I consigli di lettura dei Diavoli

Books have the power

La torrida estate infine è giunta, insieme al desiderio di sgombrare la mente. Ma non troppo, perché i tempi bui che corrono non ce lo consentono. Di seguito una serie di letture suggerite dai DIAVOLI tra urgenti ripescaggi e bruciante contemporaneità, per ribadire che sempre, anche sotto l’ombrellone, “books have the power”.

3 agosto 2018

La torrida estate infine è giunta, insieme al desiderio di sgombrare la mente. Ma non troppo, perché i tempi bui che corrono non ce lo consentono. Di seguito una serie di letture suggerite dai Diavoli tra urgenti ripescaggi e bruciante contemporaneità, per ribadire che sempre, anche sotto l’ombrellone, “books have the power”.

Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza.

Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo.

Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza.

 Antonio Gramsci

Marco Amerighi, Le nostre ore contate, Mondadori, Milano 2018. 1985, Toscana: in un paesino immaginario, che però assomiglia molto a Larderello, gli operai del vapordotto soffocano nell’amianto, e quattro amici quattordicenni affrontano l’estate che cambierà per sempre le loro vite. Sanno a malapena suonare, ma hanno fondato un gruppo punk. E quella del protagonista, Sauro, è una tipica adolescenza degli anni Ottanta: la forza dell’amicizia e il dilemma del tradimento, i difficili rapporti con il padre, il rifiuto delle convenzioni sociali (che ancora esistevano), la musica come forma di evasione e ribellione al tempo stesso, la noia di cui si finisce per avere nostalgia. Vent’anni dopo Sauro torna nel paese dove si è lasciato tutto alle spalle: suo padre, che lo aveva cacciato di casa senza apparente motivo, è scomparso nel nulla, e lui dovrà fare i conti con gli inspiegabili avvenimenti di quell’estate 1985.

Dramma individuale e collettivo al tempo stesso, sorretto da una forza narrativa di rara intensità, l’esordio di Marco Amerighi è di quelli che lasciano il segno.

Angelo D’Orsi, Gramsci. Una nuova biografia, Feltrinelli, Milano 2017. Da anni è in corso una “Gramsci renaissance”: l’espressione è dello storico Angelo D’Orsi, che con quest’opera offre un punto di riferimento tanto per chi vuole accostarsi per la prima volta alla vita e alle idee dell’intellettuale comunista, quanto per gli studiosi e gli appassionati gramsciani. Nell’intreccio fra biografia e pensiero emerge la figura di un filosofo e politico straordinario per forza morale e rigore intellettuale. Capace – aspetto finora trascurato – di un’instancabile attitudine pedagogica, Gramsci riuscì a espandere il pensiero marxista oltre i suoi confini e a elaborare una visione del mondo e della storia destinata a incidere ancora per molti anni sull’orizzonte dell’umanità.

La scrittura appassionata e avvincente di D’Orsi fa di Gramsci una lettura adatta anche per sdraio e ombrellone: magari sulle spiagge della Sardegna.

Massimo Mantellini, Bassa risoluzione, Einaudi, Torino 2018. Grazie al web e alla connettività diffusa abbiamo a disposizione tutte le informazioni che desideriamo in qualsiasi momento; eppure ci affidiamo alla newsfeed di Facebook e clicchiamo compulsivamente i “boxini morbosi” dei quotidiani online. La rapida evoluzione della tecnologia ci consentirebbe di godere al meglio ogni esperienza audiovisiva, e invece ascoltiamo musica con altoparlanti da quattro soldi e guardiamo film mal registrati su YouTube. I nuovi mezzi di comunicazione danno la possibilità di chiamare o videochiamare gratuitamente i nostri cari ovunque siano, in qualunque momento, ma ormai preferiamo mandare brevi (e ambigui) messaggi di testo su Whatsapp. Gli strumenti della Rete potrebbero favorire la partecipazione democratica, ma finora sono stati sfruttati per la propaganda e per progetti tutt’altro che democratici.

All’aumentare della potenza tecnologica, sostiene il brillante volumetto di Mantellini, corrisponde una simmetrica riduzione delle nostre aspettative: una svolta inattesa e paradossale, una chiave decisiva per capire presente e futuro della cultura digitale.

