Banche, politica, paese.

Banche: fisiologico o patologico?

Che in un Paese ricchissimo di risparmio, ricco di imprenditoria sana e innovativa, strangolato da un credit crunch parzialmente autoinflitto e alle prese con uno stock di NPL fisiologicamente elevato non si riesca ad innescare un circolo virtuoso...

29 luglio 2016

Scrivere, discutere, dibattere e informare sulle sorti di una delle principali banche di un Paese è FISIOLOGICO. Trasformare questa discussione in una bagarre politico-sociologica è, invece, PATOLOGICO.
Che la scelta di come intervenire sul delicato tema delle crisi bancarie coinvolga inevitabilmente riflessioni di politica economica è FISIOLOGICO. Che sia la politica a determinare e ad aver determinato le sorti di un intero sistema bancario è PATOLOGICO.

Che dopo oltre cinque anni di recessione lo stock di crediti deteriorati raggiunga picchi assoluti molto elevati è FISIOLOGICO e funzione lineare del ciclo economico. Che il sistema con cui si fa credito in Italia nel 2016 sia ancora legato a logiche strettamente personalistiche, con conseguente e pericolosissima commistione di interessi, è PATOLOGICO.
Che si tenda a fare credito alle aziende che si conoscono perché, in quanto conosciute, si riescono a valutare in maniera più puntuale è FISIOLOGICO. Che si faccia credito alle aziende conosciute solo ed esclusivamente in virtù di questa conoscenza è PATOLOGICO.
Che in un Paese con una prevalenza di piccole e medie imprese il credito attraverso il canale bancario rivesta una grande importanza è FISIOLOGICO. Che in un Paese come l’Italia il settore bancario rappresenti ancora l’unico canale di credito è PATOLOGICO.

«Che un artigiano o un impiegato del settore privato o pubblico non debba necessariamente avere competenze finanziarie professionali è FISIOLOGICO. Che l’istruzione finanziaria di base sostanzialmente non esista è PATOLOGICO»

Che in momenti di downturn del ciclo economico le maglie del credito si facciano più strette è FISIOLOGICO. Che per il perverso mix di regulation, ciclo avverso, struttura eccessivamente o esclusivamente “bancocentrica” del credito e incapacità di adeguata credit analysis sul sistema delle PMI si sia generato un credit crunch indistinto e trasversale è PATOLOGICO.
Che obbligazioni subordinate rischino di pagare parte del conto di una ristrutturazione bancaria è FISIOLOGICO. Prescinde di fatto dall’introduzione del bail in ed è implicito nell’essenza stessa di strumenti di capitale subordinato (nomen omen, altrimenti si sarebbero chiamate obbligazioni garantite).
Che strumenti di debito subordinato siano andati a finire nei portafogli retail di privati cittadini, privi degli strumenti minimi di conoscenza finanziaria per valutarne i rischi, è PATOLOGICO. Tutto ciò è figlio di un sistema distributivo PATOLOGICAMENTE legato per anni a logiche di “familiarità”. Lo ha messo bene in luce anche un paper della Consob, datato 2010, riguardo alle obbligazioni emesse dalle banche italiane, alle caratteristiche dei titoli e ai rendimenti per gli investitori.
Che strumenti di investimento espongano a rischi di mercato è FISIOLOGICO. Che si confonda il risparmio con l’investimento è PATOLOGICO.
Che la gestione del risparmio sia guidata anche da logiche commerciali e distributive è FISIOLOGICO. Che in un Paese che ha come principale asset proprio il risparmio, quest’ultimo sia intermediato per la quasi totalità da veicoli di emanazione bancaria guidati esclusivamente da logiche commerciali e distributive è PATOLOGICO.
Che un artigiano o un impiegato del settore privato o pubblico non debba necessariamente avere competenze finanziarie professionali è FISIOLOGICO. Che l’istruzione finanziaria di base sostanzialmente non esista è PATOLOGICO.
Che in un Paese con uno stock di risparmio elevatissimo e una cultura finanziaria di massa praticamente inesistente, per sposare lo stock di risparmio con l’offerta di prodotti finanziari anche complessi, ci si nasconda dietro la foglia di fico di un questionario a crocette (compilato in tristi stanzette di consulenza finanziaria di fronte a funzionari abbrutiti dall’ingrato compito di doversi trasformare in piazzisti votati al raggiungimento del budget) appare PATOLOGICO e anche un po’ PATETICO.

Che in un Paese ricchissimo di risparmio, ricco di imprenditoria sana e innovativa, strangolato da un credit crunch parzialmente autoinflitto e alle prese con uno stock di NPL fisiologicamente elevato non si riesca ad innescare un circolo virtuoso in cui il risparmio privato, adeguatamente intermediato, divenga motore e ossigeno di credito per il tessuto industriale e un possibile bid (non speculativo, ma strategico sugli attivi bancari, che altro non sono che una fetta di PIL) non è né FISIOLOGICOPATOLOGICO. È semplicemente STUPIDO.

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Paul Farradock

Tutto, ma proprio tutto, su FED, BCE e Mercati. Nella tana del Bianconiglio.
«Non mi pare che stiano giocando con lealtà,» protestava Alice, «e poi battibeccano tutti con quanto fiato hanno in gola che uno non riesce neanche a sentire la propria voce… e le regole poi, così imprecise, ammesso che ce ne siano, non le rispetta nessuno…» Le Avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, Lewis Carroll 
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