Il Progetto

«La beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto è stata convincere il mondo che lui non esiste.»

Valute, titoli di stato, obbligazioni, debiti. Strette monetarie e guerre commerciali, crisi e austerità, algoritmi e dark pool… Sono tante le tessere che compongono il mosaico sfuggente dell’“alta finanza”, la sfera separata in cui risiede il vero potere all’alba del XXI Secolo. In questo spazio invisibile, agli sguardi dei più, agiscono detentori di saperi sofisticati. Siedono nei trading floor delle grandi banche d’affari, al centro della rete dei mercati internazionali, combattono una guerra senza quartiere contro le variabili, aspettano il momento giusto per muoversi in anticipo sul tempo e hanno un modo infallibile di prevedere il futuro: crearlo. Tessono i destini del mondo, garantiscono il perpetuarsi dello status quo, influenzano le politiche degli Stati sovrani, custodiscono la supremazia della way of life d’Occidente. Per loro non esiste domani, ma solo la certezza di un eterno presente. E quando impartiscono un ordine di acquisto o di vendita, producono una catena di effetti capaci di influenzare le esistenze di milioni di donne e uomini sul pianeta Terra.

Li chiamano: i Diavoli.

L’osservatorio

Dalle colonne virtuali de iDiavoli.com si raccontano i dispositivi della finanza al tempo del cosiddetto “capitalismo estrattivo”, le connessioni della matrice segreta che plasma il reale nel momento in cui la posta della battaglia smette di essere il profitto a molti zeri, e diventa la strenua difesa dell’esistente.

Oltre la creazione di denaro a mezzo di denaro, i mercati globali detengono una forza capace di succhiare valore da qualsiasi aspetto della vita umana. E poco importa che si tratti di consumi o urbanistica, di relazioni o linguaggio, di immaginario o inconscio. Corpi disciplinati e menti assoggettate sono il risultato di questo agire che nulla risparmia e tutto sussume. Ecco perché la ricognizione che muove dalla “scatola nera” della finanza non può limitarsi a indagare i rovesci delle manovre monetarie espansive e i mutamenti degli equilibri globali, il montare di nuove bolle speculative e la tenuta del debito pubblico, l’egemonia delle platform companies e gli emergenti modelli di accumulazione legati alla gig economy, ma deve interrogarsi anche sul vuoto di una politica rinunciataria, che ha abdicato al proprio ruolo, e affrontare temi come la precarietà degli equilibri dell’Unione europea, l’avanzare delle forze anti-sistema, l’emergere delle potenze asiatiche sulla scena planetaria. Soprattutto, deve cimentarsi con un’esplorazione della cultura di massa (dalla letteratura, al cinema, dalle arti figurative alla fiction televisiva) sempre più orientata a trattare motivi come il rapporto uomo-macchina, la funzione della rete telematica e dei social network, l’avvento della robotica, le tecniche della sorveglianza, il ruolo degli algoritmi. Liquidità, flessibilità, cybercultura, hackeraggio, trading, intelligenza artificiale, massiccia automazione, controllo capillare rappresentano linee di forza che modellano la realtà ispirandone i racconti e le rappresentazioni. Il futuro è oggi.

Cultura convergente 

Nato come spin-off sul web dell’omonimo romanzo di Guido Maria Brera (Rizzoli, 2014) con l’intenzione di espandere un universo narrativo, iDiavoli.com è diventato il catalizzatore di una realtà collettiva in grado d’incrociare competenze di diversa natura: dalla finanza allo storytelling, dalla letteratura all’economia, dalla teoria politica alla filosofia. Questo soggetto plurale costruisce discorso pubblico incrociando la capacità d’informare all’abilità di narrare, mischiando materiali documentari e “giochi” di finzione, sperimentando generi ibridi come la fact fiction, attraversando con piglio critico gli immaginari condivisi mediante l’analisi informale di novità librarie e uscite cinematografiche, di serie televisive ed eventi (underground o mainstream) legati alle arti figurative.

“Informare raccontando” è il senso di una quotidiana attività di produzione on line, volta a svelare le forme di condizionamento e manipolazione, a rendere comprensibili saperi complessi per condividerli liberamente e gratuitamente, ad aumentare il valore sociale dell’informazione e accorciare la distanza tra “potere” e “cittadino”.

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