Attilio Brilli, Il grande racconto delle città italiane, il Mulino, Bologna 2016. Se le vostre vacanze non prevedono soltanto spiagge affollate o escursioni montane, e se non siete tra coloro che per essere soddisfatti di un viaggio hanno bisogno di andar lontano – se insomma avete in programma di trascorrere i vostri giorni di riposo alla scoperta di qualche città italiana – non partite prima di aver letto questo libro magnificamente scritto e illustrato. Conoscere una città d’arte è una conquista personale, che può compiersi pienamente solo passando da ingressi secondari, da vie inconsuete che permettano di aggirare il conformismo turistico imperante e di scoprirla come una creatura vivente, con il suo carattere, la sua fisionomia, il suo vissuto.

Attraverso le testimonianze scritte e artistiche dei più celebri visitatori del passato, Brilli – uno dei massimi esperti italiani di letteratura di viaggio – guida il lettore tra passato e presente, regalando uno sguardo poetico e teorico sui luoghi della storia italiana.

Tiffany Watt Smith, Atlante delle emozioni umane, UTET, Milano, 2017. Non serve aver letto Wittgenstein per rendersi conto che i limiti del linguaggio sono anche i limiti della nostra capacità di comprensione ed elaborazione della realtà. La vita emotiva non fa eccezione: a chi non è capitato di non trovare le parole per dire ciò che prova? In questo libro brioso e ricco di aneddoti la storica culturale Tiffany Watt Smith restituisce l’intero, sfumato spettro delle emozioni umane attingendo alle lingue di tutto il mondo, dal tedesco di Schadenfreude (il piacere provocato dalle sfortune altrui) al giapponese di ijrashi (la commozione nell’assistere a una persona che riesce a superare un ostacolo pur partendo in una posizione di svantaggio), al finlandese di kaukokaipuu (l’inspiegabile nostalgia per un luogo dove non si è mai stati).

Se le vacanze estive sono anche il momento per badare a sé stessi, perché non approfittarne per arricchire il proprio vocabolario emotivo, e così le proprie capacità empatiche e introspettive?

Giacomo Di Girolamo, L’invisibile. Matteo Messina Denaro, il Saggiatore, Milano 2017. Il libro di Di Girolamo, ripubblicato in una versione completamente rinnovata, non è soltanto la biografia del più pericoloso latitante italiano, né solo un affresco della Cosa nostra trapanese (spesso trascurata dalle cronache), ma anche l’efficace rappresentazione di una mafia divenuta invisibile proprio come il suo boss. Matteo Messina Denaro ha attraversato tutte le fasi di Cosa nostra, dall’epoca stragista (pupillo di Totò Riina) all’attuale fase di “inabissamento”, ed è il simbolo di una Sicilia in cui i confini tra legale e illegale sono sempre più sfumati e in cui il mito dell’invincibilità mafiosa è tramontato, ma dilagano l’indifferenza e il disorientamento di un movimento antimafia ancora troppo legato a vecchi schemi e ritualismi.

Consigliato a tutti coloro che al moralismo e alla retorica di certa letteratura mafiologica preferiscono l’ironia, l’analisi, la testimonianza del miglior giornalismo.

Shady Hamadi, Esilio dalla Siria. Una lotta contro l’indifferenza, add, Torino 2016. Condizionati da posizioni o pregiudizi filoamericani o filorussi, islamofobi o filoarabi, realisti o  liberali, immersi in dissertazioni sull’equilibrio di potenza, il petrolio, il gasdotto e chi più ne ha più ne metta, troppo spesso tendiamo a parlare della Siria come di una posta in gioco, un campo di battaglia geopolitico. Siamo invece di fronte al “martirio di una nazione”, per usare l’espressione che il grande giornalista Robert Fisk coniò per il vicino Libano. In questo libro Shady Hamadi, attivista per i diritti umani, madre italiana e padre siriano oppositore di Assad, si appella contro l’indifferenza, mosso anche dalla convinzione che nell’«assenza di qualsiasi solidarietà e riconoscimento di quanto accade attecchiscono i semi dell’integralismo».

Lo fa raccontando la tragedia della sua famiglia, che è la tragedia di un popolo costretto ormai da anni a chiedersi se “rimanere o scappare”, scegliendo tra l’esilio e l’estremo sacrificio.

