Mailbox

Ka-boom! Guy Fawkes e la prerogativa parlamentare

Ka-boom. La signora dei fondi di investimento ha ucciso un altro drago, ha fermato ancora una volta una cospirazione di interessi e di superstizioni economiche capace di distruggere, o colpire nel vivo, questo meccanismo imperfetto ma vitale che ha permesso al Regno Unito di rimanere un faro e non diventare uno specchio per le allodole dell’antieuropeismo, dell’insofferenza verso gli altri

4 novembre 2016

di KJ Okker*

Correva l’anno 1605 quando Guy Fawkes attentò alla vita del sovrano Giacomo I e dei suoi parlamentari, colpevoli – a detta del cospiratore – di “eresia” e di una condotta anti-cattolica. Il 5 novembre, Guy fu sorpreso mentre stava accendendo la miccia che avrebbe dovuto far brillare 2.500 chili di polvere da sparo piazzati sotto la Camera dei Lord. Da quel giorno, gli inglesi festeggiano con gusto scaramantico la ricorrenza della strage mancata. Molta acqua è passata sotto i ponti del Tamigi. E la figura di Fawkes è stata ripresa dal geniale Alan Moore nella serie a fumetti V for Vendetta, per essere poi trasposta sul grande schermo nell’omonima pellicola sceneggiata dai fratelli Wachowski. Quattro secoli dopo la “congiura delle polveri”, l’attentatore delle istituzioni britanniche ha indossato i panni del folk hero, mentre la maschera raffigurante il suo volto è divenuta il simbolo delle proteste contro l’establishment: da Occupy Wall Street alle azioni di Anonymous. Alcune cose cambiano, come nelle tante vite di Guy o come ha dimostrato il voto del Brexit.

Altre, invece, non cambieranno mai…

4 Novembre 2016 – I giorni di Guy Fawkes li riconosco sempre, quando si avvicinano. Ai baveri delle tasche dei cappotti e degli abiti appaiono i papaveri rossi del Remembrance Day e si sentono botti e scoppi da varie parti. Nel Regno Unito, novembre è il mese in cui si ricorda tutto, in cui tutta la Storia su cui passeggio mentre vado nella City riaffiora. Le guerre, le bombe, le congiure, i sacrifici e questa presenza ieratica e monolitica della democrazia. Guy Fawkes fu ucciso, dopo che fu sventato l’attentato contro il Parlamento, non perché cattolico, in fondo, ma perché attentò a quella profondità istituzionale e democratica che in un Paese come questo si chiama Parlamento. Come se lo avessero trovato con un cerino intento a bruciare la Magna Charta.

Il re, forse, lo agevolò, in questo. Re Giacomo sapeva tutto: uno dei cospiratori mandò una lettera a un cugino parlamentare per salvarlo e Guy Fawkes fu fermato appena in tempo, in flagranza, per ribadire questo concetto: il legame fra reali e parlamento è la cosa più sacra del Paese, più di una divinità. Appena prima del ka-boom. E, per secoli, da quel giorno, il primo fine settimana di novembre,  gli inglesi ricordano quello sventato pericolo, bruciando effigi, facendo scoppiare fuochi di artificio, riunendosi lungo le rive dei fiumi, nei prati appena all’inizio dell’autunno, a bere, a riscaldarsi a fuochi delle pire, come un rito antico, ancestrale. Appena dopo Ognissanti, i morti. Ci si ricorda cosa vale se si ricorda da dove si viene. E questo Paese ha fantasmi ovunque, di reali decollati, fosse comuni di soldati, ma tutto conduce, sempre, alla difesa di questa prerogativa: il potere proviene da Dio, ma lo ha donato il popolo. Il popolo ha permesso la difesa contro Napoleone, Hitler, contro i terroristi a 360 gradi, che a turno hanno colpito Londra. E Parliament House rimane lì, con quella struttura neogotica, arzigogolata che incute timore: l’ingresso come una vagina dentata, passaggio obbligatorio verso la democrazia.

