Il Tredicesimo Piano

Gli spiriti di Friedman – PT. 2

22 luglio 2016

Al confine tra realtà e finzione, in un riservatissimo scambio tra due enigmatici interlocutori prende forma un possibile retroscena del flash crash che alle 14.42 del 6 maggio 2010 fece tremare Wall Street precipitando i mercati nel panico.

Re:Re: gli Spriti di Friedman
Da: N3xuZ
A: D.M.
Data: 26/6/16 ore 11:11

Che strana domanda! È tutto molto strano: non sei il Signore degli Anelli, Colui che tutto vede e non può esser visto? Gli spiriti generano paura… Cosa vuoi dire?
Escludo, conoscendoti, che tu intenda che le macchine facciano paura. È ovvio che le macchine siano parte di noi, oggi. Ci fidiamo di loro, irrorano il sistema nervoso centrale della nostra società. Hanno dimostrato di poter migliorare la nostra vita. Il tuo stesso fondo d’investimento è guidato per lo più da macchine e algoritmi. E con un certo successo direi. L’umanità, così com’è oggi, si fonda su un atto di fiducia nei confronti delle macchine. Certo, questo non significa che non possano sbagliare, essere “pericolose”, come qualsiasi altro strumento. Quindi dobbiamo stare attenti alle conseguenze di questi errori, migliorare la conoscenza di certi effetti ed evitarli in fase di progettazione e controllo.

Re:Re: gli Spriti di Friedman
Da: D.M.
A: N3xuZ
Data: 26/6/16 ore 11:59

Sveglia. Dimmi qualcosa che non so.

Re:Re: gli Spriti di Friedman
Da: N3xuZ
A: D.M.
Data: 26/6/16 ore 13:02

Inizi a insospettirmi. Allora c’è davvero qualcosa che non sai. Qualcosa di grosso. Devi parlare tu questa volta. Se vuoi il mio aiuto, e non capisco ancora quale, devi uscire allo scoperto. Parlami. Dammi informazioni. Cos’hai in mente? Cosa stai cercando?

Re:Re: gli Spriti di Friedman
Da: D.M.
A: N3xuZ
Data: 26/6/16 ore 14:57

La fabbrica della paura. E voglio comprarla.

Re:Re: gli Spriti di Friedman
Da: N3xuZ
A: D.M.
Data: 26/6/16 ore 15:09

Sei tu che mi spaventi, adesso. Ho letto bene? Vuoi fabbricare e vendere paura?

Re:Re: gli Spriti di Friedman
Da: D.M.
A: N3xuZ
Data: 26/6/16 ore 15:47

Emozioni, sentimenti, pensieri. Sono beni di consumo. Possiamo progettarli, produrli, venderli. Forse possiamo anche incapsularli in un algoritmo. Siamo davvero vicini a questo punto. Ingegnerizzare l’essere umano senza doverlo fabbricare, semplicemente manipolando e controllando le parti principali della sua “anima”. La paura è un’emozione potente e primitiva. E più è potente, più fornisce controllo. Più è potente, più risulta facile venderla e comprarla.

Re:Re: gli Spriti di Friedman
Da: N3xuZ
A: D.M.
Data: 26/6/16 ore 16:01

Mah, sembri uno di quei complottisti che tanto disprezzi. Fanta-finanza! Mi sai che stai invecchiando. Attribuisci alla tecnologia poteri che non ha, come fanno molti vecchi. Su, dimmi cosa intendi davvero. Controllare e manipolare la paura di una sola persona: ok, forse riusciamo a farlo. Ma gruppi di persone? O intere masse? C’è una bella differenza. Facciamo i seri. E poi le macchine non capiscono la paura. Non la sentono. Come fanno a generarla, a manipolarla?

Re:Re: gli Spriti di Friedman
Da: D.M.
A: N3xuZ
Data: 26/6/16 ore 16:23

Non sto scherzando e non ho tempo da perdere. Questa volta ti cedo un pedone. Vai a riguardarti i dati del flash crash del 6 maggio 2010. Mi sembra esserci un’anomalia. È qui che mi serve il tuo aiuto.

