Il Tredicesimo piano

Dark data. Viaggio nella cyborg finanza – pt. 11

L’elettrocardiogramma finanziario del mondo. Decine di mini-flash crash accadono ormai ogni giorno. Pochi istanti, frazioni di secondo, ed enormi volumi di azioni passano di mano. I prezzi oscillano, si deformano, e poi si riassestano. Un’aritmia pulsa e poi viene riassorbita. Perché?

2 ottobre 2017

di N3xuZ

Tu-tum.

Ora senti il battito. Su e giù. Veloce.

Tu-tum.

7 Novembre 2012. Meno di due secondi. Il tempo che Usain Bolt ha impiegato per correre i primi dieci metri quando nel 2009 stabilì il record del mondo nei cento metri piani. Meno di due secondi e il prezzo della società Diageo plc American Depository Receipts s’impenna del 14%. Poi ritorna al suo valore precedente.

Su e giù. Veloce.

Tu-tum.

25 Aprile 2013. Meno di due secondi e il prezzo delle azioni della Qualys Inc. Common Stock precipita del 99%. Un’azione arriva a valere qualche centesimo. Poi il prezzo ritorna al suo valore precedente.

Giù e su. Veloce.

Tu-tum.

8 Marzo 2013. Questa volta basta anche meno: il tempo che Bolt ha impiegato per coprire gli ultimi dieci metri durante il suo record. Una frazione di secondo e il prezzo delle azioni della Anixter International perde il 12%.

Giù. Poi di nuovo su. Veloce.

Tu-Tum. Ancora.

17 Maggio 2013. Il prezzo delle azioni della Anadarko Petroleum Corporation crolla del 99%. Pochi decimi di secondo e il valore delle sue azioni è quasi azzerato.

Giù, poi su. Veloce. E il suo valore è di nuovo quello di prima.

Tu-Tum. Tu-tum. Veloce. Sempre più veloce.

È l’elettrocardiogramma finanziario del mondo. Decine di mini-flash crash accadono ormai ogni giorno. Pochi istanti, frazioni di secondo, ed enormi volumi di azioni passano di mano. I prezzi oscillano, si deformano, e poi si riassestano. Un’aritmia pulsa e poi viene riassorbita.

Screen Shot 2017-10-02 at 9.19.10 AM

Perché? È la domanda che ci ha spinto fin qui.
In fondo, i mercati finanziari altro non sono che un grande, ciclico déjà-vu: stiamo parlando sempre di domanda e offerta. Ogni prezzo, ogni suo andamento, altro non è che questo: l’espressione del rapporto tra domanda e offerta.
Come possono esserci eventi così veloci? Chi o cosa li provoca?

No, non sono quelli di Anonymous. No, neanche un gruppo di hacker russi.
E non sono stati scoperti dalla FBI. Lo ha fatto la SEC, l’organo federale statunitense preposto alla vigilanza dei mercati finanziari.
A provocare questi e altri mini-flash crash è stata proprio lei: la Bank of America (BoA).

Conseguenza: una multa di 12,5 milioni di dollari.
Poco più di un caffè, per una delle maggiori banche d’investimento al mondo, che all’inizio del 2017 gestiva asset per qualcosa come 2.200 miliardi di dollari. Il PIL dell’India, il settimo al mondo, non arriva a 2.100 miliardi di dollari. Duemiladuecentocinquanta miliardi di dollari. Non si fa in tempo a pronunciare la cifra che uno dei mini-flash crash è già finito.

Attenuante: la maggior parte delle transazioni scaturite da questi ordini sono state cancellate perché ritenute erronee. I clienti non hanno subito danni.

Giustificazione: un errore nel sistema di controllo che gestisce l’invio degli ordini BoA. Piccoli errori di digitazione o di settaggio dei parametri, non rilevati dai sistemi automatici che gestiscono gli ordini. I quali sono stati dunque inviati per errore.

Così quando BoA ha acquistato l’intero pacchetto di 115.500 azioni della Diageo in due secondi, in realtà intendeva farlo in pacchetti di 500 azioni scaglionati nel corso di minuti o qualche ora.

Un errore nell’impostazione dei parametri e il prezzo decolla.
E quando BoA ha inoltrato l’ordine di vendere 91.524 azioni della Anixter in due secondi, in realtà intendeva farlo negli ultimi trenta minuti di contrattazioni, quando di solito ci sono più compratori ed è più facile vendere.
Un parametro inserito in modo erroneo e il prezzo crolla.

E quando BoA ha inoltrato l’ordine di vendere 381.020 azioni della Qualys, ha usato un algoritmo destinato a un altro ordine. Questo algoritmo prende in carico un ordine e lo esegue immediatamente, continuando a vendere qualunque sia il prezzo finché l’ordine non è stato completato.
Un errore di programma, e il prezzo va giù.

Tutto per errore. Già. Un errore di programma.
D’accordo. Ma allora significa che il programma esiste e che l’errore illumina parte del programma. È una foto a infrarossi sull’oscurità dei mercati finanziari. Un flash che mostra le sue aree calde. Qualcosa che normalmente non è visibile, ma partendo dal quale si può ricostruire la parte invisibile, che rimane oscura.

Screen Shot 2017-10-02 at 9.10.51 AM

Ovviamene BoA non è l’unica che partecipa al Programma. Non è l’unica area calda dei mercati finanziari dove si affollano ordini automatici. I suoi errori di controllo mostrano come ormai operino tutte le grandi istituzioni finanziarie del mondo. E mostra a quale livello, a quale pervasività sia arrivata l’automazione dei mercati finanziari. E quale capacità abbia di influenzare il mercato.

