Se il costo dell’affitto diventa il costo della vita

Milano e i suoi paradossi

Milano è una città dinamica, in forte sviluppo economico, che offre molte occasioni. Ma, come molte altre metropoli in espansione, ha anche i suoi rovesci “dickensiani”, le sue contraddizioni, i suoi grandi paradossi con cui fare i conti. E al di là delle modalità soggettive con cui si approccia una città, il dato comune sembra essere che il più delle volte il vivere quotidiano sia diventato una questione di trade-off, una continua rincorsa alla sostenibilità minata da condizioni materiali insormontabili. Tra cui i costi dell’affitto di una casa.

1 dicembre 2018

Fra uno strimpellio e l’altro di chitarra, attraverso la sua voce quasi perennemente arrabbiata, si ascolta nella traccia Una guerra fredda di Vasco Brondi, in arte “Le luci della centrale elettrica”: «mi urli che il tuo cuore non è un bilocale da trecento euro al mese».

Una semplice canzone, certo, ma forse capace di intercettare un’epoca in cui tutto più di prima, soprattutto se sei nato negli anni zero, sembra avere un prezzo salato.

Ora, se il giovane cantautore ferrarese avesse composto ispirandosi a Milano più che alle atmosfere dei suoi luoghi, avrebbe dovuto quanto meno cambiare il costo del bilocale, alzando di molto il canone in questione e, al posto delle luci delle raffinerie di Ravenna, avrebbe potuto tratteggiare un affresco della Borletti di Via Costanza o dei tanti, troppi, progetti immobiliari mai terminati o viziati nella loro sostenibilità, rovescio di una città che se da una parte vive un dinamico sviluppo dall’altra deve fare i conti con i suoi paradossi.

Al Domusforum, lo scorso ottobre, con urbanisti e sociologi il sindaco Beppe Sala ha decretato l’urbanistica un tema cruciale per consacrare la città come best in class in Europa. In più, il sindaco ha aggiunto che «servono più case in affitto a prezzi più bassi, per andare incontro ai nuovi milanesi, che sono soprattutto giovani».

Tale questione è in effetti sotto gli occhi di tutti: i costi elevatissimi dei canoni di locazione sono un impedimento pesante per chi vive e lavora a Milano.

Stanze, monolocali e bilocali sono diventati proibitivi per i più, a maggior ragione se si tratta di un giovane alle prese con uno stage o un contratto di lavoro dalla formula precaria (altro falla, ancora aperta, che affligge tanto Milano quanto il resto del Paese).

Impostiamo il seguente filtro sul sito Idealista: valore massimo di locazione pari a 750 euro. E osserviamo i risultati: circa 570 immobili, a fronte degli oltre 3800 totali, cioè un misero 15%.

Dalla categoria di immobili del nostro filtro, il punto di concentrazione del valore si disperde attorno alla cifra di 700 euro. Ma, a tale cifra vanno ovviamente aggiunti altri costi, in media 100 euro di condominio più le spese delle utenze. E se si passa per un’agenzia immobiliare, c’è da aggiungere l’onorario di intermediazione, il deposito cauzionale, un trimestre anticipato di canone…

Nei corsi universitari di microeconomia, da manuale di ideologia (neoliberista) imperante, si impartisce che l’equo canone è il miglior modo di distruggere una città senza bombardarla, modificando appunto il comportamento dell’offerta di abitazioni in senso conservativo rispetto all’ammodernamento delle strutture.

Eppure, se torniamo al campione precedente, la “mano invisibile” del mercato non sembra affatto incentivare proprietari virtuosi o inclini a investire nel proprio immobile, anzi: gli immobili di cui prima risultano essere ai limiti della fatiscenza, con mobilia e piastrelle che cadono a pezzi.

Insomma, con una cifra inferiore ai 1000 euro, difficilmente si può trovare un immobile con una superficie calpestabile maggiore di 30 mq e in condizioni decenti. È quasi impossibile.

E dalle rilevazioni di Immobiliare.it, i prezzi degli affitti di Milano stanno aumentando ancora.

Nello scorso mese (ottobre 2018) per gli immobili residenziali in affitto sono stati richiesti in media 16,86 euro mensili a metro quadro, con un aumento del 3,53% rispetto all’ottobre del 2017 (16,29 euro mensili per mq).

Il reddito medio a Milano risulta essere di circa 30mila euro all’anno (dichiarazione 2017), a fronte di un prezzo medio per mq in affitto di 16,30 euro. Mentre Reggio Emilia, altra città italiana che si può definire fra le più virtuose a livello di sviluppo economico, ha un reddito medio di quasi 25 mila euro all’anno (ancora dichiarazione 2017) a fronte di 7,30 euro al mq.

Allora il compito di un buon analista di banca sarebbe quello di capire se in rapporto il premio di Milano sul costo dell’affitto potrebbe essere giustificabile rispetto allo sconto di Reggio Emilia sul reddito medio.

Com’è giusto che sia, ognuno modella la propria vita secondo le sue ambizioni e inclinazioni, gusti e attitudini, dalle scelte più grandi alla pura mondanità che ci porta a preferire uno Spritz al centro di Milano piuttosto che un bicchiere di Lambrusco a Reggio Emilia.

Tuttavia, e al di là delle tendenze individuali, il dato comune sembra essere che il più delle volte la vita è diventata una questione di trade-off, di una continua rincorsa alla felicità minata da condizioni materiali insormontabili. Quali, l’affitto di una casa.

Si legge tra post e commenti presenti nei gruppi Facebook deputati allo scambio di annunci e notizie sugli immobili in affitto: «ci riprovo per l’ennesima volta….il mio budget è di 400 euro, vi prego non scrivermi se avete posti in doppia, camere che superano il mio budget di troppo o se volete offrirmi un posto nel vostro letto (perché vi assicuro che è il peggior metodo di abbordaggio possibile)».

O ancora: «prima dell’avventura di Milano pensavo che trovare casa era solo una piccola sfumatura da aggiustare in un grande e bellissimo quadro. Un mese dopo posso dire che quel quadro è diventato una natura morta, con al centro me come protagonista e delle mura che mi vengono negate».

Ecco dunque il rovescio di una città divenuta modello per il suo dinamismo e le occasioni che offre.

Un’altra faccia della medaglia da cui dovrebbe scaturire un appello al sindaco e alla politica tutta, per interrogarsi sui paradossi di Milano e cominciare, tra i tanti campi d’intervento necessario, da un piano urbanistico coraggioso che restituisca alla città orizzonti sostenibili per tutti e la sottragga da questi rovesci dickensiani alla A tale of two Cities.

Ti può interessare anche:
Filter by
Post Page
Recensioni
Sort by

Dark, un viaggio
nel tempo

2017-12-16 10:17:02
stella

8

Mps: non aprite
quella porta

2016-12-10 11:27:08
stella

8

Mps. Italia, Repubblica delle crisi

2016-12-05 10:37:27
stella

8

I Diavoli

I Diavoli della nostra epoca dominano le variabili. Prevedono il futuro. Se è necessario lo determinano per influenzare il corso degli eventi. Non credono al caso o alla fortuna. Figure enigmatiche e ambivalenti – I Diavoli – tra inganno e prodigio, perseguono un ordine molto spesso volto al loro esclusivo interesse. In questi anni si sono mossi – decisi e sfuggenti – davanti ai grandi eventi della nostra epoca. Dalle pagine di questo sito proveremo a raccontare fatti e raccogliere testimonianze di uomini capaci di intercettare queste verità e forzare dunque la scatola dei segreti del potere finanziario, per mostrarne a tutti il contenuto.

Simple Share Buttons