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Il pianeta Terra
come una startup

«È ora di uscire dalla logica bipolarista e iniziare a pensare ad un movimento politico esterno alle istanze della destra e della sinistra classica che approfitti del vuoto spinto di contenuti delle destre globali, i cui punti di forza sono solo proposte focalizzate al distruggere e non al costruire. La Silicon Valley come un nuovo tipo di movimento politico che guiderà il mondo per i prossimi 100 anni».

3 febbraio 2017

Planet Earth like a startup – The Silicon Valley is a new kind of party, and will drive the world for the next 100 years.
Il pianeta Terra come una startup – La Silicon Valley è un nuovo tipo di movimento politico e guiderà il mondo per i prossimi 100 anni.

Secondo Nassim Taleb quasi tutti gli eventi storici “disruptive” (ossia che segnano un cambiamento profondo, un cambio di paradigma) provengono da eventi inaspettati, l’elezione di Donald Trump è stato il cigno nero per eccellenza così come lo è stata Brexit e probabilmente lo saranno altri eventi che interesseranno l’Occidente nei prossimi mesi.

Esiste una analisi, pubblicata mesi prima della Brexit e dell’arrivo di Trump alla Casa Bianca, e scritta da Steen Jakobsen, capo economista di Saxo Bank. È apparsa il 16 marzo su Tradingfloor.com e ha visto questo stormo di cigni neri prima di altri:

«La società così come la conosciamo è stanca di prendere ordini e accettare il perenne “stato di emergenza”. Le emergenze affrontabili in una vita hanno un certo limite! Gli elettori di tutto il mondo stanno rifiutando le strutture tradizionali. Questo è il motivo per cui Hillary Clinton non può vincere le elezioni americane: è l’emblema dell’ordine precostituito ed elitario. Trump, d’altra parte, è così lontano dall’idea di un politico da rappresentare l’elemento di disturbo in un mondo di ordine: proprio ciò che gli elettori statunitensi desiderano».

Con il senno di poi (Taleb mi ucciderebbe) è facile immaginare l’elettorato di Trump che pensa che il mondo sia cambiato e cambierà ancora più velocemente.

Lo stesso elettorato, però, vede che la classe politica e i partiti sono ancora legati a modelli di governo (e di politica economica) del secolo scorso e non sentendosi rappresentata sposta il voto verso un qualcosa che la pancia gli dice essere diverso, magari non allineato con le proprie idee ma necessario a dare una scossa al sistema.

D’altronde anche Taleb in tempi non sospetti su Facebook esprimeva (con più veemenza) la stessa idea di Jakobsen:

«L’establishment composto dai giornalisti, i mezzibusti che distribuiscono str*****e con il loro bell’eloquio, i gruppetti di burocrati, gli aspiranti lobbisti, i finti intellettuali abbonati al New Yorker, i colletti bianchi attenti solo all’immagine ma vuoti dentro, quelli che cercano di infiltrarsi nei salotti importanti di Washington, e gli altri membri benpensanti delle élite sempre pronte a dire la loro, tutte queste persone non hanno capito il senso di quello che sta succedendo e la sterilità dei loro ragionamenti. Le persone non stanno votando Trump (o Sanders). Le persone stanno finalmente votando per distruggere l’establishment».

Ma cosa sono le ideologie di destra e sinistra adesso? Sono al passo con i nostri tempi o sono modi di pensare decotti che fanno riferimento ad un mondo che non c’è più?

La destra fa riferimento a teorie macroeconomiche liberiste degli anni Cinquanta, cita ancora il bipolarismo Comunismo/Democrazia.

La sinistra difende una classe operaia e un modello industriale che non esistono più. Mi riesce difficile pensare che le aspirazioni dell’uomo del 2030 siano di stare a girare viti per otto ore al giorno in una fabbrica riaperta in America che prima era in Messico, anche se con quel salario potrebbe servire a pagare il mutuo che gli permetterebbe di comprare una casa.

Ma quali saranno i tempi futuri che vivremo? Quali saranno gli elementi di cui la classe politica si dovrà occupare? Che caratteristiche dovranno avere questi partiti?

Per rispondere alla prima domanda, esistono due scenari: uno ottimista, l’altro meno. In entrambi gli scenari la tecnologia (e la sua accelerazione) avrà un ruolo preponderante.

Lo scenario pessimista prevede che tutte le innovazioni tecnologiche creeranno un divario sociale ancora più ampio, l’indice di Gini peggiorerà e le innovazioni tecnologiche in campo biomedico e genetico saranno a disposizione di una élite che vivrà più a lungo. Sarà un mondo senza una classe media, un mondo insoddisfatto e insicuro, un mondo distopico alla Blade Runner, insomma.

Lo scenario ottimista è un mondo di free welfare, generato dalla facilità ed economicità con cui si potranno produrre cure innovative tramite stampa medica 3d, editing genetico low cost; energia a basso costo che risolverà le crisi geopolitiche mediorientali, salario minimo ed educazione online accessibile a tutti con costi tendenti allo zero. La transizione a questo modello sarà comunque inevitabilmente dolorosa.