Re:Re: gli Spriti di Friedman
Da: N3xuZ
A: D.M.
Data: 26/6/16 ore 17:11

Ok. Scusa, DM—Deus ex Machina :-) Ti scrivo appena ho visto la cosa…

Re:Re: gli Spriti di Friedman
Da: N3xuZ
A: D.M.
Data: 26/6/16 ore 23:54

Li vedevo, ma non ci credevo. Quando ho sovrapposto i grafici, i due insiemi di dati, sono rimasto a fissare il monitor per decine di minuti. Continuavo a ripetermi il vecchio detto: “Correlazione non implica causazione”. E più lo ripetevo, più mi convincevo del contrario. Non può essere una semplice correlazione. È stato come fare un viaggio nel cuore meccanico del mondo finanziario.

Il giorno del flash crash, 6 maggio 2010, il mercato è in forte tensione. Sta perdendo, è già sotto di 300 punti dall’apertura. Sono le 14:42 e il mercato cede alla paura, va giù ancora ed entra a velocità della luce nel panico. 700 punti in poco più di 5 minuti. 750 miliardi di euro che scompaiono. Fino alla pausa di cinque secondi, lo stop automatico imposto a tutte le contrattazioni. Non si sa cosa l’ha scatenato. Ma tu forse hai un sospetto. E infatti alle 14:42:46 si presenta Lei. L’Anomalia. Compare sulla borsa di New York (il NYSE) sotto forma di ritardo: i prezzi delle sue quotazioni arrivano dopo rispetto a quelli degli altri mercati. In alcuni casi il ritardo arriva a superare i venti secondi. Alle 14:42 si è impossessata di 100 titoli. Due minuti dopo i titoli sono 250 e rappresentano una vasta gamma di settori. Come un virus, si diffonde su tutto il sistema. Il mercato cade, ma il NYSE cade più lentamente. Tutte le quotazioni sono leggermente superiori a quelle degli altri mercati, ma vengono riportate dal sistema come aggiornate. A quel punto gli Spiriti entrano in gioco. Alcune macchine rivelano un difetto nel flusso dei dati ed escono dal mercato per paura. Altre vedono che il prezzo d’offerta dei titoli al NYSE è al di sopra del prezzo in altri mercati, e tentano di trarre profitto da questa differenza: inviano ordini di acquisto sugli altri mercati e ordini di vendita sul NYSE, freneticamente. Vendo a 12, compro a 10 e intasco 2. Senza rischi. Tutti i titoli del NYSE attaccati dall’Anomalia sono quindi sotto il peso della pressione di vendita. Il flusso di ordini di vendita è così massiccio che i server non riescono a processare tutti gli ordini. Questi vengono, come da istruzioni, messi in coda. Ma poiché il tempo riportato della quotazione dopo l’uscita dalla coda non è quello originario, ma appunto quello dell’uscita dalla coda del server, il ritardo non è rilevabile dai sistemi che elaborano quelle quotazioni. Tuttavia, quando questi ordini di vendita arrivano al NYSE, il prezzo di offerta reale è inferiore: le nuove quotazioni, più basse, sono ancora in attesa di uscire dalla coda. Quindi i prezzi continuano a calare e le macchine continuano a scommettere sulla caduta: vendono, vendono, fino a quando non si trova più neanche un compratore. Tutti vogliono uscire dal mercato. La liquidità è nulla. Il panico domina. Un panico lucido. Qualcosa che gli esseri umani non hanno ancora sperimentato. Il panico delle macchine. La tensione viene trasformata in timore. Il timore in paura. La paura in panico. Un intero mercato inizia a calare. Il calo diventa perdita. La perdita precipita in un crash.

“Correlazione non implica causazione”, mi ripetevo.

Poi ho fatto un ultimo controllo sui dati. Sono andato a vedere quando è finito il crash. Indovina? Proprio quando è finita l’Anomalia.

Forse è successo per caso. Senza intenzione. Un errore di sistema. Semplicemente si sono verificati e allineati fattori rari, e come in tutti i sistemi complessi si producono dinamiche difficili da prevedere. Forse è solo un caso che all’Anomalia segue il flash crash. Una semplice correlazione. Ma potrebbe essere anche il contrario: l’Anomalia è causa del flash crash.

Re:Re: gli Spriti di Friedman
Da: D.M.
A: N3xuZ
Data: 27/6/16 ore 00:54

Uovo o gallina, prima o dopo, per caso o no. Il punto non è questo. Il punto è: possiamo generare questa Anomalia e i suoi effetti? Forse era un esperimento. Qualcuno o qualcosa ha spinto il sistema verso quello stato e l’ha fatto crollare. Sì, un errore di sistema, ma forzato.