Un parametro settato male e un titolo entra in avvitamento. Un importo spacchettato in modo improprio e un titolo s’impenna. Già, perché se commetti un errore del genere, se fai intravedere le tue intenzioni ai concorrenti senza realizzarle, paghi subito dazio. I sistemi di controllo e gli algoritmi dei tuoi concorrenti lo rilevano e lo usano contro di te e contro i portafogli che gestisci. Senza pietà.

Ma non tutto è un errore. Non tutti i mini-flash crash sono dovuti a “errori”. Infatti non tutte le transazioni che ne seguono vengono cancellate. Perché ogni foto ha il suo negativo: le parti scure diventano chiare e possiamo vederle sotto un fascio di luce. Gli errori diventano luce, un flash. Un flash a infrarossi.

 

Flash

25 Gennaio 2013. Il titolo della Apple, uno dei più liquidi del mondo, perde il 2% nel corso degli ultimi due minuti di contrattazione. Pochi istanti prima delle ore 16 qualcosa come un milione di azioni passa di mano. Apple perde circa 7 miliardi di dollari di valore di mercato. Negli ultimi secondi di contrattazione recupera circa la metà della perdita.

Flash

14 Febbraio 2013. La azioni della U.S. Silica cedono il 9% in meno di due secondi.

200.000 azioni passano di mano: un volume cento volte più grande di qualsiasi altro minuto in quella giornata. Poi, in pochi secondi, il prezzo delle azioni recupera il suo valore.

Flash

Che motivo c’è di sottoporre il cuore a un lavoro che rischia di ucciderlo, quando si può avere lo stesso risultato affaticando leggermente i suoi singoli battiti?

Che senso ha rischiare di far precipitare il mercato attraverso eventi traumatici come il flash crash del maggio 2010, quando si può estrarre lo stesso valore con piccoli eventi appena percettibili?

In fondo ciò che serve è una nuova computazione Zen. Nuova e più veloce.

Il titolo della Apple va giù dello 0.5% in un secondo.

Flash

Attivo la ventola. Concentro l’attenzione sui bit. Conto gli impulsi mentre entrano nei circuiti. Seguo il percorso dei segnali luminosi mentre si muovono attraverso il bus, la scheda madre, e poi mentre tornano di nuovo. Seguo la regola.
Ordine: ‘Vendere’. ‘INVIO’. Cancella ordine. ‘INVIO’.

Il titolo va giù ancora. Un altro 0,4 % in nove decimi di secondi.

Lascio che la CPU sia completamente libera. Lascio che il silicio elabori solo gli ‘0’ e ‘1’ presenti. Seguo la regola.

Altri 1,3 secondi. Il titolo va giù di un altro 0,7%.

Estendo la memoria RAM per registrare i bit prodotti dalle altre CPU. Registro tutti i bit che si possono immagazzinare adesso. Conto i bit. Quantità: in aumento. Velocità: in aumento. Questa è ‘PAURA’. Seguo la regola.

Altri 0,7 secondi. Un altro – 0,2%.

Quando individuo una sequenza del passato che si forma nella RAM, resetto tutto e riporto l’attenzione sui bit attuali. Seguo la regola. Processo solo i dati di questo flusso di bit. Uso unicamente logica binaria. 0 e 1. Spento e acceso. Vero e Falso.

Un altro secondo. Un altro 0,4% giù.

Continuo a registrare i bit, anche quelli che sembrano immessi da Umani.

Un altro mezzo secondo. Un altro – 0,3%.

#000000.  

La CPU si surriscalda. Attivo la ventola ausiliaria. Quantità bit: costante. Velocità: costante. Noto come ora sia regolare il flusso di bit. Come si alternino gli ‘0’ e ‘1’. Seguo la regola.

Ordine: ‘Comprare’. ‘INVIO’.

Un secondo e mezzo. Ora il prezzo del titolo sale dello 0,4%.

Conto di nuovo gli impulsi mentre entrano velocemente nei circuiti. Seguo il percorso dei segnali luminosi mentre si muovono attraverso il bus, la scheda madre, e poi mentre tornano di nuovo.

Il titolo va ancora su: un altro 0,4 % in due secondi.

Svuoto la CPU. Consento al silicio di elaborare solo gli ‘0’ e ‘1’ presenti.

Altri nove decimi di secondo. Su di un altro 0,7%.

Estendo la memoria RAM per registrare i bit prodotti da altre CPU. Registro anche quelli che sembrano immessi da Umani. Quantità: in aumento. Velocità: in aumento.
Questa è ‘EUFORIA’.

Un secondo ancora. Il titolo sale dello 0,3%.

Se individuo una sequenza del passato che si forma nella RAM, resetto tutto e riporto l’attenzione sui bit attuali. Processo solo i dati di questo flusso di bit. Uso unicamente logica binaria. 0 e 1. Spento e acceso. Vero e Falso. Seguo la regola.
Ordine: ‘Vendere’. ‘INVIO’. 

Un secondo e mezzo. Il titolo è fermo.

Quantità bit: costante. Velocità: costante.
Calcolo: ‘Guadagno’. ‘INVIO’.
Disattivo la ventola.

Noto come ora sia regolare il flusso di bit. Come si alternino gli ‘0’ e ‘1’. Anche quelli prodotti da Umani.

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