Mailbox: la recensione

Tra salamandre e narvali, perché siamo ‘finiti’ nel mondo infinito

"Ci sono regole che non servono più, perché le magnifiche sorti e progressive le soffrono. E allora niente regolamentazione: ci si butta (via) senza esitazioni. Non c’è più il futuro e quindi non ci sono più investimenti, perché prima si correva e correva e ora si arranca per sopravvivere".

3 maggio 2017

Questo post è apparso il 29 aprile 2017 sul blog Ciwati

Ci sono processi nell’evoluzione che si rivelano «trappole», come quella volta in cui per salvare le salamandre dall’estinzione si creò un habitat perfetto per loro, ma anche per i loro predatori.

Ci sono momenti in cui il mondo grande e terribile ti si chiude intorno, come accade ai narvali che, tra gli infiniti ghiacci del Polo, emergono per respirare da un piccolo buco, a turno, e non sempre trovano una via di fuga dall’impasse. E spesso ne rimangono prigionieri.

Ci sono molti cinesi in questa storia. Ci sono parecchi soldi e troppi debiti. Ci sono certezze che si sgretolano e piani che prima inclinano e poi precipitano. C’è il non capire e il non programmare. C’è il rendersi conto tutto d’un tratto.

Ci sono regole che non servono più, perché le magnifiche sorti e progressive le soffrono. E allora niente regolamentazione: ci si butta (via) senza esitazioni. Non c’è più il futuro e quindi non ci sono più investimenti, perché prima si correva e correva e ora si arranca per sopravvivere.

libro_brera

Un uomo di impresa e uno della finanza, agli antipodi di ciò che è successo negli ultimi anni, quelli della «globalizzazione». Che si alternano nella scrittura e nel racconto e che però convergono nell’analisi, nella preoccupazione e nell’accennare alla possibilità di uscirne.

Che descrivono con alti giri di parole e però con la concretezza di esempi che conoscono molto bene (per averli vissuti direttamente) ciò che è accaduto dalla fine dei Novanta a oggi. A loro, ai loro mondi e al mondo intero.

C’è Prato e Londra, c’è una indimenticabile festa dei Clinton (Bono canta cupo, però), c’è anche il Parlamento italiano come un intruso in questa storia, c’è la Germania, c’è anche Trump, c’è un titolo di Jim Morrison, c’è la Grecia e ci sono i maglioncini da due soldi, ci sono salamandre, appunto, e anche Draghi. E Monti, sullo sfondo. C’è Candido e c’è il buio. E c’è una generazione che queste cose le ha vissute, prima subendole, ora finalmente cercando di interpretarle. Sapendo che è già troppo tardi.

Guido Brera e Edoardo Nesi, Tutto è in frantumi e danza, La nave di Teseo, 2017.

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