Bce e mercati

Helicopter Money

Cosa accadrebbe se il Quantitative Easing finanziasse i privati invece delle banche?

17 maggio 2016

«Alcuni teorici del pensiero critico, e non solo loro, parlano di helicopter money e di QE per le moltitudini. Cosa ne pensa? -Penso che sia un salto di correlazione rispetto al passato e penso anche che sia una questione prettamente politica» – La Parabola dei talenti, fantaintervista a Bruno Livraghi

18 MAGGIO 2016 – Il bazooka di Mario Draghi si è inceppato, ormai è chiaro a tutti: il Quantitative Easing non sta producendo gli effetti sperati e la liquidità messa in circolo dalla Bce si ferma negli istituti finanziari in crisi senza riuscire a raggiungere imprese e famiglie. Alla ricerca della soluzione perduta, si fa sempre più strada l’idea dell’Helicopter Money – elaborata nel 1969 dal premio Nobel per l’economia Milton Friedman – che in estrema sintesi consiste nel bypassare le banche e trasferire i soldi direttamente al settore privato, ovvero ai cittadini e agli imprenditori, senza il coinvolgimento diretto delle autorità fiscali. Una soluzione estrema per cercare di far ripartire consumi e inflazione.
Come? Tagliando in maniera consistente le tasse della classe media e delle piccola e media industria e finanziando il debito attraverso la creazione di moneta da parte della Banca Centrale Europea. La proposta però, incontra molte resistenze proprio all’interno della Bce con la componente nord continentale da sempre contraria alla monetizzazione del debito pubblico. E non a caso Mario Draghi, che pure definisce l’Helicopter Money «uno strumento interessante», non ha mai avanzato la proposta all’Eurotower.
Un’ idea simile è stata sottoposta al Parlamento europeo anche dal movimento Qe for the people che annovera tra i suoi aderenti David Graeber, antropologo e attivista del movimento Occupy Wall Street, oltre a docenti di economia delle università di mezza Europa.
Con oltre 18 milioni di persone attualmente disoccupate, e la disoccupazione giovanile oltre il 40% in Spagna, Grecia e Italia, «la zona euro non ha bisogno di un QE per il settore finanziario. Abbiamo  bisogno che i soldi vengano iniettati direttamente nell’economia reale, in modo da migliorare la vita delle persone, stimolando l’occupazione e la spesa». Per questo motivo un certo numero di economisti sostengono il “Quantitative Easing per le Persone”.
«Il programma di QE corrente sta fallendo – denunciano  gli attivisti del Movimento QEP –  Allo stesso tempo, la povertà e la disuguaglianza sono in aumento. Noi, rappresentanti di organizzazioni della società civile provenienti da tutta Europa, riteniamo urgente il bisogno di ripensare questo approccio e trasformare questa occasione sprecata in un programma che fornisca una ripresa sostenibile nella zona euro». A questo fine hanno lanciato una campagna sul web che si propone di promuovere un dibattito pubblico intorno Quantitative Easing per le persone, sostenendo che «il denaro creato attraverso il QE potrebbe essere speso nell’economia reale in modo che di esso possano beneficiare gli individui e la società nel suo complesso».
Per il momento, a livello politico e pratico, l’Helicopter Money continua a rimanere un miraggio ma nelle ultime settimane è tornato prepotentemente alla ribalta nei principali giornali economici.
La terapia QE è stata una flebo di liquidità, miliardi di euro pompati nel cuore agonizzante del credito. Ma se in un primo momento è parso che il paziente potesse rialzarsi dal letto e tutto potesse tornare al suo posto, nessuno (o pochi) hanno fatto i conti con una possibile ricaduta, o almeno così è sembrato.
Stampare moneta è come una nevicata fittissima, di quelle che ricoprono tutto sotto un manto soffice. All’inizio hai l’impressione che il bianco sia ovunque. Poi, quando smette di nevicare, capisci che non è così. Ci sono posti all’ombra dove la neve si accumula e rimane ammassata. E ci sono altri posti in cui invece si scioglie al primo sole, e diventa fango. I soldi funzionano nello stesso modo. Si accumulano dove ce ne sono già altri, e si poggiano per pochissimo tempo dove non ce ne sono. Poi rimane la melma che sporca tutto.

«Bisogna far tornare il fieno al fienile. Di recente ho letto un articolo sul Social Lending, la nuova frontiera, gente che presta denaro ad altra gente. Bella teoria, e anche se so benissimo che non potrà mai sostituire le banche, forse potrebbe tornarci utile. Ma certo, non è difficile. Se quell’idea del Social Lending è così socialmente attraente, perchè non usarla? Gli aguzzini mi chiedono 20? Allora perchè non vendere ai miei clienti e ai miei azionisti? A 20» – Social Banking, I Diavoli

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