro” rispetto a noi. E la miscela è diventata esplosiva quando su questa situazione si sono innescate le ondate migratorie europee e i recenti fatti di terrorismo islamico.

A quel punto, è stato facile per i movimenti populisti impugnare la spada del nazionalismo e convincere una classe media spaventata, stanca e silenziosa, ad abbandonare i governi moderati e andare alla rivoluzione. Una rivoluzione strana, che in realtà ha come obiettivo fermare il progresso e tornare al bel tempo che fu.

Ovviamente questa trasformazione della silent majority non è casuale. Se la fiducia nei governi dei paesi occidentali è scesa ai minimi storici, la responsabilità è proprio dei governi che non hanno saputo interpretare il momento storico, gestire una crescita così tumultuosa e ridurre le disuguaglianze.

È proprio questa la sfida dei partiti “tradizionali” e “moderni”. Avere la capacità di rinnovarsi, rendersi conto dei cambiamenti sociali e proporre soluzioni nuove su tutti i temi, a partire dal welfare, per ritrovare la speranza e la fiducia delle persone nel futuro.

Se non lo faranno, la maggioranza silenziosa continuerà a urlare contro di loro nelle urne.

*Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati

Ti può interessare anche:
Filter by
Post Page
Focus
Sort by

La rivoluzione solare
è indiana

2017-06-03 09:42:02
stella

18

Contro la rivoluzione neo-sovranista

2017-04-05 09:22:22
stella

18

La maggioranza silenziosa fa la rivoluzione

Simple Share Buttons