L'occhio del raider

Borsa compra tutto

Saper aspettare – fermi, immobili – per cogliere l’attimo giusto, l’occasione propizia. Sulla street dei mercati finanziari, questa è la prima regola. Parola di Bruno Livraghi, il raider e corsaro dei mercati che aveva previsto l'exploit in Borsa, la corsa dei listini, il rally delle banche

7 dicembre 2016

«Saper aspettare – fermi, immobili – per cogliere l’attimo giusto, l’occasione propizia. Sulla street dei mercati finanziari, questa è la prima regola. Saper aspettare… »
Da Italia, Repubblica delle crisi – Il Tredicesimo piano

6 dicembre 2016, l’exploit di Piazza Affari

La Borsa di Milano vola, i mercati affrontano il dopo-referendum italiano con fiducia. Piazza Affari chiude la giornata in positivo con un + 4,15%.

Era dai tempi della Brexit, ovvero dal referendum del 23 giugno che ha sigillato con la volontà popolare il divorzio di Londra da Bruxelles, che non si raggiungevano simili livelli. I listini oggi corrono al rialzo.

Un giorno prima

Se in tanti vedono la tempesta approssimarsi al centro del Mediterraneo, io presagisco bonaccia. O la quiete dopo il diluvio. Questo referendum è un elemento di stabilizzazione.

E quindi, dopo aver aspettato, ora mi muovo rapido e comincio a comprare.

(Bruno Livraghi, 5 dicembre 2016)

6 dicembre 2016, il rally delle banche (e non solo)

Unicredit segna un rialzo del 12,8%, Mediobanca del 9,9%, Ubi del 9,7%, Intesa Sanpaolo registra un + 8,2%.

Stesso giorno, stesse performance anche le big del comparto energetico viaggiano spedite: Italgas guadagna +5,97, Enel + 4,97, Terna +4,76.

24 ore prima

E quindi, dopo aver aspettato, ora mi muovo rapido e comincio a comprare. È un “buy assoluto”, come diciamo sulla street.

Compro importanti pacchetti azionari italiani e posizioni strategiche in assicurazioni, compro i bond subordinati di Unicredit e tutti i business regolati: distribuzione acqua, gas, energia…

(Bruno Livraghi, 5 dicembre 2016)

6-7 dicembre 2016

È martedì, Mps è sorvegliata speciale in Borsa. Fatica al mattino, poi chiude con un balzo in avanti dell’1,2 %.

Anche il giorno dopo stenta a partire, ma poi imbocca la strada giusta a + 10% già alle 10 del mattino.

Qualche settimana prima

La partita su Monte Paschi è stata data per chiusa troppo presto. E poi verrà il turno di Unicredit con un aumento di capitale quantificato intorno ai 13 miliardi di euro.

Del resto, di recente avevo messo in guardia contro il rischio di un take over sul risparmio italiano. In quei giorni si profilava un passaggio di consegne – in alcuni grandi gruppi bancari e assicurativi del Paese – dai vecchi soci a nuovi soggetti pronti ad approfittare di un inasprimento dei parametri di controllo della Vigilanza europea. Le grandi manovre erano in atto da tempo.

(Bruno Livraghi, 18 novembre 2016, da Italia: tempesta perfetta)

I giorni della Bce e l’effetto di Francoforte sui mercati

Siamo a ridosso dell’8 dicembre. Solo allora saranno chiari i termini del Quantitative easing, solo domani sapremo quali saranno le mosse della Banca centrale europea. Si riunirà il Consiglio direttivo della Bce.

Eppure l’influsso benefico di Francoforte sembra essere già arrivato su Piazza Affari. Tra 24 ore sapremo se il programma di Qe sarà esteso (molto probabile) e, soprattutto, quali saranno le modalità.

 Due giorni prima 

Nel frattempo io comincio a comprare, anche perché già da stamattina la Bce sta comprando di tutto.

La sento, la avverto: sta comprando bond, ma non solo, stavolta compra pure equity. E io mi metto in scia.  E compro.

Lo chiamo normalitazion trade… accade tutte le volte che la paura serpeggia sui mercati.

(Bruno Livraghi, 5 dicembre 2016)

Io, Bruno Livraghi, il raider della street, il corsaro dei mercati che ha saputo aspettare.
Da Italia, Repubblica delle crisi – Il Tredicesimo piano

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