Re:Re: gli Spriti di Friedman
Da: N3xuZ
A: D.M.
Data: 27/6/16 ore 01:01

Generare l’Anomalia?

Re:Re: gli Spriti di Friedman
Da: D.M.
A: N3xuZ
Data: 27/6/16 ore 01:09

Rispondi e basta.

Re:Re: gli Spriti di Friedman
Da: N3xuZ
A: D.M.
Data: 27/6/16 ore 01:21

Ok. A dopo.

Re:Re: gli Spriti di Friedman
Da: N3xuZ
A: D.M.
Data: 27/6/16 ore 21:54

Parto dall’ultima domanda che mi sono fatto: cosa vendiamo e compriamo sui mercati finanziari? Prezzi. Numeri stampati su un monitor. Se ci pensi bene, tutto ciò che vogliamo e dobbiamo sapere è il prezzo. E questo ci porta alla questione centrale di tutta la vicenda: come viene formato un prezzo? Incontrando domanda e offerta, mi dirai. Paragrafo 1, Lezione 0 del primo corso di Economia. Ok, vero. Ma in un senso più tecnico, un prezzo, una quotazione, è un processo meccanico. È un’informazione, e come tale viene costruita e poi diffusa al pubblico attraverso una serie di passaggi. Il sistema che raccoglie tutti questi dati è il CQS (Consolidated Quotation System), nel quale confluiscono ordini provenienti da diversi mercati, come il NYSE appunto. A sua volta, in ognuno di questi mercati, confluiscono i dati di altri mercati. Affluenti di affluenti di un grande fiume di dati. Al NYSE sono elencati i titoli di nove diversi mercati. Ogni mercato sottopone il proprio prezzo per l’acquisto o la vendita di ogni azione che intende negoziare. Il prezzo d’acquisto più alto diventa la migliore domanda nazionale, e il prezzo di vendita più basso diventa la migliore offerta nazionale. I vari mercati competono tra loro, anche ferocemente, per diventare la migliore offerta o domanda nazionale perché è a solo quel punto che gli ordini saranno inviati per essere eseguiti. È infatti sulla base di questi valori che gli operatori agiranno sui mercati, in quanto devono attenersi per legge al valore più alto della domanda e a quello più basso per l’offerta forniti dal CQS.

Ora, come viene formato un prezzo al NYSE? I dati dagli altri mercati affluiscono al NYSE, che non li diffonde subito: li mette in coda dietro altre quotazioni, li processa e solo allora li rende pubblici.

Le quotazioni non vengono diffuse nel momento in cui sono generate, ma solo dopo aver passato le code di altre quotazioni nei vari server. Dunque, quando la pubblicazione di una quotazione viene ritardata, operare diventa molto difficile perché i prezzi migliori sono ormai superati e non si può intervenire su di essi con confidenza. Fin qui tutto normale, mi dirai. Non è la prima volta che si verificano ritardi del genere, né l’ultima. Vero. È un errore del sistema, ogni tanto si può verificare. Vero. E poi, venti secondi, cosa vuoi che siano. Vero anche questo.

Ho quasi finito con la parte tecnica, qui la cosa si fa interessante. Ovviamente tutto questo non è un problema se tutti gli operatori guardano gli stessi dati. Ma esistono sistemi alternativi per accedere e diffondere i dati, come l’Openbook del NYSE. Questo è un servizio premium, riservato. Pagando, accedi ai dati “diversi”, che non hanno questi ritardi, perché i prezzi sono riportati in modo diverso: non vengono messi in coda, processati e poi diffusi, ma sono riportati non appena vengono generati. I sottoscrittori di questo servizio sono pochissimi, lo 0,1% del mercato. Il 99,9 % usa l’altro canale. Domanda: questo non violerebbe il principio che il mercato dovrebbe diffondere gli stessi dati a tutti i partecipanti nello stesso momento? Passo oltre.

Il punto è che chi guarda i dati sui due sistemi vedrebbe che c’è un’anomalia, un ritardo. E se ha programmato i propri computer per gestire questa situazione, può sfruttare questa situazione. Anche un ritardo di qualche secondo in questi caso è un’eternità. Capito? Questo significa che qualcuno sa che quest’anomalia può presentarsi e può essere sfruttata. E ora arriviamo alla tua domanda. Possiamo generare l’Anomalia?