Quali sono le sfide caratterizzanti i prossimi anni? Le risposte che darò saranno semplici e a volte dogmatiche (come un movimento disruptive dovrebbe fare).

  • Salario, Opportunità, Welfare ed Educazione. In un mondo ideale non distopico tutti dovrebbero avere un salario minimo, l’opportunità di migliorare la propria posizione sociale (se lo si desidera), il diritto ad un sistema sanitario di prima classe ed un percorso educativo gratuito di primo livello. Con una base simile di diritti si creano i presupposti affinché chiunque possa esprimere il suo potenziale (nel business, nell’arte, nella gestione della famiglia o in qualsiasi ambito ci si senta realizzati).
  • Energia e Global Warming: favorire energie pulite ed incentivare la riconversione dell’esistente con un approccio favorevole alle rinnovabili. Una volta completato questo percorso (o perlomeno, una volta arrivati ad una quota di riconversione ampia) i benefici a livello geopolitico ed ambientale saranno così grandi e profondi da cambiare i centri di potere mondiali. Non basterà un programma volto a ridurre le emissioni (siamo già ad un punto di non ritorno), ma anche un programma volto a proteggere città e paesi da eventi estremi.
  • Focus sul benessere del cittadino, ovvero cambio degli indicatori economici legati al suo benessere. È fondamentale andare oltre teorie economiche liberiste, liberali, di mercato, statali, di sinistra, di destra, keynesiane, Friedmaniane e pensare cosa saranno economia e finanza nel futuro. Il punto di partenza è andare oltre la logica consumista del PIL per andare verso altri indicatori di benessere.

Una volta sciolti i nodi di cui sopra, bisognerà affrontare i problemi legati alla globalizzazione, come l’accettazione di ciò che diverso (con particolare riferimento ai flussi migratori), si autorisolveranno anche grazie all’avvento di Intelligenze Artificiali forti, Industria 4.0 e produzione locale basata su stampa 3D.

Che caratteristiche dovranno avere questi nuovi movimenti politici? Gli elementi che intravedo sono pochi e semplici, i membri fondatori dovranno avere già sperimentato modelli simili, avere nel movimento innovatori illuminati, risorse finanziarie illimitate e una audience social di sostenitori importanti.

La Silicon Valley e il movimento tech globale non si sono ancora accorti del potenziale politico che hanno, e personaggi di spicco, pensatori di scenari futuri in cui le intelligenze Artificiali avranno un impatto socio-economico inimmaginabile ora sono impegnati a stracciarsi le vesti su Twitter o Facebook.

Salim Ismail, profeta del pensare esponenziale ha immaginato un futuro politico lineare e di continuità, tifando per Hillary così come tutti i CEO della Silicon Valley, così capaci di essere innovatori quando sono nella loro comfort zone tecnologica, hanno continuato a pensare “Inside the Box”.

È ora di uscire dalla logica bipolarista e iniziare a pensare ad un movimento politico esterno alle istanze della destra e della sinistra classica, che approfitti del vuoto spinto di contenuti delle destre globali, i cui punti di forza sono solo proposte focalizzate al distruggere e non al costruire.

Quando questi nodi repubblican-populisti (o di destra, se si pensa fuori dagli USA) verranno al pettine, sarà il momento in cui questo nuovo movimento digitale, transnazionale, connesso, innovativo, dotato di risorse finanziarie illimitate e di pensatori che sono l’élite globale in termini di idee e spirito di iniziativa, potrà iniziare a crescere secondo il paradigma esponenziale.

Abbiamo dieci anni davanti, e in dieci anni, secondo le logiche di crescita esponenziale così care al mondo Tech (che presuppongono un raddoppio di valore in dato periodo di tempo) possiamo immaginare che una base di un movimento politico possa iniziare con un 1% dei consensi al primo anno, per poi andare al 2% al secondo, 4% al terzo, 8% al quarto 16% al quinto, 32% al sesto.

L’obiettivo è iniziare piano, con numeri microscopici, per poi emergere ed essere il cigno nero positivo che definirà, con una visione illuminata e di lungo periodo, i trend di welfare, geopolitici, ecologici e macroeconomici dei prossimi cento anni con un mindset che sia allineato con quello che davvero succede nel mondo e con una velocità di reazione e adattamento agile e al passo con i tempi che viviamo.

Come è possibile che ciò possa realizzarsi? Dobbiamo credere nella profezia che si autoavvera, creare think tank che facciano germogliare il seme di una visione in cui le menti più brillanti del mondo tech possano influire a 360% sulla vita delle persone, traghettandole verso un mondo migliore, quel mondo loro hanno già creato e che già esiste per gli impiegati delle aziende digitali e fondi di investimento che questi imprenditori visionari dirigono.

Ecco qui un esempio da manuale di profezia che si autoavvera in cui NO in politichese vuol dire SI.

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