Ka-boom, anche ieri. Quando la Corte inglese ha ricordato ai politici frettolosi e insicuri che esiste ancora la Prerogativa Parlamentare e che su quella si basa tutto il Paese. E lo ha ricordato una manager di un fondo di investimento, neanche – orrore – inglese, se non di seconda generazione. La City o Mayfair hanno ricordato al Governo, dimostrando di aver ragione, che, nonostante tutto, nonostante la speculazione, nonostante la volatilità, nonostante l’insider trading, il lobbying, nonostante questa immagine di squali in un mare rosso sangue come sono i mercati in questi giorni, esiste un principio che non si discute: il Parlamento è il luogo dove, con sobrietà e autorità, si macina, si interpreta il futuro di un paese. O del Paese. Del Paese Moderno come solo il Regno Unito sa essere. Perché, dopo tutti i dibattiti sulla Brexit, dopo aver fatto parlare, vomitare, ruttare la pancia e dopo aver fatto danzare sul palco i peggiori istinti dell’uomo, della sua autoconservazione, gli istinti pantagruelici di distruzione, dopo aver fatto spogliare l’ignoranza dei veli, come nelle rappresentazioni sacre del Medioevo, torna la giustizia, torna la sobrietà. Siamo riconciliati con l’idea che la democrazia, quando funziona, è l’unica medicina contro il male della modernità. La democrazia rappresentativa, quella della cognizione di causa, senza idoli, senza personalismi.

E, forse, la Miller sa bene anche un’altra cosa: nel mondo di oggi un’operazione come la Brexit non avrebbe nessun altro beneficio che quello di nutrire gli avvocati ed i consulenti di tutto il mondo. La mole di regole, trattati, leggi, accordi, da disinnescare è oltre ogni possibile capacità umana. Realismo e sobrietà. Realismo.

Ka-boom. La signora dei fondi di investimento ha ucciso un altro drago, ha fermato ancora una volta una cospirazione di interessi e di superstizioni economiche capace  di distruggere, o colpire nel vivo, questo meccanismo imperfetto ma vitale che ha permesso al Regno Unito di rimanere un faro e non diventare uno specchio per le allodole dell’antieuropeismo, dell’insofferenza verso gli altri.

Arriva il freddo, ora, sul lungo Tamigi. Stasera, quando usciranno dall’ufficio i banchieri, gli avvocati, quando rimarranno solamente i junior e gli addetti alla sicurezza ed alle pulizie, vedranno, dai piani alti dove rimangono accese le luci, centinaia o forse migliaia di esplosioni, di fuochi di artificio, verso Nord, verso Est. Il banchiere e il ragazzo delle consegne allora si fermeranno, magari spegneranno una luce o due della stanza, per osservare i papaveri di luce che si aprono. E quel senso ancestrale di giustizia, irriverente necessità e isolana percezione del vero li ghermirà per qualche istante. Sperando che un fuoco si apra ed esploda nel cielo come una corona di stelle. Ventotto.

Ka-boom.

* KJ Okker è la persona attorno alla quale girano sempre tutte le tempeste: finanziarie, sociali. Non ha un ruolo chiave, ma osserva tutto con il distacco di un attore consumato e la nostalgia per un mondo che, probabilmente, non è mai esistito. Abita su un aereo e dorme dove capita. Intanto, misura la vita che scorre fra il cuore e lo stomaco d’Europa e d’Italia.

Soundtrack

Ti può interessare anche:
Filter by
Post Page
Focus MAILBOX: riceviamo e pubblichiamo
Sort by

Podemos dopo tutto

2017-02-20 09:32:26
stella

8

Il bianco ottico
(quello che devi vedere)

2017-02-10 09:28:25
stella

8

Ka-boom! Guy Fawkes e la prerogativa parlamentare

Simple Share Buttons