Tzvetan Todorov, I nemici intimi della democrazia, Garzanti, Milano 2017 (ediz. orig. 2012). «Oggi, i veri pericoli provengono dall’interno della democrazia stessa, da quelli che ho chiamato ‘nemici intimi’, forme di perversione o di stravolgimento di alcuni dei suoi principi di base. Il populismo, l’ultraliberalismo o il messianismo non sono il contrario di ciò cui aspira la democrazia, ma il risultato della dismisura di alcuni elementi – popolo, libertà e progresso – che la costituiscono. Tale dismisura è diventata possibile perché, soprattutto nel XX secolo, sono venute meno le limitazioni reciproche cui questi elementi erano sottoposti». Così, nel 2012, riassumeva questo suo libro profetico Tzvetan Todorov, la cui morte è apparsa perfino più prematura e intempestiva rispetto a quella dei molti altri maestri del pensiero scomparsi nel 2017. Todorov ha speso gli ultimi anni della sua vita a metterci in guardia dalla trappola dello scontro di civiltà e dalla crisi dell’Occidente, delle sue istituzioni e dei suoi valori.

Se l’intento di una lettura estiva può essere quello di orientarsi nell’abisso del presente – ora che molti buoi, se non tutti, sono scappati dalla stalla – nella lista dei consigli I nemici intimi della democrazia occupa le prime posizioni, davanti a volumi ben più noti e pubblicizzati.

Tony Judt, Postwar. La nostra storia: 1945-2005, Laterza, Roma-Bari 2017 (ediz. orig. 2007). Semplicemente, il più bel libro di storia che sia stato scritto negli ultimi vent’anni. Varrebbe la pena di rinunciare a ogni altra lettura estiva per immergersi in queste mille pagine di impareggiabile chiarezza e profondità di campo, che raccontano sessant’anni di storia europea muovendo dal generale al particolare, dalla politica alla cultura popolare, dalla prospettiva internazionale alle specificità locali. Nel continuo confronto tra Est e Ovest, e senza mai trascurare il livello dei singoli Stati (tutti, non solo i 4-5 principali), Tony Judt sostiene che la caduta del Muro di Berlino e l’avvento della globalizzazione hanno posto fine, più che a una vera e propria epoca, a una fase di transizione durata cinquant’anni…

un lunghissimo Dopoguerra che dal Secondo conflitto mondiale ha ereditato lo stimolo per la prosperità europea, e insieme il fardello di contraddizioni irrisolte, esplose con la fine del bipolarismo internazionale.

Karl Polanyi, La grande trasformazione. Le origini economiche e politiche della nostra epoca, Einaudi, Torino 2010 (ediz. orig. 1944). Un grande classico delle scienze sociali, ancora troppo poco diffuso al di fuori del mondo accademico: più che un consiglio di lettura, questo è un consiglio di studio. Del resto, Karl Polanyi avrebbe ogni titolo per ambire a un posto accanto a Marx, sul podio dei più incisivi e preveggenti critici del capitalismo. Nel suo capolavoro analizza l’impatto della società di mercato e dell’industrializzazione sulla civiltà occidentale, soffermandosi in particolare sugli effetti politici, culturali e antropologici della crisi degli anni Trenta. L’insegnamento che ne ricava appare valido ancora oggi: di fronte a un sistema di mercato ritenuto (follemente) in grado di autoregolarsi, sempre più sganciato dalla “sostanza umana e naturale” della società, le persone reagiscono cercando protezione da parte delle istituzioni pubbliche.

E se a questa protezione non provvede il welfare state si rivolgeranno a nuove e vecchie forme di autoritarismo e nazionalismo. Tornare a un’economia ancorata alla politica democratica, e di conseguenza alla società, è l’unica via per evitare la distruzione dell’uomo e dell’ambiente.

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I Diavoli della nostra epoca dominano le variabili. Prevedono il futuro. Se è necessario lo determinano per influenzare il corso degli eventi. Non credono al caso o alla fortuna. Figure enigmatiche e ambivalenti – I Diavoli – tra inganno e prodigio, perseguono un ordine molto spesso volto al loro esclusivo interesse. In questi anni si sono mossi – decisi e sfuggenti – davanti ai grandi eventi della nostra epoca. Dalle pagine di questo sito proveremo a raccontare fatti e raccogliere testimonianze di uomini capaci di intercettare queste verità e forzare dunque la scatola dei segreti del potere finanziario, per mostrarne a tutti il contenuto.

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