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Vitor Constancio, vicepresidente della Bce: «Occhio agli Npl»

7 aprile 2016

7 APRILE 2016 – Il mantra europeo è sempre lo stesso, «bisogna fare presto», ma il dilemma dei crediti deteriorati rimane ancora irrisolto. Il vicepresidente della Banca Centrale Europea, Vitor Constancio lo ha ribadito questa mattina all’Europarlamento, «troppe banche sono tuttora in difficoltà a causa dei fantasmi del passato», specificando che l’eredità negativa sui bilanci e i crediti in sofferenza «sono una priorità per la Bce». Se la massa di Npl nella pancia dei nostri istituti di credito è assai aggrovigliata, il livello di copertura è alto. E quindi, per dirla con Constancio, «il problema non riguarda l’equilibrio di bilancio ma la redditività e profittabilità per le banche».
Il Messaggero riporta che l’investitore americano Fortress sarebbe pronto a sottoscrivere parte dell’aumento di capitale della Popolare di Vicenza e ad acquistare un pacchetto di crediti non performanti. Bruno Livraghi, uno dei protagonisti del Tredicesimo Piano, direbbe che si tratta del «trade dell’anno: schiantare le banche per poi obbligarle a vendere a saldo i propri Npl».

E forse, a giudicare dal numero di fondi che negli ultimi tempi bussano alle porte del sistema bancario italiano, non avrebbe tutti i torti: nonostante il monito della Bce, l’unico business che piace agli investitori è quello che riguarda le scorie del passato.
Intervistato lo scorso gennaio, Livraghi – trader d’annata con una passione per le sofferenze, ovviamente bancarie – spiegava che se un pezzo così importante di economia reale viene svenduto è perché «abbiamo cavalcato gli anni della svalutazione e della convergenza, abbiamo speculato sul debito ed imposto l’austerità, ora il cerchio si chiude. Compriamo i frutti di quell’austerity. Il 15% del Pil nazionale in Npl, a prezzi di saldo e con lo Stato costretto a metterci pure una garanzia sopra».

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