Un sistema che diffonde quotazioni è una risorsa finita. E come tale va trattata. Nel bene e nel male. Qui ti interessa il male.

Ripassiamo lo scenario: un mercato è teso, e oscilla. L’indice va su e giù. Una notizia destabilizzante arriva e inizia a serpeggiare la paura. Anche tu sai bene che non è poi così difficile farlo, o sbaglio? Il mercato comincia a perdere. Non appena la perdita si consolida, le macchine iniziano a fare quote stuffing. Cos’è? Immagina una notte d’estate. Sei sdraiato sulla sabbia e inizi a contare le stelle. All’improvviso il cielo viene solcato da stelle cadenti. Una, due, dieci. Dozzine di stelle. Le stelle cadenti non sono stelle, ma appaiono tali per un momento: si accendono e spengono velocemente nel cielo. Contare le stelle reali diventa molto più complicato. Se le stelle cadenti sono sciami, diventa quasi impossibile. Quindi: o smetti di contare le stelle, o finirai per dare numeri piuttosto sballati.

Ci sei? Immagina computer che immettono e cancellano ordini alla velocità della luce. Qualcosa come 5.000 ordini al secondo. Si accendono e spengono sullo schermo per un breve istante. Ordini con offerte lontane dai valori delle quotazioni reali e quindi destinati a non essere eseguiti. Ma questi ordini, le stelle cadenti, vengono comunque presi in carico dal sistema di quotazione, che li mette in coda per processarli. Immagina che lo sciame continui a ritmo incessante, per un tempo prolungato, fino a quando il sistema di elaborazione dei dati non riesce a processare tutti i dati: inizia a rallentare, va in stallo. Sempre di più. Il cielo è pieno di stelle cadenti, è così luminoso che diventa difficile vedere le stelle reali. Distinguere gli ordini genuini da quelli artificiosi diventa quasi impossibile. L’effetto finale: le quotazioni che escono dal sistema sono quelle che hanno subito il rallentamento, ma nel momento in cui escono sembrano reali e aggiornate. Accanto a loro compare come tempo di esecuzione quello attuale. In altre parole il sistema mostra dati vecchi. Vediamo il passato.

Voilà: abbiamo creato una distorsione temporale. Una specie di virus attacca il principale sistema di diffusione dei dati delle quotazioni delle azioni. Si diffonde, lo rallenta e crea di fatto due linee temporali degli stessi dati. Ti ricordi il film Ritorno al Futuro II? Può anche essere che non sai di cosa parlo… C’è una scena ambientata nel presente, il 1985, in cui un vecchio di nome Biff piomba nel passato, nel 1955, e consegna l’almanacco sportivo con i risultati sportivi tra il 1950 e il 2000 al sé stesso più giovane. Il Biff ragazzo lo legge, scopre che è vero, comincia a puntare. Bene, qui è come nel film. Il 99,9% per cento del mercato vive nel presente, lo 0.01% è appena ritornato dal futuro, e ha con sé l’almanacco sportivo. Abbiamo creato un’anomalia nella percezione del tempo. E possiamo metterla a profitto.

Ultima cosa. Ho fatto una prima verifica: il 6 maggio 2010 erano in ritardo anche altri sistemi di raccolta e diffusione di dati dei mercati.

Re:Re: gli Spriti di Friedman
Da: D.M.
A: N3xuZ
Data: 27/6/16 ore 22:02

Bene. Molto bene. Ti chiamo tra poco sul cellulare criptato. E conosco il film.

[to be continued….]

Leggi anche: Gli spiriti di Friedman – PT 1
Non avevo capito la tua domanda. Anzi, confesso che non avevo proprio dato credito alle tue affermazioni e alla domanda: gli Spiriti esistono?

Ti può interessare anche:
Filter by
Post Page
Sort by

Gli Spiriti di Friedman pt. 7

2016-12-21 10:15:59
stella

18

Gli Spiriti di Friedman pt. 6

2016-11-17 08:01:46
stella

18

Gli Spiriti di Friedman pt. 5

2016-10-14 11:20:51
stella

18

N3xuZ

N3xuZ è qualcuno o qualcosa, qualcuno/qualcosa.
N3xuZ è nexus, una connessione.
N3xuZ è next, alla ricerca di ciò che viene dopo.
N3xuZ è 3, matematico.
N3xuZ è Z, la fine.
Simple Share Buttons